Per il secondo anno di fila il design store londinese Design Junction sbarca a Milano con il suo evento Edit: marchi internazionali, allestiti in spazi storici della città, vivono nel contrasto tra antico e contemporaneo. Stavolta la location scelta è il settecentesco Palazzo Morando, nel distretto del design di Brera. Negli spazi sontuosi e imponenti dell’edificio trovano posto, tra gli altri, oggetti e complementi d’arredo di Modus, Innermost, EOQ, Stellar Works, Utopia & Utility, Flux, Resident, Baroncelli, Afghan Made, Adentro, mentre un paio di chicche accolgono i visitatori: un’area caffetteria allestita dall’azienda fiorentina La Marzocco, specializzata in macchine per l’espresso, e un servizio di bike tour, utile per perlustrare in libertà le tante sedi del Fuorisalone, a cura del negozio di biciclette londinese tokyobike.
Una delle protagoniste di Edit, già vecchia conoscenza per Design Junction, è la designer tedesco-finlandese Pia Wüstenberg: carattere, stile raffinatissimo e un approccio tanto colto, quanto originale. Il video girato da James Maiki per LS:N Global, poche settimane prima della prova milanese, esplora lo studio e il laboratorio di Pia, tra Amburgo e Wiltshire, lasciando che sia lei a raccontarsi, mentre la telecamera si sofferma sugli schizzi, gli oggetti, gli strumenti di lavoro.

Al centro c’è la nuova collezione di vasi, i “Branch Bowls”, presentata proprio per la design week meneghina. Creazioni partorite da una fantasia fervida e insieme poetica, giocando con i contrasti, forzando gli accostamenti e puntando sulla sensualità: colori accesi che catturano l’occhio, grazie anche alla trasparenza straordinaria del vetro soffiato e alle forme tonde, voluttuose. Inusuale l’abbinamento tra la nitidezza impalpabile del vetro ed il calore del legno grezzo: una contaminazione che si risolve nella sapiente fattura artigianale e nello studio attento delle armonie plastiche.
Durante il processo di lavorazione di ogni vaso, un robusto frammento di ramo viene inserito nell’imboccatura e plasmato sulla silhouette che si definisce via via, secondo il ritmo fluido della mano, del fiato, della fiamma. Il risultato è una collezione di oggetti ibridi, dal tepore e dalla forgia organica, ma dalla limpidezza ricercata: quasi elementi di un paesaggio incantato, in cui si fondono superfici pure e scabre, luminose e opache, esaltate dalla gamma di colori liquidi. Piccole meraviglie d’artigianato, i vasi di Pia Wüstenberg sono gemme sbocciate tra i sentieri di un bosco di fiaba.

Helga Marsala

www.thedesignjunction.co.uk

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • luna d’argento

    Ottimo articolo, come sempre, interessante, completo, preciso e puntuale…Affascinante il linguaggio descrittivo e anche poetico, che fa vivere le opere nei nostri occhi e nella nostra mente…Le opere descritte sono gioielli dell’arte e della fantasia creativa…Grazie ad Artribune che ci permette di aprire finestre meravigliose sul mondo dell’arte.