Londra in pista per il red carpet olimpico. E fra Lucian Freud e Damien Hirst, il Victoria and Albert mette in vetrina sessant’anni di British Design

Tra il Diamond Jubilee di Sua Maestà e le sempre più imminenti Olimpiadi, Londra ha indubbiamente i suoi buoni motivi per l’autocelebrazione. Accanto al noto cosmopolitismo, l’aria che si respira in città è densamente brit. Tra Lucian Freud alla National Portrait Gallery e Damien Hirst alla Tate Modern, il Victoria and Albert Museum non poteva […]

Tra il Diamond Jubilee di Sua Maestà e le sempre più imminenti Olimpiadi, Londra ha indubbiamente i suoi buoni motivi per l’autocelebrazione. Accanto al noto cosmopolitismo, l’aria che si respira in città è densamente brit. Tra Lucian Freud alla National Portrait Gallery e Damien Hirst alla Tate Modern, il Victoria and Albert Museum non poteva essere da meno. E quindi raddoppia: oltre ai ritratti di Cecil Beaton alla Regina Elisabetta, il museo apparecchia anche una bella mostra dedicata al British Design 1948-2012, a cura di Christopher Breward e Ghislaine Wood.
Si fa il punto sulla produzione degli ultimi ‘60 anni, dall’ultima olimpiade del 1948 a quella che sta per arrivare. Stoffe, ceramiche, riproduzioni di interni da Terence Conran a David Hicks, ma anche l’iconico Routemaster, l’autobus a due piani e il traffic light di David Mellor, accanto alla primissima auto mini del 1959. E come non lasciarsi contaminare dalla scena musicale? Presenti in mostra i più celebri abiti di scena di David Bowie ma anche i più rari video dei Beatles, e dei Blur. Abiti di Alaia, Alexander Mc Queen, la minigonna di Mary Quant, la fantastica esperienza punk dei Sex Pistols e Vivienne Westwood, la Pharmacy di Hirst del 1997 e una fiammante Jaguar E-Type del 1961, per finire con i modelli del villaggio Olimpico di Stratford.

– Barbara Martorelli

Fino al 12 agosto 2012
Victoria and Albert Museum – Londra
www.vam.ac.uk