Il mondo dell’arte è zeppo di figli di papà. Pure in senso buono. Conversazione sul collezionismo, alla Pinacoteca Agnelli Andrea Viliani ne parla… con suo padre Gino

Una cosa è certa: l’ultimo dei problemi sarà stato concordare i temi del talk, magari al mattino a colazione, o aspettando che si liberasse la toilette… Già, perché i protagonisti del prossimo appuntamento del ciclo Conversazione sul collezionismo, organizzato a Torino dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, hanno una particolarità abbastanza unica: sono padre e […]

Andrea Viliani

Una cosa è certa: l’ultimo dei problemi sarà stato concordare i temi del talk, magari al mattino a colazione, o aspettando che si liberasse la toilette… Già, perché i protagonisti del prossimo appuntamento del ciclo Conversazione sul collezionismo, organizzato a Torino dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, hanno una particolarità abbastanza unica: sono padre e figlio.
Si tratta di Andrea Viliani, critico e direttore della Galleria Civica di Trento, e del padre Gino Viliani, collezionista fin dall’inizio degli anni ‘70, concentrato sulle ricerche concettuali italiane degli anni ‘60 e ‘70, da Azimuth all’Arte Povera, fino alle ultime generazioni. Tema dell’incontro: il racconto – con linguaggi diversi – di come si costruisce, ed evolve nel tempo, l’esperienza di un gusto, e quali possono essere i criteri per collezionare, “viaggiare, informarsi, confrontarsi, saper aspettare, se è ancora possibile”.

Martedì 6 marzo 2012 – ore 18.30
Via Nizza, 230 – Torino
www.pinacoteca-agnelli.it

  • Molto interessante, anche perchè affrontare certi nodi non mette in difficoltà il mercato e l’indotto ma li aiuta. Rimando al confronto Valore/Prezzo avuto su questa rivista con Minini e altri, e riordinato su whitehouse.

    Una certa bolla speculativa (fine anni 90 e fino al 2008 circa) ha mortificato il collezionismo italiano gonfiando prezzi arbitrariamente (caso P-ART-MALAT) senza che vi fosse la voglia e la capacità per un confronto critico (che potesse definire scale valoriali).

    Il collezionista buggerato al di là del “mi piace lo compro” si ritrova in mano un bidone: ma a differenza del risparmiatore parmalat che si ritrova senza i risparmi di una vita perchè incappato in azioni il cui valore era gonfiato arbitrariamente, non protesta. Non protesta per non perdere in status (fare la figura dello stupido) e per e per tentare di rivendere il suo bidone. Questa dinamica omertosa crea un circolo vizioso che oggi si ripercuote sul mercato stesso. E soprattutto sull’idea di Qualità (che esiste).

  • Sempre chiaro e autorevole il”magutt” Luca Rossi.Certamente leggendolo-come scritto da Eugenio Montale- “…tendono alla chiarità le cose oscure”.
    Un vero peccato il suo scrivere raramente.