Riciclo creativo. Le cabine del telefono di New York si trasformano in librerie. Ci ha pensato un giovane designer dal nome altisonante. Si chiama John Locke…

“Ci sono 13659 cabine telefoniche sui marciapiedi di New York, anche se abbiamo oltre 17milioni di cellulari. Le cabine sono un anacronismo o un’opportunità?”. Inizia così il “manifesto” del designer newyorkese John Locke, che sotto il marchio dell’immaginario Department of Urban Betterment (Dipartimento per il Miglioramento Urbano) ha trasformato due cabine del telefono di Manhattan […]

Ci sono 13659 cabine telefoniche sui marciapiedi di New York, anche se abbiamo oltre 17milioni di cellulari. Le cabine sono un anacronismo o un’opportunità?”. Inizia così il “manifesto” del designer newyorkese John Locke, che sotto il marchio dell’immaginario Department of Urban Betterment (Dipartimento per il Miglioramento Urbano) ha trasformato due cabine del telefono di Manhattan in librerie a cielo aperto.
L’idea, semplice e geniale, consiste nell’installare degli scaffali di legno nei phonebooth in disuso e riempirli di volumi che i passanti possono consultare e prelevare liberamente. A metà tra il guerriglia gardening e il book crossing, l’iniziativa è stata accolta finora con curiosità ma le reazioni sono state contrastanti. Mentre la prima libreria è stata svaligiata e smontata dopo poche ore, la seconda è ancora al suo posto, però pare che l’interazione dei newyorkesi con l’insolito arredo urbano sia molto limitata. Passano, guardano, prendono un libro e poi lo rimettono al suo posto…

– Valentina Tanni

Il sito di John Locke
Il sito del Dipartimento del Miglioramento Urbano


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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.