Garage 2.0. Il centro d’arte contemporanea moscovita si sposta dalla periferia al cuore di Gorky Park. In un edificio ristrutturato da Rem Koolhaas

La notizia circolava già dalla scorsa estate, ma i dettagli non erano ancora stati resi noti. Ora invece è tutto confermato, e c’è anche un progetto concreto, firmato dall’architetto olandese Rem Koolhaas. Il Garage, centro d’arte contemporanea fondato nel 2008 dalla russa Dasha Zukhova, ex modella e compagna del magnate Roman Abramovic, nel 2013 cambierà […]

Rem Koolhaas e Dasha Zhukova presentano il progetto del nuovo Garage

La notizia circolava già dalla scorsa estate, ma i dettagli non erano ancora stati resi noti. Ora invece è tutto confermato, e c’è anche un progetto concreto, firmato dall’architetto olandese Rem Koolhaas. Il Garage, centro d’arte contemporanea fondato nel 2008 dalla russa Dasha Zukhova, ex modella e compagna del magnate Roman Abramovic, nel 2013 cambierà sede, spostandosi dalla location attuale, un ex deposito di autobus (Bakhmetevsky Bus Garage), progettato dall’architetto costruttivista Konstantin Melnikov, al famoso e più centrale Gorky Park.
Il nuovo Garage, il cui progetto è stato presentato dalla Zukhova e dallo stesso Koolhas durante una conferenza stampa tenutasi all’ICA di Londra, verrà ospitato in un edificio prefabbricato in cemento (Vremena Goda, che negli Anni Sessanta era un ristorante) che si trova dentro al famoso parco moscovita ed è abbandonato dagli anni Novanta. Lo spazio non è grandissimo, misura infatti appena 5400 metri quadrati, ma la cosa non sembra preoccupare Koolhas, che ha dichiarato: “Le istituzioni artistiche stanno diventando ogni giorno più grandi, ma le dimensioni non sono necessariamente un elemento produttivo per l’arte”, citando come esempio virtuoso la piccola e prestigiosa Serpentine Gallery di Londra.
“Garage Gorky Park” avrà due piani di sale espositive, un’ampia superficie al piano terra pensata per ospitare grandi installazioni, degli spazi per la didattica, un caffè, uno shop e un auditorium. In un futuro prossimo, potrebbe andarsi ad affiancare al primo anche un secondo edificio, un padiglione esagonale più grande situato poco lontano, le cui cattive condizioni di conservazione non permettono però di renderlo agibile in tempi brevi. Per quanto riguarda la programmazione, Dasha Zukhova non ha rivelato molto, tranne che vorrebbe fare una grande mostra dedicata a Richard Serra e che ha intenzione di sostenere gli artisti emergenti, sia russi che internazionali.

– Valentina Tanni

www.garageccc.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Francesco

    Grazie, Gazprom!