Offrire un letto ai viandanti. Video-blitz nella Casa Atelier di Museion a Bolzano, con gli arredi design mobile griffati Harry Thaler

Tutto si muove, nulla ha una collocazione stabile. L’arredo cambierà a seconda degli abitanti, che saranno artisti e curatori di Museion. È Harry Thaler (Merano, 1975; vive a Londra), il cui nome è legato – assieme a quello di Martino Gamper – al progetto d’arredo per Manifesta 7, ad aver creato mobili “su misura” per […]

Harry Thaler

Tutto si muove, nulla ha una collocazione stabile. L’arredo cambierà a seconda degli abitanti, che saranno artisti e curatori di Museion. È Harry Thaler (Merano, 1975; vive a Londra), il cui nome è legato – assieme a quello di Martino Gamper – al progetto d’arredo per Manifesta 7, ad aver creato mobili “su misura” per gli ospiti della Casa Atelier di Museion, appena inaugurata a Bolzano. Vista la destinazione flessibile e considerando che ogni ospite è diverso dall’altro, ha escogitato un sistema in cui ciascun abitante della casa può modificare da solo non la funzione, come in precedenti progetti, ma la disposizione dei mobili.
In questo modo l’ospite-fruitore, anche per un breve soggiorno, potrà riprogettare l’interno della casa, appropriandosene totalmente. Anche il letto, concepito come una sleeping box, è di fatto una casa nella casa, dotata di rotelle. Il primo ad averla abitata è stato lo stesso Thaler, mentre il primo artista ospite sarà Francesco Jodice. Anche qui, non poteva mancare in anteprima il video-blitz di Artribune…

– Antonella Palladino

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Antonella Palladino
Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali, negli anni napoletani svolge degli stage presso la Fondazione Morra e il Pan, collabora poi come assistente con la galleria Umberto Di Marino. Fondamentale si rivela essere l’esperienza presso l’ufficio comunicazione del Mart di Rovereto. È assistente di Filippo Tattoni-Marcozzi per un breve e felice periodo. Si trasferisce in Trentino Alto-Adige e inizia l’attività di critico scrivendo per diverse riviste tra cui Artribune e Juliet Art Magazine. Cura delle mostre per la galleria Paolo Erbetta, Stop Motion di Alessio Rota e Noisy di Gianluca Capozzi. A Benevento presenta Lichtkammer dell’altoatesino Harry Thaler. Per ora lascia il Trentino e inizia una nuova avventura.