Updates Salone: dai samurai a Van Der Rohe, passando per Palermo. New design by Oji

Oji è il nome di una stazione della metropolitana di Tokyo. A leggerlo in italiano diventa “oi”, che, – come spiega Giuseppe Pulvirenti, palermitano, art director e co-fondatore del nuovo marchio insieme all’ebanista Carlo Caruso Jr – in siciliano antico significava “oggi”.  Dal Giappone al Sud Italia, unendo modernità e tradizione, presente e passato, innovazione […]

Giuseppe Pulvirenti, Good ideas never die - A picture of Oji, installazione galleria Antonio Colombo, Milano 2


Oji
è il nome di una stazione della metropolitana di Tokyo. A leggerlo in italiano diventa “oi”, che, – come spiega Giuseppe Pulvirenti, palermitano, art director e co-fondatore del nuovo marchio insieme all’ebanista Carlo Caruso Jr – in siciliano antico significava “oggi”.  Dal Giappone al Sud Italia, unendo modernità e tradizione, presente e passato, innovazione strutturale e concezione artigianale. Forme pure e spirito fusion, per questa nuova linea di home design, che si misura con il concetto di classico.

Happy 2011 by Oji from Oji | Good ideas never die on Vimeo.

I sistemi modulari di contenitori richiamano la Katana, lunga spada giapponese con lama curva, oppure i tagli del Tanto, pugnale usato dalle mogli dei samurai per proteggere l’onore. Poi si torna in Europa, con il peggiore incubo di Mies Van Der Rohe, sacerdote del “less is more”. I Mies’ Nightmare sono tavoli minimalissimi, ma con l’inganno: i piedi torniti dall’aria barocca, tormento della linearità “skin and bone”, sono nascosti dentro una struttura in plex semitrasparente. E non poteva mancare la Sicilia con Per grazia ricevuta, specchi in acciaio inox che giocano con simboli del folklore religioso locale, ex voto e ninnoli apotropaici.

Oji vs Milan Design Week from Oji | Good ideas never die on Vimeo.

Oji è a Milano per il Fuorisalone con Good ideas never die / A picture of Oji, installazione al confine tra arte e design ospitata dalla galleria Antonio Colombo. Oltre ai prodotti ci trovate dei video in stop motion (realizzati da cut&paste) che fanno il verso ai film muti di inizio Novecento, fra teatro delle ombre, carovane di giocattoli minacciosi, scritture impalpabili di piume. E poi le fotografie di Stefania Romano, che ha interpretato l’essenza del brand con il suo consueto sguardo onirico.

– Helga Marsala


 

Dal 12 al 17 aprile 2011
Good ideas never die  A picture of Oji
installazione di Giuseppe Pulvirenti per Oji
fotografie di Stefania Romano
Galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea
Via Solferino 44 – Milano
www.colomboarte.com


 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.