“Convinto che il confronto e lo scambio siano elementi fondamentali per una crescita artistica ho voluto offrire ai miei amici l’occasione di presentarsi alla città: i miei amici sono tutti quei giovani artisti, quei musicisti emergenti, quelle etichette discografiche indipendenti che si impegnano, con più talento di me, nell’innovazione delle arti visive e sonore.” Questo lo statement con cui Gianni Politi introduce il suo progetto per il Pastifico Cerere di Roma. Artista, già cimentatosi col ruolo di ideatore e “curatore”, proprio al Pastifico aveva presentato nel 2013 una mostra – “Il rituale del serpente” – accostando il suo stesso lavoro a quello di alcuni artisti della sua generazione, accomunati da un uso simbolico delle immagini. In quel caso, un’irrituale lettera allo spettatore introduceva il progetto, spiegando: “Le nostre personali mitologie ci accomunano molto più di quanto crediamo. Da qui la curatela associata e la condivisione dei medesimi dubbi…”.
Resta dunque un punto fermo, per Politi, quest’idea del condividere, dell’indagine generazionale, dell’auto osservazione che passa attraverso lo sguardo degli altri: gli artisti, i compagni di viaggio, gli amici. Gli stessi che sono stati coinvolti per questo nuovo progetto, dal titolo “I miei amici hanno più talento di me”.

Non una mostra, stavolta, ma una rassegna in quattro serate – dal 15 luglio al 9 settembre 2015 – organizzata presso la corte interna della fondazione romana, spazio simbolo del quartiere San Lorenzo. Al centro il rapporto fra arte e musica, declinato attraverso i lavori di personalità eclettiche, avvezze al crossing tra linguaggi creativi e orientate alla ricerca. Tutto in perfetto spirito collaborativo. Ogni sera un palinsesto che include una performance e un dj-set (Altarboy, Estasy, Gattonero, Heroin in Tahiti, Name / Age, Rawmance, Vostok Lake, Zerø) e delle proiezioni video (Lupo Borgonovo, Federico Del Vecchio, Pino Pipoli, Gianni Politi). Una boccata d’aria nuova, provando a restituire l’atmosfera più fresca e viva di un milieu autenticamente sperimentale, in cui il dialogo e l’appartenenza culturale diventino elementi chiave, anche nell’ottica di una lettura critica oggi, e di un’utile ricognizione storica nell’immediato domani.
Nell’attesa del secondo appuntamento, fissato per il 22 luglio, un breve video mette insieme appunti visivi e riflessioni, catturati durante l’evento inaugurale. “Credo sia fondamentale stringere un forte rapporto o un’amicizia, se si può, con altri artisti, giovani e non giovani”, spiega Emiliano Magg aka Estasy. “Credo sia fondamentale per l’artista, per il suo lavoro, scambiare il più possibile visioni, idee, fantasie. Senza scambio non ci sarebbe nessuna creazione, nessuna produzione”.

Helga Marsala

“I miei amici hanno più talento di me”
Fondazione Pastificio Cerere
via degli Ausoni 7, Roma
Ingresso libero – ore 19-23
www.pastificiocerere.it

Date:
mercoledì 15 luglio 2015
Live performance: Estasy
Djset: Rawmance
Video art projections: Lupo Borgonovo

mercoledì 22 luglio 2015
Live performance: Vostok Lake
Djset: Name / Age
Video art projections: Federico Del Vecchio

mercoledì 29 luglio 2015
Live performance: Heroin in Tahiti
Djset: Altarboy
Video art projections: Gianni Politi

mercoledì 9 settembre 2015
apertura: Gattonero
Djset: Zerø
Video art projections: Pino Pipoli

 

 

 

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.