Vendite sincopate, ma comunque Sotheby’s Milano sostiene le glorie nazionali. Bene Lucio Fontana, Fausto Melotti ed Enrico Castellani

Partenza lenta ieri sera – 24 maggio – da Sotheby’s Milano, che ha officiato la prima parte dell’asta di Arte Moderna e Contemporanea, che ha visto ben 23 opere su 59 che non trovare un compratore. Pur con questo un tasso di invenduto non indifferente, tuttavia le opere battute hanno raggiunto cifre al di sopra […]

Partenza lenta ieri sera – 24 maggio – da Sotheby’s Milano, che ha officiato la prima parte dell’asta di Arte Moderna e Contemporanea, che ha visto ben 23 opere su 59 che non trovare un compratore. Pur con questo un tasso di invenduto non indifferente, tuttavia le opere battute hanno raggiunto cifre al di sopra delle aspettative, confermando la grande richiesta da parte dei bidders delle opere più importanti.
La sala ha iniziato a risvegliarsi con il protagonista della serata, Lucio Fontana, al lotto numero 8 con una sua scultura a forma di Arlecchino, che da una stima massima di 70mila euro è stata battuta a 192.750. Al lotto seguente Fausto Melotti è stato portato a casa per 162.750, partendo da una stima di 70-90mila.
Alcuni invenduti più in là è tornato il Maestro dello Spazialismo a rendere vivace la sala, che divideva le offerte con i collezionisti ai telefoni. Un Concetto Spaziale dorato del 1964 ha oltrepassato il milione raddoppiando la stima minima. Le offerte per il bracciale in oro dallo stesso titolo sono durate svariati minuti, raggiungendo ben 126mila euro contro una stima di 30-40mila.
Ottime performance anche per Enrico Castellani: la Superficie Argento è stata battuta a 672mila, mentre altre due Bianche a 180mila e 114mila. Molto conteso lo Schifano, battuto al doppio della stima a 252mila. Il Bianco Cretto di Burri ha superato di pochissimo la sua stima minima di 500mila, così come la Semicolonna di Pomodoro, battuta a 84mila. Grandioso successo per uno dei pochi “stranieri” in catalogo: un piccolo Frank Stella, Senza Titolo, che ha polverizzato la stima di 35mila, conteso fra numerosi bidders che hanno scaldato la sala, trovando infine un compratore a 168mila. Appuntamento oggi pomeriggio – 25 maggio – alle14 a Palazzo Broggi con la seconda parte del catalogo.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.