La musica, inconfondibile, è quella di Steve Reich, artefice di geniali architetture sonore, tra i padri del minimalismo americano negli anni Sessanta. La partitura cristallina, aerea ed ossessiva di “The Best Music Interpretation” è lo spunto da cui parte Frédéric Bonpapa per la sua sfida creativa: dare una forma visiva al suono, cavalcare l’ebbrezza della sinestesia e tradurre in immagini – perfettamente equivalenti – uno dei capolavori di Reich. Il risultato si chiama Light Motif, opera suggestiva che si è meritata una menzione d’onore all’ultima edizione di Ars Electronica, insieme a una sfilza di altri premi e partecipazioni, tra cui il titolo di “The Best Music Interpretation” a Multivision 2014.

Guardando alle ricerche di pionieri straordinari come Wassily Kandinsky, Oskar Fischinger, Norman McLaren e John Whitney, Bonpapa persegue l’idea affascinante della “traduzione” sinestetica, capace di attivare uno spostamento e una sovrapposizione sensoriale decisivi: vedere la musica, ascoltare i colori, muoversi tra il visibile e l’invisibile, tra l’udibile e l’inaudito, lungo i canali luminosi della percezione, forzati fino all’estremo. Armonie, accordi tonali, melodie e ritmi diventano, secondo logiche esatte, colori, forme, linee, apparizioni. Il tutto seguendo i codici costruttivi di Reich, le cui sequenze melodiche – brevissime ed incisive – si saturano, si allungano, si dilatano, lasciando spazio a improvvisi e impercettibili cambiamenti di tono e a graduali processi di alterazione.
Assolutamente ipnotica, totalizzante, magnetica, la trama sonora di Reich si trasforma, in questa composizione video, in un’articolazione di cromatismi accesi, di geometrismi, astrazioni e scene metafisiche, ripetuti in un loop infinitamente differente. Un rapimento breve come un lampo, innescato tra il timpano e la retina.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.