Decifra il comunicato stampa: l’evento è a Napoli alla Fondazione Morra. Di che si tratta, ditecelo voi perché noi proprio…

La notizia è: un nuovo evento alla Vigna San Martino, “annesso agricolo” – pressoché unico, in quanto situato nel cuore di una metropoli – della Fondazione Morra di Napoli. Titolo: Speculum Celestiale (che accomuna gli eventi presentati dal 2007 nella location), sottotitolo Dialettiche del naturale. Promotori Maurizio Elettrico, Domenico Mennillo e Raffaella Morra, per un […]

Veduta aerea della Vigna San Martino

La notizia è: un nuovo evento alla Vigna San Martino, “annesso agricolo” – pressoché unico, in quanto situato nel cuore di una metropoli – della Fondazione Morra di Napoli. Titolo: Speculum Celestiale (che accomuna gli eventi presentati dal 2007 nella location), sottotitolo Dialettiche del naturale. Promotori Maurizio Elettrico, Domenico Mennillo e Raffaella Morra, per un progetto strutturato su un’intera nottata, dalle 19:30 di martedì 21 giugno all’alba di mercoledì 22 giugno.
Cosa accade? Letture e pieces teatrali fino alle una di notte, pare, e poi musiche e danze a seguire fino allo spuntare del sole. Pare, perché il comunicato diffuso dalla encomiabile fondazione napoletana è la quintessenza dell’inintelleggibile, un capolavoro insuperato di sofismi dialettici che – anche con le migliori intenzioni – non ci hanno aiutato a capire bene cosa aspetti gli avventori.
E allora noi lanciamo con questa occasione una nuovissima tenzone: il concorsone DECIFRA IL COMUNICATO STAMPA. Sotto a chi tocca, il nostro commentario è aperto, si accettano anche traduzioni di stralci, o chiavi interpretative a beneficio della collettività lettrice. E non mancheranno altre puntate, statene certi…

La cultura occidentale ha discusso per secoli la definizione del termine Natura, spesso ponendo la questione in comparazione antagonistica tra due poli; questo dualismo ha di volta in volta distinto la natura e l’uomo, la materia e lo spirito, l’umano e il non-umano e così via, ragionando su sistemi separati e definendo in questo modo una ‘schizofrenia dell’anima’ che ha frammentato il mondo fisico ed il regno mentale. Spogliata dalle visioni mistiche e razionalistiche che l’hanno a lungo allontanata dal progressivo vivente, la dialettica del naturale risponde invece alla trappola dicotomica attraverso lo sviluppo cumulativo delle mediazioni; il sistema sensoriale ci immerge nel mondo, il corpo è pervaso da un continuo feedback che lo espone ad un’alleanza imprescindibile e la biodiversità diviene così nelle mani dell’uomo un vocabolario di componenti primigenie, ancestrali e biologicamente fondate ossia innate. La grande ricchezza dell’uomo nasce dalla sua capacità di costruire ibridazioni con l’alterità ed è proprio nell’andare oltre lo specchio che si caratterizza la peculiarità umana di ibridazione, quel non-equilibrio culturale o apertura di sistema che consente di portare in superficie le più autentiche prestazioni espressive dell’uomo. L’umanità si costituisce attraverso l’abbandono della solitudine ed il piacere della connessione con il diverso, un corpo plurale capace di apportare nuovi stati di non-equilibrio e di rafforzare la pulsione coniugativa con il mondo. Un ribaltamento positivo dell’hybris che da rischio o incapacità di contenersi in una forma diventa motore di coniugazione con il mondo, accettando pienamente la trasformazione e l’incertezza del futuro”.

Insomma, fermo restando che l’evento sarà imperdibile e memorabile come tutti quelli alla Vigna, ma che succede domani notte a Napoli?

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  • raffaella

    E la sinestesia? l’hai tagliata??

    Speculum Celestiale Dialettiche del Naturale, organizzato dalla E-M Arts e dalla Fondazione Morra, attiva le capacità sinestetiche, permette ai sensi di percepire aesthesia insieme syn liberamente; chi partecipa alla notte Dialettiche del Naturale ha la possibilità di varcare la soglia e modificare seppur temporaneamente le proprie performances cognitive: sentire i ritmi incalzanti dei colori della natura, assaporare il suono delle poesie, percepire tattilmente il sapore dei cibi, visualizzare i timbri e le altezze della musica, odorare i movimenti della danza, ed alterare l’equilibrio del corpo verso stati gassosi di materialità.

    Questo il programma
    cominceremo alle ore 19.30 con una breve passeggiata per il percorso arboreo (esemplari giovani di piante da frutto ormai dimenticate tipo biricoccolo vesuviano e gli azzeruoli)
    verso le 20.30 si svolgeranno due happening di poesia con Salvatore Castaldo e con Giulia Scuro
    a seguire la performance Crisalide di Rosaria Castiglione
    Tutto alla terrazza delle rose.
    a questo punto sarà buio e conviene avere con se una piccola torcia (noi dell’organizzazione scorteremo le persone ma è meglio esser indipendenti)

    Lungo la salita ci fermeremo per assistere alla performance di Mary Zygouri per poi arrivare alla Piana della Catalanesca.
    Qui si svolgerà una cena artistica (a base di carni poco comuni tipo coglioni o code di toro) che si protrarrà fino alle 3.
    Inoltre ci saranno altri due interventi di poesia di Paul Sakoilsky e di Mauro Papagni.

    Verso le 24:30 passeremo alla sezione musicale con Nino Bruno e le 8 Tracce, con un’esecuzione di Danza Buto di Marie-Therese Sitzia

    Dalle 2:30 alle 6:00 sezione Techno sofisticato con due Dj austriaci, Stefan Draschan e Christian Wandling.

  • nemesi

    raffaella, sei la numero UNO!

  • mario casanova

    Bello, ma forse un po’ complesso per il popolino; tanti e importanti spunti tematici per cercare di definire l’identità dell’uomo nel suo rapporto con il naturale o l’istintuale

    • Non è complesso per il popolino di cui io ad esempio faccio parte.
      Pur non essendo un genio o un idiota si fatica a capire non tanto il senso di quanto scritto cosi’ artificiosamente ma il reale intento di chi l’ha scritto.
      Raffaella, che è ancora in tempo, se gentilmente rivedesse il comunicato avendo un occhio di riguardo per chi deve non solo leggere ma sentirsi attratto dall’iniziativa, farebbe un atto concreto di coniugazione con l’umanità.

  • raffaella

    finalmente!!! esiste ancora una intellighenzia!!!!

    scrivetemi alla mia email che vi scrivo nella lista invitati!!!!

    ahhah…

    das teuflische bankett
    di PAUL RENNER

  • anna

    molto incuriosita!
    bisogna iscriversi in qualche modo quindi?

  • Il decentramento, alias come porre tutti i cittadini italiani nelle stesse condizioni di partenza, offrire a tutti le stesse opportunità di mettersi in gara,questa è la democrazia. Se non si raggiunge questo saranno sempre le varie lobby ( economiche, politiche) a fare le scelte:

  • Aidi

    Il critichese é uno dei mali della ” nostra” professione. Ci allontana ancora di più dal pubblico. E diventa tutto un soliloquio tra critici ed artisti che si parlano addosso.

  • Redazione

    è evidente il sorriso con il quale abbiamo proposto questo articolo. Ovviamente nulla abbiamo contro la Fondazione Morra, che anzi adoriamo e della quale apprezziamo l’ironia!

  • chiara

    Credo nell’accessibilità formale e concettuale dei contenuti e della comunicazione ma credo anche nella giusta descrizione di un evento che è sicuramente unico nella sua realizzazione e per i contenuti esperenziali che propone, direi che può essere anche fatto un minimo sforzo anche dai ‘non addetti ai lavori o dai fruitori occasionali’ per capire un comunicato stampa che è sicuramente denso ma pieno di spunti… in secondo luogo, spesso l’inintellegibilità immediata si può trasformare in un interessante stimolo per una sana curiosità.
    Fondazione Morra unica e irripetibile!

    • Chiara, ha ragione, quel comunicato ha anche, ma che dico anche, soprattutto una funzione educativa, non me ne ero accorto.
      E ora che mi ci fa pensare quel comunicato ridefinisce anche le tecniche di comunicazione trasformando l’inintell(i)gibilità come risorsa non solo nei segni ma anche nelle parole. Mi rammarico di aver pensato anche solo per un attimo che quel comunicato fosse un mero esercizio di stile.

      • chiara

        Non credo che un comunicato stampa debba avere necessariamente una funzione educativa ma sicuramente una funzione descrittiva e informativa -e mi pare che i riferimenti, le spiegazioni e le informazioni non manchino- ammesso e non concesso che ci possa essere dell’esercizio di stile lo stile ci vuole sempre! e non è detto che un comunicato stampa debba assomigliare ad un headline pubblicitario…

  • LorenzoMarras

    Non comprendo perche’ questo invito alla decifrazione. Quando ci si riferisce alla natura è bene non affidarsi a nessun logos che potrebbe unirsi ad essa.
    Perche’ , occorre riconoscere , che il confondersi con la stessa implica carnalizzare lo stesso pensiero che è l’atto piu’ gravido di pericoli che esista, in primis quello di incorrere nella dis-misura riducendosi ad un Tutto e di conseguenza , non riconoscere l’altro o meglio la diversita’ dell’altro.
    Nel testo c è indubbiamente molto euforia verbale ma se mi è consentita una sintesi, intravedo in esso il disegno di scongiurare il pericolo che ho scritto sopra. Vedo nello stesso una assonanza di intenti molto vicina al pensiero di Levinas.

  • Maya Pacifico

    Brava Raffaella, bellissima iniziativa!! Non bisogna per forza essere laureati per capire il tuo comunicato stampa, basta avere un pò di cultura! Qualità sempre più rara!

    • chiara

      sottoscrivo in pieno, questa qualità latita…

    • crow

      Beata te Maya
      Quanto sei colta
      Ma come fai?
      Tu capisci tutto al volo, c’è poco da fare…
      Sei superiore oh, è un fatto…

    • lorenzo

      gentile maya, “un pò” si scrive con l’apostrofo: un po’.

      lorenzo

  • gonzalo pirobutirro

    Totalmente priva di conoscenze tecniche in campo musicale, ascolto da qualche giorno su Radio3 le “lezioni” di Michele Campanella su Liszt e graggo grande piacere e proficue informazioni dalla sua aurea semplicità. Dote che mi pare manchi nel testo di Morra. L’intento ludico di Artribune era palese, ma inconsapevolmente (ri)porta l’attenzione su problemi importanti: quello della divulgazione (non è obbligatoria, eh: se vuoi startene nella tua nicchia sei liberissimo, basta solo non pretendere, poi, di essere riconosciuti come operatori culturali di spicco sul territorio), dell’incomprensibilità di un “critichese” spesso finalizzato a mascherare l’assenza o l’inconsistenza dei contenuti (e in tal caso è poco educato nei confronti del pubblico). Di certo, atteggiamenti spocchiosi come quello di Maya Pacifico non sono utili alla causa dell’arte, anzi risultano controproducenti, nonché emblematici del fatto che l’erudizione non sempre si traduce in cultura.
    Se proprio devo rompermi il cervello per capire un testo, perdonatemi ma preferisco Gadda, che almeno sapeva quello che scriveva. Qualità sempre più rara.

  • gonzalo pirobutirro

    Totalmente priva di conoscenze tecniche in campo musicale, ascolto da qualche giorno su Radio3 le “lezioni” di Michele Campanella su Liszt e traggo grande piacere e proficue informazioni dalla sua aurea semplicità. Dote che mi pare manchi nel testo di Morra. L’intento ludico di Artribune era palese, ma inconsapevolmente (ri)porta l’attenzione su problemi importanti: quello della divulgazione (non è obbligatoria, eh: se vuoi startene nella tua nicchia sei liberissimo, basta solo non pretendere, poi, di essere riconosciuti come operatori culturali di spicco sul territorio), dell’incomprensibilità di un “critichese” spesso finalizzato a mascherare l’assenza o l’inconsistenza dei contenuti (e in tal caso è poco educato nei confronti del pubblico). Di certo, atteggiamenti spocchiosi come quello di Maya Pacifico non sono utili alla causa dell’arte, anzi risultano controproducenti, nonché emblematici del fatto che l’erudizione non sempre si traduce in cultura.
    Se proprio devo rompermi il cervello per capire un testo, perdonatemi ma preferisco Gadda, che almeno sapeva quello che scriveva. Qualità sempre più rara.

    • chiara

      si può leggere Gadda come comunicati stampa tutt’altro che inconsistenti nei contenuti…più che rompersi il cervello basterebbe approfondire. Attitudine sempre più rara.

      • Chiara, io questo scambio di vedute sull’uso di un determinato linguaggio in ambito culturale lo chiamo approfondimento, non so lei.
        E poi invito tutti a leggere le critiche come punti di vista differenti e legittimi, anche quando questi provengono da persone che non hanno una cultura vasta ma solo mediamente passabile. Che poi gli esami si fanno su tante materie, ad esempio io nel fissare mensole in casa sono un luminare.

  • gonzalo pirobutirro

    “graggo” sta per “traggo”, mi sa che ha ragione la Pacifico, c’è troppa ignoranza in giro

  • mario

    non c’è niente di meglio della semplicità. e c’è poco da scherzare (cara artribune – tra l’altro mi compimento per il cartaceo, veramente brutto, era meglio il vostro vecchio exibart). Tutto quello che è scritto in quel comunicato si può scrivere chiaramente e semplicemente. Ma ovviamente solo i “migliori” sanno affrontare e spiegare con semplicità anche le tematiche più ostiche, e su questo c’è poco da discutere. Però almeno ogni parola dovrebbe essere usata perchè “necessaria”, non per darsi un’apparenza intelligente, acuta o non so che… e questo vale specialmente per la comunicazione e l’informazione – campo nel quale rientra un pr. Che necessità c’è, per esempio, di essere tanto ridondanti da scrivere “comparazione antagonistica tra due poli”. Oppure perchè essere così contorti da dire “la dialettica del naturale risponde invece alla trappola dicotomica attraverso lo sviluppo cumulativo delle mediazioni”, o ancora “la biodiversità diviene così nelle mani dell’uomo un vocabolario di componenti primigenie, ancestrali e biologicamente fondate ossia innate”. E poi, mi chiedo, questo comunicato, se inizia esattamente come ha riportato artribune, è un puro fallimento, perchè sappiamo tutti che bisogna essere il più possibile pragmatici nelle prime tre righe. E se l’inizio è quello riportato da artitribune, be, potrebbe essere stato copiato dall’incipit di una qualsiasi tesi universitaria = zero personalità e volontà di dichiarare veramente ed apertamente le intenzioni di un curatore e/o artista e/o progetto. Z E R O Ed è un peccato perchè probabilmente il progetto in se è interessante, se non è concepito dalla stessa persona che ha scritto il comunicato ovviamente!!

  • gonzalo pirobutirro

    lo scorso anno la Fondazione Morra ha ricevuto dalla regione Campania circa 40mila euro di contributi (37.236 per la precisione). cosa abbia offerto in cambio ai contribuenti campani non si deduce facilmente dalle attività registrate sul sito (non aggiornatissimo alla sezione “eventi”), ma se si prova a fare un riepilogo delle newsletter inviate dalla fondazione si vede come la maggior parte riguardi la richiesta del 5xmille. altre iniziative sono le solite da 10 anni a questa parte, né c’è ragione di non credere all’esistenza di una attività “commerciale” del medesimo Morra. naturalmente, questi sono ragionamenti da persone ignoranti e il popolino, si sa, quando gli si tocca la tasca diventa meschino, anche quando c’è di mezzo la cultura. il popolino si chiede dunque come possa un ente di così grande e riconosciuta importanza culturale promuovere le proprie iniziative in modo così criptico, quasi a generare il sospetto che le iniziative medesime siano destinate alla solita conventicola di vomeresi e posillipini desiderosi di passare una serata al fresco (della vigna, naturalmente)

    • Un momento, nessuno aveva accennato alla presenza di una vigna!
      Allora posso venire anche io privo di cultura specifica e di lauree in materie filosofiche letterarie. In passato ho fatto diversi lavori di potatura e manutenzione su simili coltivazioni e posso esibire una foto che mi ritrae alla tenera età di 8 anni con una gerla sulle spalle.
      Tra l’altro questo dimostra che già trentacinque anni fa mi cimentavo nel dualismo che ha di volta in volta distinto la natura e l’uomo, la materia e lo spirito, l’umano e il non-umano e così via.
      Ci sto troppo dentro. Sono felice.

  • LorenzoMarras

    ajo’ Podda bando alle ciance , di la verita’ che vuoi bere vino buono ed a scrocco . Lo sanno Tutti che nel vino non c è solo corpo.

  • gonzalo pirobutirro
  • Maya Pacifico

    Non si può neanche nominare la cultura che subito si viene tacciati di essere spocchiosi? E di quale territorio stiamo parlando? Ah!! DI Napoli!!! Qualcuno crede davvero di essere al centro del mondo!!

    • Punto

      “spocchiosa” . ha l’ardire di scrivere di cultura e poi mi cade su un “pò” scritto proprio così: accentato.. un po’ poco Signora Maya

  • maya pacifico

    Allora lo scrivo senza accento e senza apostrofo.. proprio come il Po… un fiume vasto e senza fine come la cultura, un fiume per dissetare la propria sete di sapere. Un Po che sta a nord… certo bisogna arrivarci, uscire dal proprio ristretto orizzonte. Caro punto se mi dai l’indirizzo ti mando una cartolina!