Ultimo round per le aste newyorkesi. Phillips de Pury conferma la selettività del mercato

È toccato a Phillips de Pury & Company concludere la settimana di aste arte contemporanea di New York, con un buon risultato di 94.8 milioni di dollari, rispetto alla stima pre-vendita di 84-120m. 38 dei 50 lotti offerti hanno trovato un compratore, con 19 pezzi venduti al di sopra del milione di dollari e un […]

Warhol e Basquiat - Third eye

È toccato a Phillips de Pury & Company concludere la settimana di aste arte contemporanea di New York, con un buon risultato di 94.8 milioni di dollari, rispetto alla stima pre-vendita di 84-120m. 38 dei 50 lotti offerti hanno trovato un compratore, con 19 pezzi venduti al di sopra del milione di dollari e un top lot che ha sorpassato i 25m, ovvero il dipinto Liz #5 di Andy Warhol, appartenuto ad Ileana Sonnabend fino alla sua morte, prima volta che un pezzo della sua collezione arriva all’asta.
Third Eye, dipinto nato dalla collaborazione tra Warhol e Basquiat, ha più che raddoppiato le stime iniziali, raggiungendo i 7 milioni. Un altro Warhol, Flowers del 1964, venduto nel 2007 a 5 milioni, è stato battuto alla stima minima di 8.1 milioni.
L’altro highlight della serata, Still life with Mirror di Roy Lichtenstein, è stato aggiudicato a 6.5 milioni, corrispondente alla sua stima minima, come anche Crashed (Wayward Nurse) di Richard Prince, battuto a 4.5m e  Green White di Ellsworth Kelly a 3.5m.
Hanno invece superato molto le stime opere più recenti di artisti come Jacob Kassay (290.500 vs 60.000), Wade Guyton (422.000 vs 200.000), Albert Oehlen (506.500 vs 250.000), George Condo (842.500 vs 500.000), Kelley Walker (314.500 vs 150.000).
Tra gli invenduti troviamo Night Follows Day di Damien Hirst, Untitled (F48) di Christopher Wool, Untitled Film Still n.9 di Cindy Sherman, Evil Eye di Marlene Dumas, Mappa di Alighiero e Boetti, e ancora Rudolf Stingel e Richard Tattle. Probabilmente perché di minore importanza rispetto alle opere offerte questa settimana, o in qualche caso sovrastimati, marcando sempre più il fatto che i compratori stanno diventando molto selettivi

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.