La sua collezione Primavera Estate 2015 ha scelto di presentarla, a fine gennaio, lungo la passerella dello Spazio AltaRoma. E Antonio Grimaldi, per questo appuntamento stagionale, ha pensato a una carrellata di abiti ricercati, sensuali, ma anche a uno show molto. Un teatro floreale, un giardino incantato, con cui omaggiare un’idea di femminilità classica, persino mitologica: ceratura primaverile e leggiadra, immagine eterea di Madre Natura.
Per l’occasione lo stilista romano ha coinvolto i maestri artigiani della tradizionale Infiorata di Genzano, che sulla passerella hanno composto un mosaico di petali colorati: opera monumentale, srotolata lungo una pedana di 22 metri, un intermezzo di 1,3 metri e una quinta sviluppata in verticale, alta 3,9 metri e larga 1,8. In tutto quasi 50 metri quadrati di decorazione, ottenuta assemblando i petali di 14.500 garofani rosa, gialli, verdi e bianchi. A orchestrare e progettare il tutto il maestro Nando Gabbarini, coadiuvato da altri nove infioratori professionisti. Couture contemporanea, dunque, raccontata all’interno di una cornice magica, che arriva dal passato e dal gusto per la sapienza artigianale: una tecnica, quella degli infioratori, tramandata di generazione in generazione fin dal 1778.

Ed è, la cifra artigianale, un elemento che connota la ricerca di Grimaldi: i tessuti preziosi, finemente ricamati con cristalli Swarovsky, avvolgono fanciulle botticelliane, fra teli di tulle, organza, chiffon e leggerezze plissè mosse dal vento, mentre stampe all-over o completamente dipinte a mano evocano le fotografie di Irving Penn, concentrati di seduzione femminile e di ricercatezza classica. Gli anni ’40 e ’50 tornano anche nella lingerie, spesso visibile in trasparenza attraverso i capi svolazzanti: corsetti e guepière ricamati, intarsiati e in pizzo vestono soavi pin-up dell’alta moda.
E ancora rimandi alla natura con le camicie maschili, declinate al femminile grazie ai fiocchi e i lunghi strascichi, come ali delle libellule; e poi mini abiti in forma di corolle e bulbi appena sbocciati, bouquet di fiori e foglie in rilievo, ricami a filo su organze iridescenti, a restituire i baluginii di albe, crepuscoli e rugiade. Palette pastello, tutta risolta tra i verdi chiari, i violetto, i rosa cipria o albicocca, gli azzurri timidi, i bianchi e i beige. In chiusura, protagonista perfetto di una collezione vocata al romanticismo, un abito da sposa in tulle: trionfo di rouche e ricami, a comporre ramage di rose intarsiate. Una collezione che sceglie la classicità e che resta sui binari di certi codici noti, sia nella costruzione degli abiti che nell’immagine stessa della musa perfetta. Fra grazia e tradizione.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.