Cento giorni a Venezia. Stefano Cagol torna performer alla Chiesa di San Gallo, ecco foto e video

Il pubblico entra e si dispone lungo le pareti cercando con le mani un punto d’appoggio lungo le pareti della piccola chiesa di San Gallo. Buio assoluto. Silenzio assoluto. Poi, d’un tratto, una fiamma, accencante, illumina la stanza che un tempo fu luogo sacro e rende visibili tre piccole piramidi di metallo, piegate come origami. […]

Il pubblico entra e si dispone lungo le pareti cercando con le mani un punto d’appoggio lungo le pareti della piccola chiesa di San Gallo. Buio assoluto. Silenzio assoluto. Poi, d’un tratto, una fiamma, accencante, illumina la stanza che un tempo fu luogo sacro e rende visibili tre piccole piramidi di metallo, piegate come origami. Hanno forme e dimensioni diverse, si dispongono sul pavimento formando una casuale combinazione.
L’artista impugna la fiamma e si muove adagio nel tentativo di sciogliere gli spigoli, forse di smussare angoli. Tutto si svolge con rapidi bagliori. Fiammate fulminee, direzionate sulla cima di quei tre piccoli monti. In pochi minuti il lavoro è svolto e si riaccende il video Il Concilio, che Stefano Cagol – è lui l’artista – ha ideato per questa Biennale di Venezia, e che ora, dopo cento giorni, ripropone per quanti si erano persi la performance nei tumultuosi giorni di vernice. Qui, un uomo immerso fino alle ginocchia nella neve compare e si dissolve. Un fuoco in mano. Un tentativo di sciogliere cumuli di neve, sciogliere forse qualche angolo ghiacciato, dimenticato e lontano dalla civiltà, dalla vita di tutti i giorni.

Un linguaggio fatto di elementi: fuoco nelle mani, acqua e neve, terra e vento nel video. La neve non si scioglie, l’uomo non lascia alcuna impronta del suo passaggio, l’artista ripone il fuoco e nel buio silenzioso le immagini nordiche del suo video.

– Chiara Casarin

www.concilio-biennalevenezia.org


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Chiara Casarin
Chiara Casarin (1975) è curatore indipendente. Ha lavorato dal 2000 al 2003 presso la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, dal 2006 al 2008 presso la Fondazione Benetton Iniziative Culturali di Treviso, 2009 al 2011 presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2009 ottiene il titolo di dottore di ricerca alla Scuola Studi Avanzati di Venezia con una tesi sulle problematiche dell’autenticità nell’arte contemporanea. Dal 2007 al 2009 è ricercatrice presso l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Ceci n'est pas l'Auteur. Ovvero: l'opera dell'arte nell'elogio della sua riproducibilità digitale in “Engramma” n. 60, dicembre 2007; Estetiche del Camouflage (a cura di Chiara Casarin e Davide Fornari), ed. Et al., Milano 2010; Las Bodas de Canà en Venecia. Autenticidad de un facsimil in “Revista de Occidente” n. 345 Febbraio 2010, Fundaciòn José Ortega y Gasset, Madrid e BLM 2002>2010 ( a cura di) ed. Mousse Publishing, Milano 2010. Ha curato diverse esposizioni collettive e personali tra cui le più recenti In Equilibrio tra due punti sospesi di Silvano Rubino (Venezia BLM giugno 2010, catalogo Damiani), e Carlo Gajani (Museo Civico Archeologico di Bologna, maggio 2010, catalogo ed. dell'Archiginnasio) con Renato Barilli. Svolge attività di collaborazione alla didattica presso l' Università Ca' Foscari ed è docente di Arte Contemporanea presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Venezia. Dal 2009 collabora con la Soprintendenza B. A. P. di Venezia e Laguna.
  • andrea

    che tristezza

    • Alberto B

      è stato fantastico :)

  • luca

    le cose che produce sono banali e scimmiottano in modo imbarazzante opere di altri artisti

    • Lucy

      luca … fatti un gargarismo con l’idraulico liquido, puzzi di marcio

  • queste sono cose imbarazzanti prima di tutto per l’artista

    • Lucy

      ? Ma smettila