Bologna Updates: se n’è parlato troppo poco ma era una delle cose più giuste di Arte Fiera. Il progetto On The Spot di Paco Barragàn. Una mostra al giorno pescando le opere negli stand

D’altro canto è proprio lui, nel volume The Art Fair Age, a sostenere che le fiere si stanno trasformando in momenti di edutainment. Dirigendo la piccola sezione On The Spot, Paco Barragàn ha confermato la sua visione ed ha proposto una formula nuova al confine tra curatela innovativa e intrattenimento. On The Spot è consistito, a margine dell’edizione […]

Paco Barragàn nello stand di On The Spot durante l'allestimento

D’altro canto è proprio lui, nel volume The Art Fair Age, a sostenere che le fiere si stanno trasformando in momenti di edutainment. Dirigendo la piccola sezione On The SpotPaco Barragàn ha confermato la sua visione ed ha proposto una formula nuova al confine tra curatela innovativa e intrattenimento. On The Spot è consistito, a margine dell’edizione 2012 di Arte Fiera, in un normalissimo stand completamente vuoto dove ogni giorno un curatore (Lara PanOliver Kielmayer e lo stesso Barragàn) allestiva la propria mostra, ne scriveva il testo e la inaugurava dopo aver selezionato le opere tra gli stand della fiera.
Il risultato sono state tre instant exhibition che sono servite indubbiamnte a riflettere sul confine tra fiera e mostra d’arte. Una sfida, una performance live quotidiana fino all’inaugurazione nel tardo pomeriggio. Con modalità di selezione delle opere, finalmente, internazionali.
Hanno scelto le mie opere – ci ha raccontato l’artista Antonio De Pascale, presente nello stand della galleria Deanesi di Rovereto – senza neppure conoscermi. Lara Pan, una curatrice che fra l’altro ha collaborato nel 2009 con la Peggy Guggenheim di Venezia, ha guardato le opere, le sono piaciute e le ha utilizzate nella sua mostra. Quanti curatori italiani lavorano così, puntando al lavoro, e quanti invece vanno sicuri solo sul nome?”.

  • Tribuno

    Vero. non se ne è parlato molto ed era la unica cosa innovativa.

  • Da Nord

    La cosa più interessante di Artefiera duemiladodici.

    E avete letto quello che ha dichiarato Antonio De Pascale. Una risposta solo a lui: HA RAGIONE. Un curatore italiano fichetto non lo avrebbe mai scelto

  • Sarebbe bello e molto interessante che quest’idea si diffondesse e “contagiasse” le innumerevoli fiere sia Italiane che straniere… molto piu’ interessante e stimolante che non certi “premi” (scontati ed “appicicaticci”) che, spesso, si accompagnano ad esse.

  • Giangiorg

    Confermo. Esperimento da replicare in tutte le fiere