New York Update: Frieze ve l’abbiam fatta vedere, Pulse pure, mancava Nada. Ecco spunti, interviste e immagini dalla terza fiera in corso nella Grande Mela

La inarrestabile Viola Romoli, con il suo (ahinoi) non altrettanto inarrestabile iPad magenta si sono intrufolati per noi anche a Nada New York. La fiera, questa volta e per la prima volta nella Grande Mela, ha preso un posto che non è nuovo agli assidui frequentatori delle art weeks newyorkesi, quello dell’ex Dia Foundation a […]

La fiera Nada organizza tour per bambini, ecco un'immagine

La inarrestabile Viola Romoli, con il suo (ahinoi) non altrettanto inarrestabile iPad magenta si sono intrufolati per noi anche a Nada New York. La fiera, questa volta e per la prima volta nella Grande Mela, ha preso un posto che non è nuovo agli assidui frequentatori delle art weeks newyorkesi, quello dell’ex Dia Foundation a Chelsea, ovvero la dove, in marzo, si allestisce la fiera Independent. Con il nostro solito plot-interview abbiamo scambiato alcune vedute con i galleristi che espongono (tra gli italiani solo 1/9, da Roma), abbiamo fatto un giro per i tre piani della fiera e anche una capatina su, in cima, sull’irresistibile roof top affacciato sull’Hudson River. Ecco il video.

video: Viola Romoli

www.newartdealers.org

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  • Osvalda

    Mi gira la testa. A te no? Riprese pessime, domande inutili.
    Se Artribune è un gioco per ragazzini con l’IPad che comprendono poco quello di cui parlano, avete un problema.

  • Gentile Osvalda,

    ma come si permette di criticare? Ma cosa vuole di più? Ma si rende conto che lei ha questo servizio gratis, in tempo reale, ed a casa sua, senza spendere tempo ne’ soldi?

    Sarei d’accordo con lei quando si scrive di gossip noioso ed inultie, ma questa è informazione vera e propria, a loro spese, senza nulla chiedere a lei.

    Ma abbia un poco di gratitudine.

    PS Lo penso davvero, non è ironia.

  • Osvalda

    Gentile SerenArte,
    Avrei da sindacare almeno su un paio di punti.
    primo: da quando l’informazione “gratuita” deve essere di bassa qualità? Artribune non è mica l’ANSA, si occupa di cultura, ambito che offre la possibilità di cura e approfondimento.
    secondo: gratuito per i lettori online non significa che il progetto Artribune non guadagni dei soldi. pubblicità e abbonamenti permettono loro di tenere in piedi tutta la baracca.
    Io come lettrice vorrei leggere o guardare contenuti espressi con meno superficialità.
    Saluti.

    • Redazione

      Gentile Osvalda, grazie per le sue osservazioni. Per migliorare le chiediamo chi, in Italia, negli Stati Uniti o in altri paesi, ha fatto una copertura più efficace e utile (al di là delle riprese amatoriali, ma per ora i denari per una troupe da spedire a New York non ce li abbiamo) sulla fiera Nada. Così potremo osservare, copiare, pigliare spunto, adeguarci.
      Se esiste da qualche parte un servizio migliore, su Nada, fatto in questi tempi (ovvero dopo poche ore dall’opening della fiera), con questa quantità di interviste e di opinioni, attendiamo il link per leggerlo. Restiamo in attesa.

  • Osvalda

    Nessuno contesta la puntualità delle notizie. Qui si parla di qualità dell’informazione.
    E quella sul Nada è solo una tra le tante notizie che Artribune racconta in maniera superficiale e raffazzonata. Nel caso specifico ci si prende un paio d’ore per proporre domande mirate, così anche chi non ha la possibilità di essere lì fisicamente può comunque capirci qualcosa.

    • Osvalda, che ti devo dire: ti fa schifo il lavoro che facciamo? Cambia sito. Basta un click. E amici come prima.

  • Dear Miss Osvalda,

    lei ha offeso persone che credo neanche conosca di persona, dicendo loro che non comprendono ciò che dicono e che addirittura hanno un problema. Il tutto, a casa loro (sul loro sito). Cosa altro vuole fare loro?

    Il rispetto del lavoro altrui è sacrosanto anche se non è gradito, oltre a quello delle persone e delle opinioni.

    Lei è andata davvero oltre, dovrebbe chiedere scusa, anzi sarei curioso di sapere che lavoro fa. E soprattutto, come, lo fa.

    Ha il coraggio di rispondermi?

  • Egregio Giacomelli,

    ma perchè non querela(te) la signora Osvalda?

    Così la prossima volta ci pensa meglio, assieme ad altri.

    • Su dai, non esageriamo. E’ un classico all’italiana: quando una cosa è gratis, la si usa sino allo stremo e al contempo la si critica aspramente. Poi, quando non esiste più o diventa a pagamento, la si rimpiange. Va così, bisogna farci il callo. O cambiare Paese.

  • Apprendista

    Gentile serenarte, io credo che Osvalda non abbia offeso nessuno. Con un modo un po’ rude ha solo chiesti a una testata che di fatto svolge un ruolo chiave nella diffusione di informazioni sul mondo dell’arte di dedicare un po’ di cura nell’elaborazione dei contenuti. Basta poco per fare un video – anche senza troupe e montaggio- che introduca per bene l’argomento di cui si parla, che motivi la scelta di alcuni intervistati piuttosto che altri e che li inquadri mentre parlano. E poi, forse si puó dedicare un minuto in più al lavoro degli artisti e al perchè hanno o non hanno successo, anche e soprattutto con i collezionisti italiani. Proprio perché artribune è l’unico a fare un servizio del genere potrebbe provar a improvvisare meno e raccontare di più. Anche i titoli calembour non funzionano molto. Insomma prendete le critiche per quello che sono: un incentivo a migliorare. Se non le si accetta tanto vale tornare al web 1:0 e chiudere lo spazio per i commento. Buon lavoro, anche a viola che ne è ha parecchio da fare

  • Gentile Apprendista,

    ecco, anche lei sa come fare un video e come presentarlo. Vabbè. Può essere.

    Ah, se potessi parlare del pressapochismo vero! Anzi lo faccio!

    Questa è l’ultima mail che mi è arrivata, col solito CV (CV in formato .doc!):

    —————————————————————————————————————
    Salve,

    sono *****, mi sono laureata da poco in Arti Visive a Bologna, vi invio il mio curriculum per eventuali collaborazioni.

    Saluto e ringrazio

    (firmata col solo nome, senza telefono, indirizzo, niente)
    —————————————————————————————————————

    Mi crede se le dico, che nessuna di queste persone (ormai decine) ha davvero voglia di lavorare ed imparare? Tutte laureate che credono di sapere tutto. Mi crede se le dico che da solo ormai lavoro meglio? E’ questa la differenza sostanziale! Almeno Viola Romoli, s’è data da fare, ha creato informazione, è questo ciò che conta!!!!! E pertanto VA rispettata.

    Punto.

  • Necessi

    Vi sono mille modi per fare un video come questo. Ogni modo è per certi versi buono e non buono a seconda dei gusti e dei punti di vista. Criticare la copertura che artribune sta facendo in questi giorni da newyork è incredibile pero’: anche io aspetto da Osvalda il link ad un sito, italiano e non, che sta facendo meglio. Evviva i video della Viola Remoli

  • La notizia riguarda una fiera, il video (a parte un paio di “salti” nel montaggio che per altro ne’ disturbano ne’ confondono) e’ un video come tanti, anzi, sufficientemente esteso e abbastanza “lento” da consentire di vedere i lavori “al passaggio”. Le domande, visto il soggetto “fiera”, mi pare che fossero quelle logiche con l’interessante aggiunta di una richiesta dei prezzi per i lavori esposti. Non mi pare che si possa pretendere, da un articolo e da un video che “documenta” una fiera, un approfondimento critico-teorico sui lavori. Sarebbe sciocco chiedere ad un gallerista perché ha deciso di presentare Tizio anziché Sempronio ed ancor più sciocco chiedergli un giudizio critico sugli artisti della sua “scuderia” e, d’altro canto, se si fosse voluto un approfondimento da parte di Viola Romoli, ovviamente, si sarebbe dovuto rinunciare alla “panoramica”. Chi e’ interessato ad avere un’informazione e a dare “un’occhiata” ad una fiera dovrebbe essere grato ad Artribune per servizi come questo… se le fiere e il mercato non interessano, basta passare agli altri servizi, sempre ricordando che e’ sempre molto meglio un video dal sapore amatoriale ed un articolo stringato che non avere nessuna notizia.

  • dust

    mi pare che la redazione abbia onestamente titolato “spunti”. spunti da cui partire per ulteriori approfondimenti, tanto se uno gira un po’ per il web non si offende nessuno.

  • Angelov

    Vorrei esprimere una mia opinione riguardo il video che trovo sia stato girato molto bene.
    Le persone intervistate che hanno accettato di farsi ritrarre, sono sorridenti e rilassate.
    I lavori scelti anche molto interessanti e la persona che lo ha girato, ha saputo improvvisare e gestire i tempi molto stretti che una ripresa di questo tipo ti obbliga a dover gestire.
    L’immagine non è troppo mossa, come altri video già vista di Artribune.
    E per migliorare un po’ la qualità della ripresa, io consiglierei di prendere qualche lezione di Tai-Chi, per fare in modo che la lentezza ed il controllo dei movimenti, permettano di avere una resa più ferma e stabile dell’immagine.
    Non condivido la critica di Osvalda, anche se posso ammettere che a chi è abituato a vedere sequenze televisive, queste possano sembrare molto amatoriali; ma non lo sono: da loro sprizza felicità e gioia di vivere, e hanno la freschezza che i lavori professionali hanno si superato, ma anche perso.
    Parola di un ex-videoteppista.