Procede a ritmo serrato il programma espositivo della GAM, Galleria d’Arte Moderna di Palermo, dedicato ai migliori mid career di origini siciliane. Mostre temporanee, allestite nelle tre sale adiacenti alla collezione permanente. Pittura, installazione, video, performance, stili e linguaggi differenti, nella lodevole scelta di affiancare alla missione conservativa del museo, tutta rivolta al Novecento, un impegno per il contemporaneo e, in particolare, per la scena isolana. Occasioni di valorizzazione ma soprattutto di ricerca e produzione: progetti spesso inediti, pensati per lo spazio, non di rado coraggiosamente sperimentali. Come nel caso della personale, appena inaugurata, di Fulvio Di Piazza.
Ci sono le tele, una selezione esatta che scandisce con misura il perimetro delle prime due sale, inghiottendo lo sguardo in un delirio di cromatismi accesi, preziosismi fiamminghi, dinamismi barocchi. C’è una pittura che non abbandona lo spirito fantasy di sempre e che pure è cresciuta, si è fatta ancora più densa, potente, non solo nella finezza tecnica – che da sempre fa di Di Piazza uno dei pittori più abili in circolazione – ma anche sul piano dell’estetica, dell’evocazione iconica, della qualità visiva, scenica, umana, narrativa.

L’Isola Nera di Fulvio Di Piazza è un momento di grande seduzione pittorica ed è anche un’avventura che va oltre la pittura stessa. Nella terza stanza compaiono, per la prima volta, la scultura e l’installazione. Una Sicilia nerissima, lavica, volutamente naïf e però tragicamente solitaria, nasce da un processo di accumulazione: cartapesta, detriti, macerie, per un nucleo scuro sospeso nel vuoto, da cui si diramano piccole creature acquatiche di carta e poi di nuovo flutti di colore, in un wall painting che aggredisce lo spazio e lo tramuta in una quinta scenografica caleidoscopica. Un grande affresco contemporaneo, che sfonda le pareti e le reinventa, intrecciando tecniche, materiali, figure, paesaggi, visioni.
L’Isola Nera vive così, in una terra di mezzo: tra la malinconia e la gioia, tra la rinascita e la morte, tra il nero denso e lo sfavillio dei colori, tra la durezza del destino e la spinta irriverente dell’immaginazione.

Helga Marsala

Fulvio Di Piazza, L’Isola Nera
testi di Alberto Zanchetta
GAM – Galleria d’Arte Moderna, Palermo – Via Sant’Anna 21
www.galleriadartemodernapalermo.it
fino al 1 settembre 2014
un progetto di: Ars Mediterranea
col sostegno di Galleria Giovanni Bonelli, Elenka

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • angelov

    E’ anche quasi difficile trovare aggettivi o parole per descrivere questa mostra che rappresenta più un evento culturale, che una semplice esibizione di lavori.
    Un vero asso nella manica, che si ritrovano ad avere sorprendentemente tutti i pessimisti che disperano in un futuro senza speranze.
    Una visione hollywoodiana che porta alla superficie quasi più di quanto si è normalmente in grado di immaginare, e così facendo amplifica le facoltà latenti nelle menti degli spaesati ed increduli spettatori che escono felicemente storditi dal museo.
    Meraviglioso e terribile; Scilla e Cariddi che ancora una volta, per noi contemporanei, fanno scintille…