Gragnuola di dichiarazioni contro. La fantomatica Biennale di Scultura di Roma impallinata da tutti, su su fino al Ministero

Ci scuserete se vi tediamo con la terza tribnews riguardante la bizzarra storia della Biennale di Scultura di Roma, ma si tratta pur sempre del primo importante scoop di Artribune e dunque lasciateci un attimo qui a gongolarci quando vediamo che il nostro lavoro di inchiesta ha ricondotto a più miti consigli amministrazioni comunali, soprintendenze […]

La scultura di Seward Johnson all’Eur

Ci scuserete se vi tediamo con la terza tribnews riguardante la bizzarra storia della Biennale di Scultura di Roma, ma si tratta pur sempre del primo importante scoop di Artribune e dunque lasciateci un attimo qui a gongolarci quando vediamo che il nostro lavoro di inchiesta ha ricondotto a più miti consigli amministrazioni comunali, soprintendenze e addirittura ministeri.
Dopo essere stata ripresa da Il Riformista, la nostra anticipazione sulla rassegna che doveva consegnare 30 spazi pubblici romani (i più preziosi e delicati) nelle mani di una incomprensibile selezione di artisti approntata da una galleria privata è finita sulle colonne della cronaca romana di Repubblica. In due giorni al quotidiano di Largo Fochetti sono arrivate le nette prese di posizione prima dell’assessore alla cultura del Comune di Roma Dino Gasperini (“semmai la faremo coinvolgendo i direttori dei musei, ma ad oggi la qualità non è adeguata“) e poi delle soprintendenze, delle direzioni generali (“è anche inutile parlarne“, ha dichiarato Federica Galloni) e del viceministro Francesco Maria Giro il quale si è sbilanciato anche a favore della auspicatissima rimozione di una scultura – gentile omaggio della solita galleria che avrebbe organizzato la Biennale – che da troppi mesi ingombra in maniera assolutamente inappropriata le archiettture razionaliste di Piazza Marconi all’Eur.
Che si riescano a prendere due piccioni (affossamento della Biennale e eliminazione della terrificante scultura) con una fava?

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