Burri, Fontana, Castellani. A Milano la primavera di Sotheby’s e Christie’s è (quasi) tutta italiana. Collezionisti nostrani sull’attenti: due giorni di grandi abbuffate, con i maestri del secondo Novecento

Grande attesa per l’appuntamento primaverile di Sotheby’s e Christie’s a Milano, pronte a tastare il polso del collezionismo nostrano, armate di opere selezionatissime. Da Sotheby’s il 24 maggio verrà presentata la collezione privata intitolata Spazio e Materia: opere del dopoguerra legate ai temi dello spazialismo e della pittura materica, con autori quali Alberto Burri, Lucio […]

Enrico Castellani, Superficie Argento, 1970

Grande attesa per l’appuntamento primaverile di Sotheby’s e Christie’s a Milano, pronte a tastare il polso del collezionismo nostrano, armate di opere selezionatissime.
Da Sotheby’s il 24 maggio verrà presentata la collezione privata intitolata Spazio e Materia: opere del dopoguerra legate ai temi dello spazialismo e della pittura materica, con autori quali Alberto Burri, Lucio Fontana, Enrico Castellani, Piero Manzoni. Cover lot è una estroflessione di Castellani del 1970/73, Superficie Argento, stimata 400-600.000 euro. In collezione anche uno dei primi esemplari della serie dei Cretti di Burri , del 1970, straordinario esperimento in bianco, stimato 500-700.000 euro. E ancora, l’aureo Concetto Spaziale di Fontana, del 1961, stimato 250-350.000 euro, e un Achrome di Manzoni del 1959, con una stima di 150-200.000 euro.
In catalogo altre due opere di Burri, a rappresentare i diversi periodi della sua produzione: una piccola combustione nera del 1959 (170-250.000 euro) e un Cellotex degli anni Ottanta, stimato 700-1.000.000 euro e acquistato direttamente dall’artista.

Alberto Burri, Bianco Cretto, 1970

Torna spesso anche Fontana, con una tela bianca solcata da quattro tagli (300-400.000 euro), un olio bianco con squarcio (350-450.000 euro), un raro ottone del 1964-65 (550-750.000 euro), una ceramica nera degli anni ’60 (120-180.000 euro) e un eccezionale bracciale del 1961, in oro, esemplare unico stimato 30-40.000 euro. Ma non poteva mancare Alighiero Boetti, reduce dal successo di alcune retrospettive internazionali, qui presente con un arazzo del 1988, stimato 180-250.000 euro.
Non solo italiani, però. Tra i grandi maestri del secondo Novecento anche nomi che arrivano dal resto d’Europa e dall’America. Come Tom Wesselman, con Big study for still life with blue jar and smoking sigarette (70-100.000 euro), o come Albers, Vasarely e Arman.
Nella Day Sale del 25 maggio, sono raccolti 130 lotti con numerosi nuclei provenienti da collezioni private italiane. Fioccano i lavori di superstar, come Merz, Boetti, Shirin Neshat, ma c’è anche un piccolo Gerhard Richter dal costo contenuto: un gioiellino non inarrivabile, per chi non potesse arrivare alle cifre da record delle scorse aste newyorchesi. Il valore stimato? Appena di 15-20.000 euro. Per chi invece volesse portarsi a casa una piccola icona Pop, con il minimo sforzo, ecco disponibile un simpatico Ballon Dog (Blue) di Jeff Koons, stimato 4-6.000 euro.
Nel comparto Moderno si distinguono le opere Aereopittura, con esemplari di Mino Delle Site, Tullio Crali, Antonio Marasco, Gerardo Dottori.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.