Massimo Bottura con Osteria Francescana da Sotheby’s. Cucinare ad arte

È il più grande chef italiano in questo momento. Con Osteria Francescana, il suo ristorante di Modena, ha avuto il secondo posto nella guida World’s 50 Best Restaurant 2015, ha le Tre Forchette del Gambero Rosso e le Tre Stelle della Guida Michelin.

la cucina di massimo bottura

Massimo Bottura è diventato famoso per le rivisitazioni della cucina tradizionale emiliana, che elabora con accostamenti sperimentali e una cura maniacale per la composizione, anche estetica. L’osteria che tanti anni fa ha rilevato è stata trasformata da ingegno, creatività e intuizione in una Mecca della cultura contemporanea, non solo del cibo. Da noi, spiegano alla Francescana, “i piatti sono decorati con riferimenti all’arte sperimentale, conditi con attinenza alla storia, alla politica e alla società e armonizzati con un sano senso dell’umorismo”.
Nelle sale del ristorante trovano dimora opere di Francesco Vezzoli (La Vie en Rose), Carlo Benvenuto (Tavolo e vetro) e Mario Schifano (Mappa del mondo), che sono poi state integrate da pezzi della collezione personale dello Chef. Turisti di Maurizio Cattelan è composto da tre piccioni veneziani imbalsamati – come se dovessero fare la cacca sui commensali – e sintetizza l’approccio irriverente di Bottura alla vita culturale italiana. Ma poi ci sono la serie minimalista Carta e inchiostro di Ceal Floyer, Half a sailboat painting di Jonathan Borofsky (letteralmente la metà di un quadro) e Bin Bag di Gavin Turk, opere ludiche coerenti con il menu di Osteria Francescana. L’ultima acquisizione della collezione è uno degli Spin Paintings di Damien Hirst a cui un piatto della carta fa omaggio, Bel vitello psichedelico, non grigliato alla fiamma (decorato con una salsa mentre il piatto è in rotazione).
Più che mai coerente quindi la presenza di Massimo Bottura da Sotheby’s, quando il novembre scorso ha deliziato gli ospiti di un’asta newyorkese con le sue originali creazioni. Lui però ci tiene a puntualizzare: “sono un artigiano piuttosto che un artista”. Intanto guardatevi nel video le delizie degli occhi e del palato che ha proposto.

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.