Articoli a pagamento su rivistuncole di quart’ordine. Ma ancora c’è qualche artista che ci casca? Ecco la mail che sta girando in questi giorni

Alle volte Artribune si crede Altroconsumo e mette in guardia i consumatori-polli (soprattutto artisti, specie artisti dilettanti) del sistema dell’arte. Però Dio solo sa quanto ce n’è bisogno. Prendete ad esempio l’ultimissima mail che gira tra le martoriate caselle di pittori, fotografi e scultori vogliosi di visibilità. La rivista tal dei tali (abbiamo oscurato il […]

Alle volte Artribune si crede Altroconsumo e mette in guardia i consumatori-polli (soprattutto artisti, specie artisti dilettanti) del sistema dell’arte. Però Dio solo sa quanto ce n’è bisogno. Prendete ad esempio l’ultimissima mail che gira tra le martoriate caselle di pittori, fotografi e scultori vogliosi di visibilità. La rivista tal dei tali (abbiamo oscurato il nome perché non è quello il punto) distribuita in tutta Italia ma da noi mai sentita nominare prima d’ora – eppure un pelino di esperienza nel settore ce la abbiamo – informa con molto piacere dell’iniziativa “Primavera”: con soli 450€ (più le spese di spedizione) il creativo di turno avrà la possibilità di avere un testo critico “gratis” (sì, basta pagare!), una pagina a lui dedicata nella rivista, due copie della stessa (due???), 200 biglietti da visita, 100 fogli di carta intestata, 100 buste (oh, così c’è scritto: anche noi stentiamo a credere) e altri ricchi premi e cotillons. Peraltro con un grande sconto rispetto agli abituali (abituali!) 750 eurini richiesti.
Ora, anche se è scontato dirlo, vogliamo per coscienza e carità di patria lanciare l’ennesimo appello agli artisti, specie quelli alle prime armi che non conoscono i bizantini meccanismi del sistema: aderendo ad offerte simili, cari ragazzi, non solo dilapiderete i vostri soldi (o più probabilmente quelli dei vostri genitori), ma marchierete indelebilmente la vostra carriera. Non solo, infatti, l’inserzione non avrà alcun effetto benefico sulla vostra visibilità, ma, invece, ne avrà molti malefici inserendovi automaticamente nella nutrito girone degli artisti-sfigati. Per ora ritenetevi artisti-avvisati…

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  • urrutigoechea

    Beh, ce ne sono anche con nomi noti e storici, di “riviste” che vendono articoli e copertine, roba che trovate anche nelle fiere eh! Magari non ti danno le buste però…

  • Riccardo

    Qualcuno mi faccia notare la differenza da quelle che manda FlashArt.

  • Haber

    L’unica marchetta con la carta intestata e le buste da lettera

  • Senti da che pulpito viene la predica….il bue che da’ del cornuto all’asino!

    OGNUNO E’ LIBERO DI DARE I PROPRI SOLDI COME ED A CHI VUOLE, ANCHE A VOI…..!

    O voi siete gli unici a fare pubblicità gratuita….?

  • Massimiliano Tonelli

    Sciocchezze. Non si è liberi di fare ciò che si vuole con i propri soldi. Non si devono usare per comprare cibo cattivo, per comprare sigarette, per comprare armi, per comprare droghe e per finanziare la criminalità organizzata. E neppure per acquistarsi finti articoli su finte riviste d’arte.

    La nenia per cui ciascuno con i propri soldi fa il porco comodo che gli pare è una cretinata, è del tutto evidente. Ciascuno con i propri soldi fa ciò che gli pare nei limiti della decenza, della civiltà, del rispetto, della legge e del civismo. E del buon gusto!

  • antonio

    beh d’accordo Tonelli hai ragione ci mancherebbe
    però mi pare una cosa così sfrontata e diretta che è fin troppo facile da criticare.
    Cose simili se ne sono viste sempre e di solito le vittime sono i più ingenui, dal giovane alle prime armi all’aspirante attempato.
    Triste? Certo, ma questo non è nulla dico io!
    Sappiamo bene che il peggio accade molto spesso quando le cose non sono scritte e di comportamenti altrettanto disonesti ce n’è a iosa, forse peggiori perchè nascosti e riservati agli “amici”, dammi questo e dammi quello,.menzogne protratte
    e risibili “tu fai un ottimo lavoro”, trucchetti da squadraccia, team di falliti e imbecilli associati , curatori sbracati, assessorati che danno i numeri del lotto, ecc

  • Valeria Vaccari

    I testi critici si pagano ai curatori che fanno il loro lavoro
    non a quelli che fanno marchette

  • Gentile Signor Direttore Tonelli,

    io apprezzo molto (davvero) questo sito web e metto in chiaro che io NON faccio MAI pagare neanche un centesimo per esporre con me; ma non capisco Lei con quale autorità possa dire che con i soldi che uno ha guadagnato non debba poter comprare:

    -cibo “cattivo” (chissà cosa significa);
    -sigarette;
    -armi;
    -droghe.

    Ci mancavano i preservativi ed eravamo a posto con la lista.

    Mi scusi, ma questo cosa c’entra col tema/titolo dell’articolo? Cosa differenzia una rivista d’Arte “vera” da una “finta” ? Forse da quello che decide Lei? Ha la facoltà di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Beato Lei!

    Certo, sul suo sito Lei può e deve decidere, ci mancherebbe altro! Ma Lei parla di decenza; dopo aver visto sul Vostro sito la foto di una artista che lecca un pene finto, cosa è più indecente? (Io guardo il sito con la mia bambina piccola).

    La pubblicità sul vostro sito, non mi pare che abbia un filtro……paghi? Tutto OK, tanto è Arte!!!!

    • mah

      ah serè, chiama il moige

  • Effettivamente non sarebbe una cattiva idea chiamare il MOIGE…ma chiedete a chi di dovere quanto chiedeva Exibart per “promuovere” il lavoro degli artisti, parlo di forse 8-10 anni fa…

  • Ah dimenticavo:

    per favore, andate a dar del cretino a qualcun altro. Ed abbiate rispetto per chi è più grande, e di chi procura visibilità al sito. Almeno questo.

    Anzi, secondo me, è questa le vera decenza. Rispettare i commenti.

    • mah

      Parafrasando Napoleone: “lei è più anziano, io sono più grande”

  • oblomov

    Però non è bello dire che ci sono artisti sfigati.. a me sembrano sfigati questi prezzemolini che vanno a quelli del calcio per promuoversi o quelli che hanno sempre le solite idee tipo: adesso mi ritiro e poi non lo fanno mai…e mettono peni di plastica sulle riviste ahh ahh che sfigati, ricchi, ma sfigati.. mentre gli “sfigati” che non hanno molti soldi da investire e non li hanno ancora rubati nel sistema forse “abboccano” alle trappole…vabbè è una trappola ti chiedono soldi per farti della carta intestata? vabbè– ma cosa c’entra col definire sfigati a vita quelli che aderiscono? Cosa vuol dire artista sfigato? che non vende? che non è ospitato da fondazioni? che non conosce ancora il magna magna? che è puro e espone nelle mostre di paese o magari solo a palazzo nervi a torino per la biennale se qualcuno l’ha avvertito dell’assalto al muro…magari la sua è arte autentica, pura, sincera incontaminata…e magariquesti artisti fanno a meno dei commenti domenicali di critici cosiddetti internazionali che in tv parlano delle “poppe” dell’artista…che vergogna per l’artista sfigata,e per chi paga il canone..che dolor!

  • Quoto mille vole il commento di Oblomov!

  • A me ha colpito l’uso della cancellina sulla mail.

    LR
    da domani a venerdì ordina una pizza alla T293 dalle 15 alle 19: http://www.whlr.blogspot.it/2012/03/estratti_15.html
    mercoledì 28 marzo skype day ore 20

  • Heil Monti

    serenase rules .

    – Non si devono usare per comprare cibo cattivo, per comprare sigarette, per comprare armi, per comprare droghe e per finanziare la criminalità organizzata. –

    bella sta versione parrocchiale di tonelli, di una qualità imbarazzante . peccato si sia dimenticato che la criminalità organizzata finanzia a man bassa il fashion system di cui questo sito è intriso da cima a fondo .

  • giorgiouno

    ma che dire delle centinaia di proposte inviate in e-mail da “associazioni culturali e company “a partecipare con qualche “opera” ad esposizioni ( che durano, a volte, sei-sette giorni ) dietro pagamento di una certa cifra per ogni unità. E non mancano inviti a pagamento per “partecipare” a mostre-concorso-a-premi …… addirittura di estensione nazionale..
    E anche vero che ci cascano, o degli “artisti” sprovveduti ,o degli artefici alle prime armi, che vogliono farsi un curriculum espositivo……

  • In clima di crisi economica dobbiamo vedere cani che si mordono per rosicchiare un osso.

    Definire un Artista, una rivista o una qualsiasi persona che si adopera per fare qualcosa in campo artistico “sfigati”, è l’atteggiamento del bulletto di quartiere che ha nei confronti dei ragazzini un po’ più piccoli di lui o più timidi.
    Da adulti, lo stesso atteggiamento è tenuto per contrastare quanti potrebbero rappresentare una minaccia alla propria già esile sicurezza.

    Poi sono d’accordo che sono cifre che approfittano del clima artistico (“buttare” denaro nell’Arte per amore), ma questo vale sia per le “rivistucole” che cercano di farsi un posto nella galassia editoriale e quelle che invece già ce l’hanno… quell’osso magari sottratto con tanta fatica e destrezza da un cagnolino affamato a un cane più grosso.

  • Lorenzo Marras

    Cio’ che fa sorridere dell’articolo è la sua prefazione che , tra le altre cose, riporta : “….ma c è qualche artista che ci casca? … “.
    Apparte questo pero’, devo tuttavia riconoscere lodevole l’iniziativa e la sostanziale onesta’ intelletuale della posizione assunta dal direttore Tonelli , perche’ in fondo cio’ che sta dicendo è : attenzione ci sono dei farabutti che possono tirarVi un pacco, ecco le prove.
    Non c è niente di male mettere al corrente gli altri dei pericoli , poi è ovvio che ci saranno quelli che faranno tesoro dei consigli e altri , piu’ ” forti”, che magari pensano non solo di bastare a se stessi ma che tutto sommato giudicano che essere “liberi” implichi anche essere trattati come degli emeriti coglioni. Beh calcolando all’ingrosso viene fuori che non puo’ esistere “liberta” al di fuori di un minimo senso di considerazione etica non solo degli altri, ma in questo caso, oserei dire di SE STESSI.

  • Capisco e condivido pienamente la necessità di mettere in guardia i giovani artisti alle prime armi dalle eventuali riviste fantasma avide del loro denaro – sia chiaro, riviste “fantasma” in termini di visibilità sul territorio nazionale, perchè mi auguro che almeno qualche copia venga stampata.

    Non condivido per nulla invece il tono rivolto agli “Artisti Sfigati”, per il semplice fatto che si da luogo all’esistenza della controparte : gli “Artisti In”. Stiamo creando fin troppe “star” e troppi “show” per continuare a far male all’arte utilizzando questi termini imbarazzanti.

  • Francesco

    Non è altro che la versione rozza di un sistema universalmente diffuso nell’arte contemporanea: l’alleanza tra artista, critico, gallerista, direttore di museo. Questa è soltanto più esplicita e, in fondo, ingenua.

  • Pingback: Siti, associazioni e riviste che le tentano tutte per fottere gli artisti. Pure presentarsi come patrocinati dall’Unesco. Continuano ad affluire i casi in redazione, eccone un altro | Artribune()

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  • Parafrasando Goebbels: Quando mi chiedono soldi metto mano alla pistola.

  • datalight

    Tenendo da parte le considerazioni di Tonelli su sigarette e cibo scadente l’intervento segnala, a mio pare giustamente, quello che è senz’altro una distorsione nell’ambito del rapporto tra artisti e editoria-mercato. Pagare per una pubblicità di qualità su una testata gestita da professionisti che vanta un audience importante non è la stessa cosa che pagare per pubblicazioni mediocri gestite da personaggi di discusso valore, stampate male e distribuite peggio.
    Raramente intervengo in commenti online ma questa cosa delle associazioni, fondazioni, che inondano le caselle di email chiedendo denaro per cataloghi, mostre e operazioni varie di infimo livello è realmente insopportabile, quasi un insulto a chi abbia un minimo, solo un minimo, di capacità nel gestire il proprio curriculum professionale.
    Posso capire che il relativismo cosmico al quale regolarmente molti si esercitano nel discutere d’arte possa senza troppi sussulti equiparare tutto, senza distinzione di forma e sostanza ma è un relativismo di maniera che non contribuisce ad altro che a misconoscere il reale funzionamento delle pratiche e dei sistemi.
    Gli artisti sfigati esistono eccome, come esistono le gallerie sfigate, i curatori sfigati, le mostre sfigate, i critici sfigati, le riviste sfigate, i cataloghi sfigati… cosa li rende sfigati? La mancanza di professionalità, credere che operare in ambito artistico sia operare in un mondo governato da regole altre, che la pratica artistica non sia un lavoro come gli altri… buon lavoro!

  • ……artista ingenuo …..

    ho già letto questo genere di critiche sullo sfruttamento dei pittori, da parte di riviste, curatori e galleristi, che acccettano di esporre o pubblicare qualunque opera, purchè si paghi;
    ma qual’è l’alternativa al sistema-arte, cosi’ decadente e mercificante?

  • Roberto Scala

    Ma chi volete derubare cosa, chi, quando, dove ,come , io sono un artista e non pago io pago cosa perché , non voglio fare nomi ma prima di farsi convincere andate nelle edicole e librerie specializzate dell’arte contemporanea . Ma se fosse Artforum ?