Il cinema celebra Gerhard Richter. Arriva a Toronto la pellicola che svela tutti i segreti del grande artista tedesco

Per molti è lui il più grande pittore vivente al mondo. Scomparsi anche Lucian Freud e Cy Twombly, Gerhard Richter si contende con pochissimi altri lo scettro di numero uno tra la rosa dei pittori contemporanei ancora in vita (si veda anche il sondaggio di Artribune, qui sotto). Un talento straordinario, celebrato dai maggiori Musei […]

still from Gerhard Richter Painting, a film by Corinna Belz, 2011

Per molti è lui il più grande pittore vivente al mondo. Scomparsi anche Lucian Freud e Cy Twombly, Gerhard Richter si contende con pochissimi altri lo scettro di numero uno tra la rosa dei pittori contemporanei ancora in vita (si veda anche il sondaggio di Artribune, qui sotto). Un talento straordinario, celebrato dai maggiori Musei internazionali: in cinquant’anni di carriera Richter, oggi quasi ottantenne, ha regalato una pittura commossa, intensa,  risolta in un’affascinante crasi tra astrazione e rappresentazione, illusione e realtà, immanenza della cosa e trascendenza dell’immagine.
A lui la regista tedesca Corinna Belz ha dedicato i suoi ultimi due anni di lavoro, buttandosi anima e corpo in un progetto complesso. Gerhard Richter Painting è la pellicola di 97 minuti scaturita da un lungo percorso accanto all’artista, sorta di cine-ritratto costruito nel tempo, grazie a un progressivo e delicato avvicinamento ai luoghi, i tempi, le abitudini e il pensiero del maestro.

Lui, da sempre restio ad interviste e telecamere, schivo, taciturno, affatto mondano, si è concesso via via allo sguardo della film maker, consentendole di entrare nel suo grande studio, di immortalare il processo creativo del suo lavoro, di ascoltare i suoi racconti, le sue riflessioni, le sue verità sull’arte sempre ammantate da un disincantato e granitico dubbio: “Io non credo in nulla”, dichiarò una volta. E così, anche nei dialoghi con Belz, o in quelli – accuratamente ripresi – con il suo gallerista, Marian Goodman, e con vari critici e collaboratori  – Richter lascia sempre sottesa questa straziante consapevolezza: nulla può esser detto, svelato o spiegato intorno alla pittura.

Gerhard Richter, Familie Schmidt, 1964

Ma non c’è solo il mistero del gesto pittorico al centro del docufilm. Gerhard Richter si sofferma sulla sua storia personale, l’educazione comunista, il periodo della propaganda nazista, la fuga con la moglie da Dresda verso la Germania Ovest, l’edificazione del muro di Berlino, gli studi a Dusseldorf, i rappporti con Polke e Baselitz, fino all’avventura nella Cattedrale di Colonia, di cui ha recentemente ridisegnato le grandi  vetrate riproducendo il suo celebre dipinto del ‘77, 4096 Colours, con migliaia di tasselli di vetro.
Il film, presentato lo scorso sabato al Festival di Toronto, con replica lunedì 12, avrà un’ultima proiezione il prossimo 18 settembre presso la sala Jackman Hall della Art Gallery of Ontario.

– Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • augusta

    Molto interessante.
    Speriamo arrivi presto in italia e non nel 2020!

    • Leonardo

      Giovedì 24 Novembre 2011 il film sarà proiettato in ateprima italiana a Firenze a Lo schermo dell’arte Film Festival (www.schermodellarte.org)

  • hm

    – “Io non credo in nulla”, dichiarò una volta. –

    wow troppo very cool . mi è venuto un calo di zuccheri a leggere sta frase . secondo me è anche un fan di richard dawkins .

    • Davide W. Pairone

      in effetti è una banalità…ciò non toglie che sia davvero uno dei più grandi artisti viventi e che la Marsala abbia condensato in poche eccellenti righe un ritratto perfetto del maestro, complimenti

  • helga marsala

    Grazie Davide, sei gentile. Amo molto Richter e ho confezionato questa news con particolare cura, nel tentativo di offrire, tra foto, trailer e testo, un micro-assaggio concentratissimo di questo grande personaggio e dell’opera dedicatagli dalla Belz.
    Riguardo a quella frase… Beh, non so se sia davvero così banale. Consideriamo che a pronunciarla è stato un signore di 80 anni, cresciuto in mezzo a una cultura permeata di ideologie fortissime. Il suo non credere a niente era riferito a una sorta di disillusione totale nei confronti di ogni credo politico e di ogni tensione ideologica, ma anche, probabilmente, nei confronti della Pittura stessa. Il che è ancora più sorprendente. Se questa frase la dicesse un adolescente di oggi, sarebbe certo una banalità. Ma qui c’è tutta un’altra storia e un altro senso.
    In ogni caso si tratta chiaramente di una cosa estrapolata da un discorso più generale, non di un sentenza sparata dal nulla… A me interessava soffermarmi sul suo sguardo pieno di dubbi, forse di fragilità: avere un rapporto così forte con l’arte e con il reale, ma continuare a sentirsi quasi disarmati, innocenti, di fronte al mistero dell’immagine e del Mondo. Anche se sei un genio e hai 79 anni suonati.

    • Davide W. Pairone

      hai ragione, di sicuro Richter ha vissuto direttamente i motivi per cui oggi una frase del genere lascia abbastanza indifferenti (per quanto riguarda ideologie e politica). Dal punto di vista invece della pittura invece credo sia implicito nel suo operare, la tecnica non è certo un fine come invece in troppi credono/sperano ancora oggi.
      Comunque teneteci informati sugli eventuali passaggi in Italia del docufilm

      • hm

        io in ogni caso ho inteso la frase esclusivamente rivolta alla mancanza di un’entità ultraterrena superiore (il riferimento a dawkins era per quello), non mi ha sfiorato minimamente avesse riferimenti ideologici . anche perchè prima l’articolo faceva riferimento al processo creativo del suo lavoro .

  • hm

    – le sue verità sull’arte sempre ammantate da un disincantato e granitico dubbio: “Io non credo in nulla” –

    mi sfugge anche dove si trovi il dubbio nella formulazione di questa frase . ah poi trovo le vetrate della cattedrale di colonia degne di una visione ottusa e miope [è bello zoomare e lavorare pixel per pixel su photoshop ma solo se ritorni in scala e dai un senso a quello che stai trattando, altrimenti potresti aver bisogno di occhiali a montatura grossa (very cool e il cerchio si chiude) e lenti spesse 10 centimetri per mettere a fuoco] .

  • hm

    dimenticavo, anche vasco rossi e mia nonna sono schivi, taciturni, affatto mondani . ok tutto questo solo per ribadire che trovo più mistero e rivelazione nel guardare napoli – manchester city che in un quadro di gerhard richter, sorry . ma se vi piace meglio per voi, d’altra parte sono così ben quotate le sue opere che sarebbe un vero peccato cristogiudaico disdegnarlo .

  • Davide W. Pairone

    nulla a che fare con photoshop se non a livello diciamo profetico. L’opera originale è del 1974, c’è scritto nella didascalia

    • hm

      sì ok pairone ma questo è un film del 2011 quindi devi confrontare le sue opere con la contemporaneità . se risultano irrimediabilmente datate non puoi farci niente .

      • Davide W. Pairone

        datate? forse sembrano così, ad uno sguardo sprovveduto, perché di giovini che lo scopiazzano è pieno il mondo. O meglio, che scopiazzano qualcosa di tecnico perché il senso di sospensione, di profondità e superficie allo stesso tempo, di logoramento e celebrazione dell’immagine sono impossibili da mutuare. E non invecchiano mai. Poi se tu non ci vedi niente di che devi proporre alternative, non tirare in ballo improbabili complotti sionisti, rose rosse e danbrown meets giacobbo

        • hm

          sì ma le alternative esistono indipendentemente da dan brown feat giacobbo e rose rosse di cui tu ignori l’esistenza . dei giovini che lo scopiazzano non saprei cosa dire, sono dei poveretti .

          • Davide W. Pairone

            tipo? esempi please

          • hm

            siamo fuori tema, poi la signorina hm ha detto di non scovare il pelo nell’uovo (peccato qui non ci fosse niente da scovare) . che non ci sia niente di che lo capisci anche tu pairone (e pensa che dan colen è un chewingum di richter), solo che ti fa comodo sostenere il contrario .
            rosa
            rosae
            rosae
            rosam
            rosa
            rosa

          • hm

            tra parentesi schifo sia giacobbo (la cui trasmissione è una banale semplificazione dei libri di peter kolosimo che tu non avrai manco sentito nominare) che dan brown, i suoi libri potrebbero anche aver rasentato la realtà ma è una realtà che non mi interessa . si sa che i primi cavalieri templari erano banchieri . se vuoi un bestseller rosacrociano leggiti il nome della rosa che sarà già tra i tuoi libri preferiti .

  • helga marsala

    hm… eddai… e rilassati un poco qualche volta! mica stiamo parlando del pittore della domenica… sempre a dover dissacrare e criticare ogni pelo… sempre a far le pulci su tutto… ma che c’hai? può essere che una cosa nella vita sia bella, punto e basta? no, non può essere. demolition man ti devo chiamare. non c’è bisogno sempre, sempre, sempre. t’assicuro. non c’è bisogno. con simpatia te lo dico eh.

    per quanto riguarda la frase in questione… in questo caso sembrava riferita solo al discorso intorno alla pittura, è vero (e non lo trovo in ogni caso banale). Ma è cmq una frase che nasconde un disincanto più generico… e che non può essere scissa dalla persona, dalle esperienze di vita, dalla formazione, dai contesti sociali e culturali… La nostra idea dell’arte ha sempre a che fare con quello che siamo e che viviamo… con quello che la vita ha fatto di noi. Io così credo, almeno.

    • hm

      sono rilassatissimo mi sono appena fatto un joint di polline, che non stiate parlando di un pittore della domenica è tutto da vedere . magari un pittore del venerdì sera . scusa ma se non trovo la sua arte bella perchè lo dovrei scrivere? il punto semmai è perchè è stato consacrato in questo modo, prova a farti le domande in senso inverso qualche volta che potresti scovare significati nascosti .

  • helga marsala

    … era buono il joint? :) io pure adesso spengo il cervello un paio d’ore… domande me ne concedo pure troppe, caro mio… ma che manco t’immagini.
    (i significati non sono mai nascosti… è che noi non sappiamo leggere la superficie.)

    • hm

      ottimo, grazie . un matematico potrebbe saper leggere la superficie meglio di altri, ma le intuizioni sono antecedenti alla matematica .

  • Mah….secondo me….è un reality come tanti altri, solo che è presentato meglio…..

  • Davide W. Pairone

    mah, mi sembra meno fuori tema discutere di arte piuttosto che dilungarsi su Kolosimo, che per la cronaca leggevo a 10 anni: “astronavi sulla preistoria” trovato in qualche bancarella di libri usati. Meglio Martin Mystére ahahaha, così come meglio il pendolo di Foucault piuttosto che il nome della rosa ma tant’è…
    Comunque è significativo che tu non sia riuscito a tirar fuori nulla di meglio di Colen, significa che le tue parole su Richter sono improvvisate e non si basano su una reale comparazione con la contemporaneità

    • hm

      no pairo mi sono solo basato sulle opere presenti in questo articolo (e presumibilmente anche nel film), avrà fatto anche delle opere figurative valide ma sta roba per me è trash (MA SE PER TE NON LO E’ VA BENE EH? ME NE FREGO), e infatti ho paragonato la vetrata multicolore e i quadri a puntini ai chewingum ipertrash multicolore di colen . bravo anche martin mystere ha scopiazzato kolosimo vedi che ci arrivi se vuoi, mi sa che parli senza aver letto nulla però (sti libercoli cheap nelle bancarelle sicuramente non valgono nulla puah meglio comprarsi un quadro di diarrea di dan colen a 100,000 euro o il prezzo a cui lo vendono) .

  • LorenzoMarras

    trovo che come gran parte degli artisti di area germanica che il suo modo di esperire la pittura sia originato dalla abissalita’ che li contraddistingue.
    L’uso dei colori terra accostati a quelli di piu’ spiccata spiritualita’ come il blu indaco, ne è un chiaro indizio.
    Terra equivale ad essere inchiodati al proprio corpo senza alcuna via di uscita che non sia il proprio se. Non vedo in questi artisti nessuna tensione sperimentale ma un prendere atto, istante dopo istante ed attraverso il gesto (pittorico) la consapevolezza di camminare su un abisso.
    Il blu è proprio l’attestato simbolico nell’avvertire , nel provare il tragico.
    (nell’isola dei morti di Blockin , avviene , certo in modi che si direbbero classici,
    questo accostamento in modo assai piu’ marcato.
    “non credo a nulla” significa proprio questo, avere rotto per sempre i ponti con lo stabile ed il sicuro non per una scelta ma, per consapevolezza che il nulla incombe sempre su ognuno di noi.

    • hm

      bella l’isola dei morti, era il quadro preferito di hitler .

  • helga marsala

    Marras… proprio pochi giorni fa avevo pubblicato sul mio facebook un dipinto di Richter, accostato a questa frase di Heidegger: «Il nulla non è negativo né una “meta”, bensì l’essenziale vibrare dell’Essere stesso».

    • hm

      peccato che l’uomo non abbia reale cognizione del nulla in quanto legato a parametri spaziotemporali che non gli permettono di stabilire cosa effettivamente sia http://en.wikipedia.org/wiki/The_Physical_Impossibility_of_Death_in_the_Mind_of_Someone_Living

      inoltre la frase ‘io NON credo in nulla’ per doppia negazione diventa fede .

      • Davide W. Pairone

        Heidegger parte proprio da questa considerazione

        • hm

          non credo però che richter la intendesse allo stesso modo . sicuramente dawkins no .

          • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

            Dite la verità: guardando intorno alle opere di richter avete anche voi talvolta la sensazione che di “filosofia” ce ne sia molta, forse troppa: usata spesso male.
            citando Heidegger.

  • hm

    a favore di questi quadri si potrebbe dire che sicuramente dal vero rendono meglio, perchè vedere (e toccare se te lo compri) i diversi strati di vernice dà più soddisfazione, ma per quanto riguarda l’immagine pura sono pietosi (anche se rispetto a un cia twombly sono roba di alta classe) .

  • LorenzoMarras

    Helga , sicuramente riprendendo stesse parole di Heiddeger : “”per spezzarne la monotonia””.
    Heiddeger , ovvero scrive , L’ARTE spezza la mono-tonia dell’essere. Ecco che a questo punto , senza neppure averLo voluto, abbiamo con cio’ toccato un tema che , io perlomeno ma penso anche lei, sia capitale . Il tema della originaria capacita’ dell’atto artistico ad andare oltre i confini a lei assegnati
    Vuoi dalla Scienza, dalla Storia, dagli ambienti…. e quant’altro : quello della sua trascedenza…il suo andare OLTRE…ad un dato puramente visivo.

    • Davide W. Pairone

      su questi temi cfr. Agamben, L’uomo senza contenuto. Un appunto però: proprio Richter con il suo lavoro dimostra che il trascendere non può essere slegato dal dato ma vi passa attraverso. Il dato/opera è quindi mezzo e fine allo stesso tempo, un’interruzione del ritmo visivo quotidiano che proietta in una dimensione altra senza negare se stesso. Il doppio regime dell’immagine: immanente e trascendente. Per questo l’arte non perde nulla in sacralità quando è immersa in scienza, storia, ambiente ecc. ma anzi, quando è in grado di elaborare questi elementi raggiunge i più alti risultati. Altrimenti dovremmo, in linea teorica, contemplare muti solo il quadrato bianco di Malevic! (mi si scusi l’iperbole)

      • Pairone stia tranquillo che Scienza , storia, tradizione, ambiente sono al sicuro.
        Vedo con piacere. Che ha letto l’uomo senza contenuto di Agamben. Sa qua e la ne ho disseminato qualche frammento . A luca Rossi ad esempio ma lui era troppo coinvolto nella sua ikea Arcadica per potermi donare udienza.
        (Pairone a lei che è un bravo critico suggerireila lettura del saggio ivi contenuto dal titolo L’Angelo Malinconico, una interpretazione di quello pensato fa Benjamin).
        Buona serata Pairone

  • helga marsala

    si, è un tema fondamentale per me. tutte queste cose ricorrono nel mio sguardo, nella mia scrittura, nel mio essere in mezzo alle cose e di fronte alle immagini. anche la faccenda del suono, che mi seduce moltissimo, è tutta là.
    (Marras, quando vuole mi scriva in privato che ci facciamo due chiacchiere.)

  • Helga, lieto di accettare il suo cortese invito ma, come potrei non ho la sua mail

  • helga marsala
    • hm

      minimo . un frotta di marras, anche antonio marras .

  • Luca Rossi

    hm, pairone e marras sembrate i vecchietti che guardano i lavori in corso, e commentano :)

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Luca, non hai ancora capito che la nostra storia culturale, antropologica è formata da tanti diversi e arzilli “vecchietti” criticoni, compreso me e te. W. la diversità! La tua affermazione è figlia della superficialità italiota e la tua critica ne è il padre. La superficialità è una forza cieca, mentre la critica è una forza della ragione. Nel tuo caso specifico, la ragione sarebbe meglio non averla, piuttosto che usarla male. Tutto sommato hm, pairone, marras criticano meglio di una persona che sragiona.

      • Luca Rossi

        ma dai stavo scherzando…..curatore indipendente :) da cosa????

        • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

          Luca, il criterio per valutare se un curatore è veramente indipendente o no, è chiedersi se è al servizio della subdola casta dell’arte italiota, oppure ne è fuori in piena autonomia e libertà.
          Ma poi, leggendo i tuoi commenti, constato quasi sempre, inutili inventtive su mostre, artisti, curatori… – Non metti in atto, con coraggio, una critica radicale, ben argomentata sull’attuale sistema malato dell’arte, e non “distruggi” la natura feticistica, addomesticata dell’oggetto artistico contemporaneo. E allora viene spontaneo chiedersi: come può una persona come te mettere in pratica un’ alternativa di un nuovo progetto culturale? Difatti, mentre la critica della superficialità e della presunzione si limita principalmente a impedire l’acquisizione della verità sullo stato dell’arte, in te, quella del luogo comune è duplice: nei tuoi commenti impedisci ugualmente di scoprire la verità e ne fornisci al tempo stesso una tua propria, che nella maggior parte dei casi non corrisponde alla realtà dei fatti. Buona giornata

          • hm

            – e non “distruggi” la natura feticistica, addomesticata dell’oggetto artistico contemporaneo. –

            quella la distrugge pure troppo, è lì che tenta disperatamente in tutti i modi di far passare come arte la sua vintage mail art relazionale basata sull’appropriazione di foto su google, mail inopportune ai suoi curatori preferiti e autoinvito parassita nelle sue gallerie del cuore (di cui cancella con atti vandalistici le opere già esposte agendo in un’ottica da squatter che occupa spazi peraltro nemmeno in disuso) .

    • hm

      tu invece caro morsi sei quello che guarda i vecchietti che guardano, un gerontofilo inespresso e colmo di sensi di colpa . libera il vecchietto che c’è in te e ti costringe a ripetere vintage mail art relazionale sul tuo blog verboso .

  • Luca Rossi

    Ricter a me non convince totalmente, comunque mi accodo alla massa. In ogni caso rappresenta molto bene le ombre del ‘900, quel razionalismo disilluso del “io non credo in nulla” per poi vivere in una società che crede in tantissime cose: ideologie a gogo, nazionalismi, la religione del mercato, l’arte pop…ecc ecc.

    Quando GR fa un quadro crede in quel quadro! Cosa significa non credere in nulla? Crede eccome, non facciamoci prendere in giro. Che basti spalmare un’asse sulla tela per parlare di trascendenza oggi? Ma…..

    La figura dell’artista come grimaldello che prende per i fondelli, ha fatto il proprio tempo. Artista schivo, che non ama le interviste, poi fa un film, fa mostre in tutto il mondo, ecc ecc…..non so, vedo contraddizioni.

    Mi viene in mente anche il nostro Cattelan (che io apprezzo) che si sottrae sempre per poi esserci sempre….ora la cosa ci può anche stare come sviluppi dell’arte pop. Però cerchiamo anche di prendere le distanze da certi atteggiamenti fintamente romantici che hanno segnato un secolo come il 900 nel bene e nel male (forse più male).

    So che non è facile, soprattutto per voi addetti ai lavori, ripensare a certi stereotipi e clichè.

    • Cristiana Curti

      Ma basta con queste ovvietà da compiaciuto blasée… E’ incredibile come si parla di ciò che non si conosce e si mette tutto nel calderone pur di far quadrare le trovate che strizzano l’occhio senza signicare alcunché (capisco che gli slogan vanno ripetuti per essere ficcati in testa, ma alla fine il “consumatore” si stanca). Siete in venti lì da luca e non conoscete davvero chi sia Richter o l’importanza dei Capitalisti Realisti (se lo sapeste, non direste quello che scrivete di Richter) e della scena dell’inizio degli anni ’60 in Germania. Poi ti voglio a sputare sentenze sulla frase buttata lì “non credo in nulla” e vederci mondi che non esistono. Il ‘900 è secolo complesso e ancora da definire. Neanche al curatore Beatrice piace tanto, c’è troppa “roba” da ficcare in testa… che non siate la stessa persona?
      Studiare un poco, per favore, ‘ché non si può continuare con l’approssimazione e le sparate a effetto. Neppure da spettatori.

      • ada e le sue sorelle

        a noi fa un po’ ridere questo parlare del ‘900 come fossimo lontani tre secoli
        contrapporsi al ‘900 a soli 11 anni di distanza vuol dire o tornare all’ ‘800 o
        aver visto i lineamenti di qualcosa di veramente nuovo e diverso
        nel primo caso… aiuto!, nel secondo ‘ma dove?’

        c’è questo voler voltare pagina a tutti i costi che fa moooolto marketing in verità
        non siamo più ai libri con le pagine numerate ma alle schermate a scorrimento, capito luca rossi?

        • luca rossi

          E quindi? Io nutro perplessità su Ricter. Non so oggi quanto possa contare la sua pittura sulle rovine, sulla matericità sfuocata. Questo nichilismo germanico mi lascia perplesso. Troppo facile.

          • Davide W. Pairone

            oh ecco, ora capisco perché R. ha dovuto esplicitare il suo “non credo a nulla”: perché ci sono commentatori che lo inseriscono in un discorso tecnico, sulla pittura e la “materia sfocata”. Così lui risponde che non crede alla pittura (o all’oggetto, alla realtà, al mondo e in generale alle totalità significanti). Il suo lavoro riguarda l’erosione e le stratificazioni del senso e delle immagini e va inteso nella serie. Ciò non toglie che i pezzi possano incidere anche presi singolarmente ma si rischia di fraintenderli, fra gesto, tecnica ed espressione. In altri termini, diciamo di genealogie e parentele: non mi sembra interessato alla costruzione dell’immagine come Polke ma più alla sottrazione e alla ripetizione (due modi diversi di interpretare Warhol, in fondo). Allo stesso modo non mi sembra corretto applicare parametri interpretativi utili per Baselitz, più logico accostarlo ai Becher o al più giovane Ruff

      • augusta

        Grazie Cristiana!

      • luca rossi

        @Cristiana: io guardo le opere non penso a chi sia Ricter e alla sua storia. Se no leggo un libro o guardo un film.

  • LorenzoMarras

    Pensa un po Luca, se ci avessi sorpreso a fare i guardoni, eh che bella soddisfazione per la tua Nouvelle vague in salsa Ikea , BEN ben altra cosa rispetto a un pubblico di… “curiosi”.

    Comunque non me lo aspettavo da te, voglio dire , non certo per la questione dei vecchietti (che poi sono le solite pisciatine che fuoriescono per incapacita’ contenitive) ma la storia del “io non credo in nulla” per poi vivere in una societa’ che bla bla bla…. crede in tantissime cose”””””” , ajo’ Luca confessalo, una cosa di cattivo gusto , piccolo borghese , che nemmeno la mia vicina di casa si sognerebbe di argomentare in modi cosi’ scontati.
    Eppoi sei il primo che indichi delle vie di ByPass che puntualmente ti crollano addosso perche’ chiunque sragionando come te, ti puo’ fare le stesse obiezioni.
    che accidenti di roba è questa storia del quadro ? e dove siamo… in qualche fiera di paese , alle bancarelle ? ma non ti vergogni di confessare pubblicamente a tutti lo squallore di cio’ che scrivi?

    Certo che al cospetto di qualsiasi opera , del tuo somaro di “brema” ( beninteso scroccate per la massima) non è sicuramente pensabile ne’ parlare di trascendenza ne’ tanto meno di immanenza ( piuttosto leggi bene, è stato fatto un riferimento generale agli artisti di area Germanica ) ma piuttosto di Spettacolo Organizzato , certamente per un target di consumatori fintamente eletti, non meno imbecilli , pieni di se e oziosi di colui che celebrano.

    Gesu’, arte del 900; parli con la stessa spocchia con cui si parlava dell’800.
    Il 900 è stato il secolo , per il momento , piu’ impegnativo per l’umanita’ . Nel 900 ci sono state DUE , dico DUE guerre che insieme ad un sistematico sterminio di popolazioni civili hanno fatto insieme un qualcosa come 80 milioni di morti . VUOI CHE NON CI SIA STATA GENTE CHE MEGLIO DI TE, HA SAPUTO INTERPRETARE E TRAMANDARE LEZIONI DI VITA PER OGNUNO DI NOI E PER LE GENERAZIONI A VENIRE ?!?!

    Gli stereotipi…..ma vai a quel paese vah e te lo dico ROMANTICAMENTE.

    )

    • luca rossi

      ajo marras, preferisco allora il nostro Gian Marco Montesano che non sente il bisogno e il vezzo di sfuocare la tela con assi e altri aggeggi; il 1900 non è stato un secolo sfuocato, si vedeva tutto benissimo: perchè sfuocare???? Mi sembra anche un po’ ruffiano. Molto più interessante Montesano, ma lui non è tedesco e quindi….
      Ricordo un bellissimo articolo di fabio cavallucci su Flash Art di qualche anno fà.

      • Davide W. Pairone

        Montesano è significativo e sottostimato ma in confronto è didascalico

        • augusta

          Eh direi.
          Ma forse rossi non ha visto tutta la produzione, negli anni, di richter.
          @rossi ma sa, mi scusi, che il suo punto di vista sembra proprio quello di un miope? ma come mai? sembra che lei non sia ben documentato.
          Detto proprio così: ho visto delle opere dell’autore. straordinarie, almeno per me.
          Riguardo a Montesano: mai sentito. solo L’ Enrico, quello della tivvì.
          bonne nuit.

  • Perché, hai invitato il montesano nel tuo piccolo oblò e gli hai chiesto di bisognini in pittura?
    A me sembra che tu abbia alzato il gomito e camminando senza bastone vai al Centro di ogni palo che ha la sfortuna di di impattare la tua testa.
    Poi sul fatto che esista un nichilismo germanico, beh ti stendo un velo pietoso sopra , perche’ sembra di ascoltare la voce di un parroco anziche’ di uno che si spaccia per rinnovatore di linguaggi.
    Peccato , ci fosse una maestra di scuola elementare ti saresti beccato uno zero con la penna rossa.
    Povero montesano, tirato per la giacchetta dalla lista dei 100 migliori di flash art.

  • luca rossi

    vi chiedo di indicarmi su internet opere straordinarie di richter. Lo chiedo senza polemica.

    Ho visto molte sue opere ma lo trovo sempre a crogiuolarsi su certi codici. Montesano porge l’altra guancia, c’è profonda consapevolezza rispetto al mezzo pittorico; la pittura funziona quando è consapevole del suo anacronismo, quando è profondamente consapevole dei bordi della tela.

    • augusta

      buondì , guardi su internet non lo so proprio. ricordo una “cascate del niagara” piccolo ma molto molto interessante ( io direi bello). pensi che io invece trovo il Gerard profondamente consapevole dei “bordi della tela”.
      Non so come spiegare. ha presente il percorso di mondrian? ecco io ritengo, con la sua singolarità ben inteso, che il tipo abbia effettuato un percorso interiore simile.
      Per il resto vado subito a vedere Montesano.
      Poi, per quanto mi riguarda, l’arte si dirige sempre di più all’espressione della singolarità, individualità e, di rimando, alla sua interpretazione. Se si richiede a richter una ridefinizione di ruolo, un “carattere” totalmente rinnovatore no, non lo è, per come richiede lei questa ricerca di senso tramite e/o attraverso la radicale ridefinizione del linguaggio nel suo, diciamo tanto per riassumere, uso e consumo (erogazione e fruizione, etc). ma il suo è un punto di vista, ridefinire e inserire un artista in un “contesto” non appropriato, per me è come mangiare una peperonata e prenderla per pollo arrosto, dire che era meglio il libro del film o viceversa), etc.
      Non so se mi sono spiegata, come al solito scrivo a modo mio, rispetto l so puto di vista ma riguardo all’artista in questione lo colloco in un altro modo e gli faccio indossare abiti diversi da quelli che vuole fargli metterle lei. se pii si tratta di spingere il montesano e io ci arrivo solo ora… : buon lavoro!

  • luca rossi

    “perche’ sembra di ascoltare la voce di un parroco anziche’ di uno che si spaccia per rinnovatore di linguaggi.”

    parole di marras

    Io non mi spaccio proprio per niente; molti proiettano su di me le proprie frustrazioni: e quindi io dovrei essere quel genio che loro non sono, e quindi io devo essere sistematicamente ridimensionato e offeso, per poter rassicurare tutti e proteggere la loro mediocrità.

    Bene. Peccato che non abbia alcun programma innovativo, ma procedo esattamente come un bambino nel gioco. E soprattutto non voglio certo essere l’ennesimo sedicente artista. Oggi può avere senso solo una radicale ridefinizione di ruolo: e quindi prima di tutto mi interessa, e mi piace, essere semplice spettatore. Ma ovviamente il Sig. Rossi è come uno schermo bianco su cui ognuno proietta la sue frustrazioni.

    • hm

      ma no dai morsi smettila, nessuno ha mai pensato che tu sia o debba essere un genio . basterebbe solo che tu fossi un po’ meno fake, tipo perchè non inizi a firmarti luca morsi? secondo me sarebbe la svolta delle tue relazioni, se vuoi ti faccio il logo con un morso . non il morso della mela apple qualcosa di più fosco e vampiresco in linea coi libercoli top ten stile twilight e umberto rosacroceco . poi su uno schermo bianco si può anche proiettare un film o un viaggio o fare lo specchio di riflesso del tuo blog logorroico, non è che sei tu a rimuovere preventivamente le tue frustrazioni dallo schermo e a presentarcelo bianco?
      ri-mo-zio-ne
      ri-mo-zio-ne
      sosta vietata perenne per morsi
      canteremo fino alla mors TUA

    • Ti ho dato del parroco perché hai scritto una mostruosa cazzata a proposito di questa inventata storia di nichilismo germanico buttata lì come altre.
      Poi per quanto riguarda il rinnovo dei linguaggi omv
      Invito chi legge a riflettere sulla lunghissima litania a cui hai abituato i lettori di Artribune riguardo lo stesso.
      Luca mettetevi d’accordo con gli altri piccoli uomini Rossi

      • hm

        sì veramente morsi ma non potete fare un brainstorming prima di postare? un morso non sa cosa sia un motore di ricerca, un altro morso è fan sfegatato di copialan, dai su fate qualche riunione prima di postare .

    • lola

      insomma cattelan sì e richter no?
      a lucaro’ mapeppiaceeeeere

      • luca rossi

        ma, richter non mi ha mai convinto, cattelan spesso sì; non è tutto sullo stesso piano, bisogna anche capire quali siano le pretese e l’atteggiamento di un artista X. Penso che nell’arte del ‘900 non ci possano essere tabù e dogmi granitici; e anche per richter o cattelan le cose non sono diverse.

        Invito a questo sito ufficiale di richter:

        http://www.gerhard-richter.com/art/

        • LorenzoMarras

          Ajo’ luche’ vedi di finirla che qui non siamo al bar dove si ciarla se sia piu’ bravo Totti oppure del piero vah. E guarda che te lo dico terra terra per fartelo finalmente entrare in zucca per non dire altrove.

          Roba da pazzi, siamo a discutere su chi è piu’ bravo oppure meno , eppoi qualche amico suo, Bestione imbecille mi ha scritto che argomentavo qui dentro con il “”MI PIACE”” “”NON MI PIACE””.

          • Cristiana Curti

            Lorenzo caro, non c’è scampo, è la tecnica qualunquista del “contenuto” che si dice di offrire e poi non c’è nulla sotto il sasso. Ma chi se ne importa se ai lucarossi Richter “non convince”? E’ un parere come un altro. Anche a me “non piace” tanto Severini dal 1920 in poi (e non direi mai “non mi convince”: in cosa deve essere convincente un artista storicizzato? convincente, se mai, dev’essere un artista “in corso”) ma non mi sognerei minimamente di contestare il suo valore nella storia dell’arte italiana solo perché “a me non piace”. Né penserei che la mia opinione possa valere per qualcuno, e in caso, semmai, dovrei fornire una motivata e diversa scala di valori (artistici). Pretese e atteggiamento di un artista X? nell’arte del ‘900 non ci possono essere tabù o dogmi granitici? ma che vuol dire, ma che dice? Fa comodo scrivere certe ovvietà che non hanno nessuna (nessuna) consistenza teorica né alcuna realtà corrispondente. Non c’è, credo, arte come quella del XX secolo sino quasi alla contemporaneità più stretta che possa dirsi sempre in moto con continue riscoperte di movimenti e gruppi di pensiero, riletture di artisti, riconsiderazioni di interi periodi storici, revisioni di dati documentali attraverso nuove scoperte d’archivio, riletture di rapporti incorciati fra continenti (addirittura). Si vede che i lucarossi non lo sanno.
            I secoli sono una convenzione, gli artisti continuano a valere anche se sono di trecentocinquant’anni fa. Come farebbe il mondo senza Zurbaràn?
            Lo so che ci si può anche imbufalire con certe affermazioni che lasciano il tempo che trovano, soprattutto se si ha buon sangue (non annacquato) come te.

          • hm

            – Lorenzo caro, non c’è scampo, è la tecnica qualunquista del “contenuto” che si dice di offrire e poi non c’è nulla sotto il sasso. –

            assolutamente d’accordo . rossimorsi non puoi parlare di smart relativism o soluzioni facili estemporanee quando copialan è stato il primo a operare nello stesso modo, altrimenti spiega cosa c’entra un albero che buca una bmw con dei bambini impiccati e torno subito . dai lo sai benissimo che non ce la puoi fare a rispondere . ribadisco per te è fondamentale svoltare all’estero, non importa in che modo o offrendo cosa, è solo quello che ti interessa, più che all’estero a new york e in generale in usa la patria dei tuoi amichetti .

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      LUCA ROSSI E IL GIOCO DELL’ OCA

      Il Sig. Rossi scrive : “…procedo come un bambino nel gioco”. E’ risaputo che i bambini della prima età, quando giocano sono spontanei e non hanno la malizia e le astuzie di noi adulti. A me sembra che questa tua propensione ludica nell’arte è simile al gioco dell’oca che fanno i bambini durante le festività natalizie.

      A differenza del gioco spontaneo dei bambini il tuo è in certo qual modo un gioco di vanità che si fa tra persone adulte. Sarebbe un gioco quanto mai divertente se il più delle volte non degenerasse qui in sterili polemiche.

      Mi sono accorto che quando la tua bramosia di vincere a tutti i costi sull’altro il gioco ti conduce alla sconfitta.., allora avverto in te una sorta di frustrazione. E’ ti senti come colui al quale la natura per sua sventura ha dato i lineamenti di un soggiogato. Ciò ti fa sentire un’ altra persona. Allora per una tua particolare forma di orgoglio (fonte di immenso piacere per noi mortali) cerchi di giustificare queste manchevolezze in una vuota critica da pulpito.

      Ma in questa tua critica è raro trovare una riflessione ben argomentata e un’ alternativa costruttiva, che non sia il monotono rosario quotidiano: (mi piace e non mi piace questo o quell’altro artista). Ambire al mestiere di critico d’arte, curatore o persona dotta, richiede molto studio e spirito di sacrificio. Ma poi quale vantaggio può offrire? Spesso il critico d’arte, curatore, artista e l’uomo dotto si ritrovano soli, incompresi e respinti, (per propria scelta o no) dal Mondo e dal sistema dell’arte.

      Se uno è fortunato, di tanto in tanto possono offrigli onori, ricchezze e infine una bella mostra alla Biennale di Venezia e alla fine dei loro giorni una lussuosa cappella funerea in uno dei tanti musei-cimiteri specializzati nell’arte feticistica.

      Mi sembra già di vederli questi mercanti di merci, collezionisti, galleristi che con i soldi guadagnati dalla speculazione sull’arte, acquistano e vendono opere di feticci morti, sperando così, di ripulire nella palude dell’arte, la loro vuota esistenza, segnata da truffe, malefatte, inganni ecc.

      Ma in fin dei conti caro Luca, che cosa chiedi a tutti gli artisti che ami, se non tutto ciò che ha connessione con il linguaggio della vita, non certo con l’arte morta?

      Già, infatti fra tutti questi feticci che abbondano e occupano le ampie parteti, lo spazio e le volte di tanti musei, gallerie ecc., ne hai mai visto uno che esprima la complessità e il mistero della vita? Compito dell’arte non è quello di inserire la vita insieme allo spazio- simbolico- soggettivo nel contemporaneo.
      un caro saluto

  • luigi

    ma ragazzi, state immolando Luca Rossi a nuovo Cattelan, ma invece di lasciare commenti in fono agli articoli perchè non fate qualcosa nella vostra vita? Quanto meno Luca Rossi ha già fatto centro,nel senso che è stato definito da un autorevole esponente il miglior artista italiano di questo periodo; e cramerotti è rimasto sorpreso….non credo che una nuova proposta possa ambire a qualcosa di più…quindi ha veramente poco senso stare quà a dire che Luca Rossi fa schifo, per alcuni fa schifo e per altri no….non cambia niente. Quindi ha ragione lui quando dice che infamandolo volete ridimensionarlo per proteggere la vostra mediocrità……poi fate come volete….

    • hm

      sì ma è tutto un gioco economico operato in stile società segreta massonica (templari 3.0) nell’oscurità di relazioni già esistenti e con l’ausilio di nomi fake . luigi per esempio è luca rossi, mi sembra chiaro . come avevano risposto ieri a gerini a proposito di cattelan, luca rossi tenta di essere spacciato come nuovo giochetto della casta . in questo senso potrebbe essere il nuovo cattelan dell’era internet, un’identità fake commerciale da far girare via web . il fatto che proponga roba vintage e patetica non è di nessuna importanza perchè luca rossi (e chi lo comanda) non è interessato realmente ai contenuti, gli interessano solo per il fatto di proporre sé stesso e il suo vuoto come brand commerciale esportabile . il fatto che lui dica ‘ikea evoluta ikea evoluta smart relativism etc’ quando la sua opera consiste nell’ordinare pizze nelle gallerie o fare le ombre cinesi con il sole non ha assolutamente alcun valore . luca rossi esiste solo perchè già dentro il sistema e spinto dal sistema stesso per cui lavora, finge di non essere interessato all’opera feticcio ma in realtà più di ogni altro è attento al lato economico esportabile e monetizzabile (più volte si è tradito su questo punto), e fatto più importante è esplicitamente fake . un’identità pompata da più persone per far soldi nell’ombra . a lui interessano i nuovi media solo per far emergere il lato fake degli stessi (copialan paragonato a tartaglia che aggredisce berlusconi) attraverso la sua identità fake . non è interessato alla verità ma solo a fare soldi in maschera . triste .

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        LE MASCHERE DELLA CASTA DELL’ARTE CONTEMPORANEA

        Caro hm, certo che è un gioco economico- finanziario che si svolge astutamente nella palude dorata della net economy! Un gioco condotto da note figure dell’arte nostrana, i quali per codardia e viltà, non riveleranno mai al pubblico e agl’artisti la loro vera identità.

        Un gioco tipico della commedia dell’arte italiana.. Se un giorno qualcuno riuscisse a strappare a questi commediati da tre soldi, la maschera e a rilevarne le vere sembianze, sicuramente metterebbe in luce l’osceno e mostruoso spettacolo quotidiano che si svolge nella palude dell’arte.

        Le facce di queste figure mascherate cambierebbero totalmente aspetto: chi vestiva i panni del critico, del curatore è un servo di chi detiene il potere; chi è un artista senza idee, veste i panni del genio.

        Smascherare queste comparse che si annidano nella casta, significa mandarli tutti a lavorare nei campi, poiché è l’autenticità del pensiero ad affascinare lo spettatore non certo queste mezze calzette. Vestire i panni di qualcuno che non è lui, è solo un’offesa che si fa a se stesso e agl’altri.

  • Luigi

    non mi è andato il commento. Comunque state solo immolando Rossi a nuovo Cattelan. E’ stato definito da cavallucci il miglior artista italiano, ha interessato Cramerotti e nel bene e nel male tutto il sistema italia…per una nuova proposta è già fare centro, è ovvio che ci sarà sempre a chi piace e a chi non piace…anzi solitamente è fondamentale per chi innova il linguaggio, non piacere a tutti…io sarei dubbioso sulle nuove proposte subito acclamate da tutti…quindi continuare a infamarlo significa solo ravvisare la vostra frustrazione o proteggere la vostra presunta mediocrità..

  • LorenzoMarras

    Cristiana guarda, cio’ che mi ha sorpreso è stato questo infilare Cattelan nel discorso. E’ come se io e te avessimo conversato di arte dei nativi americani , fenomeno geograficamente circoscritto e lambito molto alla lontana dalla Scienza Artistica e Lui, si fosse intromesso con la figurina Panini “CATTELAN” , CE L HO!!!!!!!!
    Tra l’altro io ho scritto di Artisti di Area germanica , giusto per mettere in rilievo l’uso dei colori terra di cui spesso fanno uso come tu ben saprai anche per Sironi che , in un certo qual modo, puo’ essere assimilato a quella temperie teorica.
    Cio’ che mi fa veramente imbufalire e, su questo, hai ragione è questa brutta abitudine che Luca Rossi ha, di banalizzare qualsiasi cosa che riguarda quello che è il mondo piu’ intimo e nascosto che penso ogni artista ha, come qualsiasi altro individuo che non lo sia.

    “””questo lo saprebbe fare chiuque”””” !!! senza rendersi conto che fa del male allo stesso CATTELAN-PIZZABALLA che riguardo al FARE ha sempre avuto un distacco , addirittura schifiltoso : IO NON SO DISEGNARE ebbe a dire. con buona pace del Rossi-Opinione.

    vabbe’ Cristiana, stammi bene, buona giornata.

  • luca rossi

    nell’auto con l’albero o nei bambini c’è una violenza e una superficialità, e un incapacità che mi sembrano utili per leggere molti frangenti del presente e non solo. L’arte è in fondo un circo godibile dove provare esercizi e prototipi significativi per tutta la realtà circo stante.

    A ben vedere i bambini impiccati avevano gli occhi aperti e il dito in piazza affari è una mano che fa il saluto romano mozzata alla maniera di certe pratiche mafiose. Non è un dito medio semplice. Ma la gente semplifica sempre: cattelan sembra sempre profondamente consapevole di questo.

    Mi interessa più un artista che non sa disegnare, che quanto meno gioca con un ruolo forse spuntato per tutto il 900 e non solo; piuttosto che l’artista che sale sul pulpito e da saggio ci parla di erosione delle immagini. Richter mi sembra molto pensate e pretensioso. Una concezione di arte legata all’ammirazione, mi sembra idiota ammirare….sto leggendo Antichi maestri di T.Bernard, e c’è una parte bellissima che parla di come l’arte non vada ammirata ma di come ci si debba rapportare ad essa con ingegno, rispetto, stima e basta.

    • hm

      ok magari rispondimi direttamente che altrimenti non si capisce, l’auto con l’albero è un’opera ecologica pro energie rinnovabili rossi, non c’è nessuna violenza in un incidente del genere anche perchè ti sfido a fare un incidente stradale in cui un albero ti si conficca nell’auto da sotto . a meno che non sia un auto che vola . i bambini invece sono un’opera che ammicca ai sacrifici umani (come è noto spariscono ogni anno centinaia di bambini solo in italia per vari scopi) – Il Centro europeo per i bambini scomparsi e sfruttati a scopo sessuale cita per il 2005 ben 2438 nuovi casi in Europa, con un aumento del 7 % rispetto all’anno precedente. –
      torno subito non c’entra una mazza, né lo stand affittato ai profumi o copialan che ruba l’opera dalla galleria vicina .

      – L’arte è in fondo un circo godibile dove provare esercizi e prototipi significativi per tutta la realtà circo stante. –

      circo? ok allora se per te l’arte è un circo inutile che stai a teorizzare e criticare lo smart relativism dei vari frigo, trevisani, favaretto che disprezzi (o fai finta di disprezzare secondo il tuo personaggio fake) continuamente . ogni trovata estemporanea va bene senza nessuna soluzione di continuità .

      – A ben vedere i bambini impiccati avevano gli occhi aperti –

      ma va? magari se sono impiccati sono anche morti .

      – A ben vedere i bambini impiccati avevano gli occhi aperti e il dito in piazza affari è una mano che fa il saluto romano mozzata alla maniera di certe pratiche mafiose. –

      sì però è rivolta verso il pubblico, quindi le vittime innocenti della mafia sarebbero i banchieri? lol

      – Non è un dito medio semplice. –

      no, è solo un nonsense che si bea di scovare il nonsense dappertutto, spesso in modo malvagio . tipico atteggiamento di copialan, forse l’unico filo che lega le sue operette .

      – Ma la gente semplifica sempre: cattelan sembra sempre profondamente consapevole di questo. –

      più che essere consapevole ci marcia sopra (nel senso che è marcio e spande odore di putrefazione), è diverso .

      – Una concezione di arte legata all’ammirazione, mi sembra idiota ammirare…. –

      certo come no, ti sembra idiota ammirare e contemplare mentre copialan che ‘torna subito’ a scoreggiare ti sembra profondo, vabè dai non sei fake per niente . a sbattersi si riesce a trovare un significato in ogni cosa, basta volerlo .

      – l’arte non vada ammirata ma di come ci si debba rapportare ad essa con ingegno, rispetto, stima e basta. sto leggendo Antichi maestri di T.Bernard –

      semmai è il mondo che si ammira rossi, l’arte è solo un riportare quello che si è ammirato . tutto il contrario di quello che ha sempre fatto copialan nelle sue opere prive di ingegno, rispetto e colme di disitima fino al midollo (bambino che si autopugnala al banco etc) . cerca di non travisare i libri che leggi . scusa ma poi che libercolo è ‘antichi maestri’ citazione da wikipedia “Il genio e l’Austria non sono compatibili” LOL mozart, haydn, schubert, brahms, salieri, vivaldi, gli strauss etc non sono noccioline capisci rossi? non sono le scoregge di cage understand? mozart = genio, cage = scoreggia . dai puoi capirlo anche tu se ti sforzi e dedicarti a letture più elevate .

      • hm

        – nell’auto con l’albero o nei bambini c’è una violenza e una superficialità, e un incapacità che mi sembrano utili per leggere molti frangenti del presente e non solo. L’arte è in fondo un circo godibile dove provare esercizi e prototipi significativi per tutta la realtà circo stante. –

        quale presente? quello che ti riportano i giornali in cronaca nera ovvero un simulacro fake di presente? certo che se la vedi in questo modo e alla luce di tutto il resto dei lavori di copialan in effetti il considerare l’auto bucata dall’albero un’opera ecologica in effetti è pretenzioso . non credo copialan volesse arrivare a un significato così profondo, a te e a copialà interessa il nonsense malvagio, il fallimento che annida dietro ogni successo, la negazione perpetua, l’ammiccamento a fatti di cronaca tragici, cose così . per esteso banalizzare ogni senso possibile del sacro . poi se vedi l’arte come circo inutile continuare anche a discutere dai, ti contraddici in ogni intervento, fate un brainstorming te e gli altri morsi prima di postare perchè non sei per nulla credibile in questo modo .

    • Don luca Rossi , stringa che la predica assorbe la messa e non c è tempo per dare la comunione .

    • LorenzoMarras

      Lo stai leggendo piuttosto male se ne adatti il contenuto riducendolo ad una arringa difensiva, non trovi ?
      qui nessuno ha ammirato Richter , insomma lo ha posto su un piedistallo per sostenere una propria teoria, come sostieni tu. Si è fatto riferimento alla sua pittura come , tipica, di un modo tutto tedesco di concepire la vita , nella sua “””INTEREZZA””” . NON SI SONO DATI VOTI.
      Tu ,invece , come al solito, hai preso la palla al balzo per fare l’ennesimo florilegio solitario intorno ad un AUREA praticamente inventata in cui, è questo te lo riconosco è facile riconoscere una MOLTEPLICITA’ di SIGNIFICATI , che fanno brodo intorno.
      Tanto è vero gia’ perche’ siamo in tema di prestiti che è facile riprendere da De Dominicis la figura dell’Uomo , fintamente impiccato, (quel fintamente puo’ benissimo intendersi come similmente sospeso , similmente transitorio , similmente morto giusto per parafrase una affermazione fatta dall’Hegel in cui l’Umanita’ risultava, in prevalenza , composta piu’ di morti che da vivi- sia chiaro PUO’).
      Con i bambini , le cose si complicano un pochino se non altro perche’ ad essi, è preclusa quella conoscenza che agli Adulti arriva sotto forma di” cattiva” conoscenza o esperienza “cattiva”.
      Voglio dirti : i bambini non sanno come gli adulti, ignorano e dunque sono innocenti nel sapere addirittura che si muore. (figuriamoci fuggono per giunta gli adulti)
      Vedi che le considerazioni si possono sprecare all’infinito quando
      si fa ricorso ad un AUREA inventata e vedi che TUTTO si puo’ creare a tavolino, sopratutto quando si ha la fortuna di avere a disposizione degli eccellenti artigiani che sanno lavorare con le plastiche per fabbricare una maschera di Picasso oppure creare dei manichini con delle facce che sbucano da un pavimento di museo?

      Il trattamento che si puo’ riservare (perche’ questo tu stai praticando) ad un Richter, si puo’ tranquillamente estendere ad un Cattelan.

      Si puo’ , ma si deve evitare perche’ non tutti la pensano come te, Rossi.

  • luca rossi

    ahahah è belliso come travisi quello che leggi: circo inutile???? Mai parlato di circo inutile….circo utile , palestra utile…

    Non credo ci fossero intenti ecologisti nell’albero che trapassa l’auto; e cmq quella è un ‘opera minore.

    Certo Cattelan copia, prende e ripropone…ma chi non fa questo? Anche Richter lo fa. Non mi sembra la parte centrale del lavoro di cattelan quella di copiare. Poi bisogna dimostrare che l’originalità sia un valore e non semmai la riproposizione originale di una cosa già vista…ma non è questo il punto.

    Non parlo del presente che dici (anche di quello ma non solo); parlo anche del relativismo nelle relazioni umane, nel valore del denaro e del sesso, del mercato come religione, dell’incapacità di giudizio sulla realtà, del non vedere le cose che contano realmente, nell’andare tutti verso dei centri (anche fisici) senza pensare ad altro, ecc ecc. Non voglio fare la morale, anche il sesso, il denaro e il mercato sono cose positive, tutto sta nella capacità di andare a fondo alle cose e definire uno strumento, un metodo giudizio utili per muoversi.

    • hm

      omg rossi sei tu che travisi no stop (ecco perchè stimi travisani, ah no non lo stimi perchè a new york non lo conosce nessuno) ho scritto solo circo, la frase è “se vedi l’arte come un circo INUTILE CONTINUARE A DISCUTERE” è inutile continuare a discutere se vedi l’arte come un circo capisci?

  • ora sto piangendo davanti al funerale di Sic. E piango perchè come ha detto il Dott. Costa Marco Simoncelli nella bara sta ridendo per l’ultimo scherzo; ossia che ha vinto sulla morte; ossia il fatto che questa sera tornerà a casa con tutti noi. Torneranno a casa con tutti i sogni di un giovane (che è anche il nostro giovane artista). Sogni spesso frustrati da un paese per vecchi ed operatori incapaci ed inetti. E piango perchè i giovani di questo paese si stanno facendo prendere in giro invece di fare qualcosa. Io sono costretto a vestire tutti i ruoli del sistema per bypassarlo.

    luca rossi

    • hm

      tu non piangi lo citi per moralismo d’accatto e basta . io ad esempio ho sempre pensato che simoncelli fosse un po’ coglione, fin dalla sua prima intervista che ho sentito in tv . tra l’altro un mio amico corre in moto e mi ha detto che simoncelli ha sempre avuto una pessima fama di cascatore, cadeva 2-3 volte all’anno come minimo (da solo come successo in questo caso), inoltre più volte ha rischiato di far cadere altri piloti, tanto che in spagna avevano fatto una petizione per farlo smettere di correre perchè troppo pericoloso . aggiungo che i capelloni lunghi e la pressione degli stessi possono essere stati la causa primaria per cui il casco nell’urto si è sfilato ed ha causato la sua morte, ed è andata bene che altri piloti nella sua scivolata non siano stati feriti gravemente . tu non bypassi un bel niente perchè sei già il sistema e rappresenti la nonni genitori foundation che prende per il culo i giovani .

    • Cristiana Curti

      Ma sì, casabianca, questa ce la potevi proprio risparmiare.
      Fra l’altro Simoncelli non è proprio l’esempio di giovani sogni frustrati dal sistema “vecchio e cattivo”.

      • ma non ho detto questo, lo dici tu. Imparare a leggere.

        • Cristiana Curti

          Imparare a scrivere.

    • Scusa Luca Rossi, ma questa proprio vorrei che me la spiegassi: ti lamenti, un commento si ed uno no, che chi replica lo fa attacandoti “personalmente” e non sul “contenuto” dei tuoi commenti, inviti sempre tutti ad “attenersi al tema” e ora, 27 ottobre, a distanza di un mese e sette giorni dall’ultimo, posti un commento sul funerale di Simoncelli, che ti farebbe piangere, non per il fatto che e’ morto, ma perche’ sarebbe l’allegoria del giovane artista, dei suoi sogni infranti, frustrati da questo mondo di vecchi (poi magari un giorno ti potrei parlare un po’ dei sogni di un vecchio in questo mondo di giovanilisti ad oltranza!!!) … potrei sommessamente ricordarti che l’articolo di partenza era ” Il cinema celebra Gerhard Richter” e che quando si piange, ma davvero e non come figura retorica difficilmente lo si “posta” in un commentario o in un blog?

      • invece il mio commento era pertinente: soprattutto in italia siamo bravissimi a esaltare gli ultrasettantenni. Quasi per fare vedere come siamo bravi e perchè costoro non possono mettere direttamente in discussione la mediocrità generale (solitamente in italia si preferisce esaltare un francese che parlare bene di un italiano a prescindere dai contenuti, questo ci fa sentire difesi e al sicuro). Forse oggi ci sono dei problemi anche in un mostro sacro come richter, o no? A mio parere sì.

        Per il resto non si tratta delle barricate tra giovane e vecchi: si tratta delle barricate tra valore e disvalore, qualità e non qualità.

        lr

        • Sulla “pertinenza” conservo la mia opinione, ti do’ ragione per quanto riguarda la “indigenofobia”, prima e più ancora che esterofilia, di noi Italiani ma devo ricordarti che il film su Richter non è Italiano ma Tedesco. Sulla tua ultima proposizione, permettimi di esprimere dubbi: i tuoi commenti sono pieni di velleitarie barricate tra giovani e vecchi, anzi ancor più della rimpianta assenza di tali barricate. Permettimi, infine, di dirti che, se quello che hai appena esposto era il “messaggio” del tuo commento, potevi esprimerlo senza ricorrere alla “lamentazione in morte di Simonceli” che per la sua melodrammaticitá finisce per suonar falsa e quindi inappropriata.

        • Davide W. Pairone

          ti si potrebbe rispondere che ci sono grossi, grossissimi problemi prima di tutto nel modo con cui questa società affronta e metabolizza la morte delle celebrità (la pseudo-commozione artificiale su Simoncelli è identica a quella dimostrata per Mike Bongiorno). Però mi interessa più mostrare un’altra contraddizione di questo discorso: parli sempre della mancanza di un pubblico del contemporaneo ma se anche tu ti lasci distrarre da questi fenomeni uber-pop a scapito dei Richter la situazione è disperata! Non è questione di giovani o vecchi ma di un mainstream sempre più degradato ed una nicchia, seppur ricca come quella di Richter, che incredibilmente non riesce a farsi strada nella coscienza collettiva. Per quel che mi riguarda il pittore tedesco dovrebbe essere conosciuto come e più di Mike Bongiorno o Marco Simoncelli e quello di Luca Rossi è davvero strabismo

        • hm

          sì rossi per te ci sono dei problemi con richter e non ci sono dei problemi con cessi atomici come rothko e twombly, ma per favore .

  • HM, non hai capito nulla. Non mi riferisco ai pregi-difetti di simoncelli, ma al suo perseguimento sincero di una passione. Poi i dettagli fuori luogo che hai riportato possono anche essere veri.

    Certo che sono un sistema: faccio tutto, artista, curatore, critico, spettatore, blogger ecc ecc. :)

    La NG Foundation sovvenziona i giovani e non è detto che li prenda per il culo. Sicuramente li rende arrendevoli e spesso silenti (e in quel caso sì li prende per il culo). Non penso solo agli artisti ma anche ai fantomatici critici-curatori italiani.

    • hm

      rosichi eh che ti capisco sempre e so già dove vuoi andare a parare? bene me ne frego, anzi godo . notare poi la frase agghiacciante che presuppone il tuo interesse fake moralista : —> – piango perchè come ha detto il Dott. Costa Marco Simoncelli nella bara sta ridendo per l’ultimo scherzo, ossia che ha vinto sulla morte – . piangi perchè simoncelli sta ridendo brrr l’apoteosi del fake . il fake che rivela la verità del tuo menefreghismo .

    • LorenzoMarras

      Tu Luca non sei il tipo adatto a scrivere di passioni altrui per il semplice motivo che sei troppo concentrato sul tuo giocattolino scenico in cui, a essere sinceri si nota ,con sconfinata evidenza , l’ambizione pressoche’ esclusiva ad occupare una casellina (mi viene da ridere quando parli di N.G. Foundation; la trovata piu’ cretina che abbia mai letto in vita mia)

      Ma Luchetto caro, non correre perche’ qui noi si gioca a UNO – DUE – TRE stella e tu sei sempre in fondo.

      • LorenzoMarras scrittotuttoattaccato, ma non capisci che io ci sono affinchè tu possa leggere nei TUOI commenti le tue ossessioni frustrate?

        • LorenzoMarras

          Luchetto caro, con licenza parlando, indicami i miei nascosti desideri insoddisfatti….affinche’ di dette frustazioni io possa, chissa’ guarirne.

          Si tratta di visibilita’ forse ?