I Martedì Critici – incontro con Grazia Toderi
a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli
4 ottobre 2011
Auditorium di Mecenate, Roma
riprese e montaggio STUDIO RAY

  • mariellina

    “Guardare nello spazio infinito e chiedersi che cos’è, domanda..chiederti l’origine di chiedersi da dove veniamo dove andiamo messo assieme a tante altre cose ecc ecc..preso da altre storie altre cose ecc ecc”
    Mah…Io penso che il termine “ricerca” utilizzato per certi artisti sia sprecato…se l’artista vuol pensare e vuol sentirsi sgravato dal fare arte e lo affida ad altri consulenti tecnici,,,che ci sta a fare? Se uno vuole interrogarsi e vuole addentrarsi in speculazioni esistenziali profonde ci sono i filosofi e i poeti per questo e francamente lo fanno meglio .. l’artista deve lavorare…il pensiero banale non basta..anche se si cita il titolo di un capitolo de La montagna incantata di Thomas Mann…e considerare “finita” l’opera quando ci si “perde” e non si “capisce più niente”..poveri noi….

  • helga marsala

    L’artista non può addentrarsi in speculazioni profonde, ma deve solo lavorare manualmente? Ambè, andiamo bene. Da Duchamp in poi tutta spazzatura dunque. Che poi tutti gli Artisti hanno sempre fondato il lavoro sul pensiero… Banale sarebbe esattamente il contrario. E il fatto che ci sia un “tecnico” a coadiuvare il processo produttivo non significa che l’artista non abbia un ruolo centrale. L’idea è sua, l’orchestrazione è sua, il progetto è suo, il controllo di ogni dettaglio è suo. Ma nel 2011 stiamo ancora a parlare di queste cose?

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    LA COSCIENZA DELL’ARTISTA AUTENTICO
    helga, condivo in parte il tuo commento: Semplicemente, la qualità di un progetto curatoriale consiste nel rendere chiaro, tangibile e autonomo il pensiero dell’ artista. Com’è dato constatare oggi gran parte della critica d’arte e spesso inutile e dannosa per lo stesso’artista. Il critico anche se possiede i requisiti linguistici occorenti per argomentare e interpretare il linguaggio dell’artista, rimane comunque il fatto che è sempre una critica superficiale, soggettiva o arbitraria.

    Ciò è naturale, perchè il critico non possiede la stessa energia, la stessa potenza della coscienza dell’artista da cui scaturisce il pensiero che poi si traduce in linguaggio dell’arte. La società teme più di tutti, proprio gli artisti dotati di una coscienza autentica, non certo gli artisti osannati da curatori di anime morte che si si susseguono nei santuari dell’arte.

    La chiaccherologia di questi chiericii della critica non fa paura a nessuno. Mentre la coscienza è l’identità stessa dell’artista è’ qualcosa di a sè stante, perchè è libera, pulita e autentica. Per questo può far tremare il mondo. Può risvegliare le coscienze assopite. In parole povere, la coscienza dell’artista, a seconda delle circostanze, può innescare processi radicali di cambiamento. .

    Alla coscienza non sfugge nessuno artista, quando questa è autentica; può conoscere la paura, ma mai la servilità, può conoscere il marcio che serpeggia nel mondo dell’arte, ma mai il compromesso. La coscienza di un artista si stima e si ammira sempre in silenzio.

    Fa a meno di rumori sbandierati da questi chierici mediatici al servizio del nulla. Gli artisti dotati di linguaggio autentico non si prestano a facili compromessi per arrivare al successo mondano. Questi, al contrario delle star dell’arte spazzatura, saranno sempre disprezzati e umiliati, proprio da questo orribile star-sistem, ormai marcio e perverso come la nostra epoca ormai al tramonto infernale.

    • piero

      bel commento savino!

  • Isab

    “Gli artisti hanno sempre fondato il lavoro sul pensiero?”
    mah. mi pare abbastanza riduttivo negare che tutte quelle opere commissionate nei secoli non siano altro che roba da artigiani perchè prive del concetto dell’artista. Gli artisti spesso lavorano di intuizione di genialità, non sempre il lavoro viene pensato ma spesso creato in modo impulsivo,diviene espressione di emozioni proprie dell’artista. Artista spesso non consapevole di ciò che ha dentro,ma che riconosce poi sempre nell’opera finita parte di sè. Dunque anche una banale commissione diviene opera d’artista proprio perchè l’artista ci mette del suo lavorando direttamente sulla stessa.
    Banale è pensare che l’arte sia solo idea. Che tutto il resto possa essere costruito da un altro. Facile commissionare un pensiero e guardare gli altri lavorare..
    nel 2011 il basare la propria ricerca artistica sul fascio di luce di una proiezione piuttosto che sul contenuto della stessa, sull’ emozione che si prova davanti a una lampadina che si accende e si spegne,sullo spazio che è infinito e sconosciuto, su lavori finiti quando non si capisce più niente, mi lascia alquanto perplessa.
    Non ci vedo spessore,nè profondità… soprattutto considerando il tempo dedicato dall’artista alla produzione di queste opere per soddisfare e interpretare pensieri che sono ampiamente soddisfatti dal bagaglio culturale di tutti.. persino facilmente reperibili in tv in programmi come voyager o mistero ……

    • helga marsala

      gentile Isab,
      io con un artista che non pensa ma agisce solo d’istinto, senza avere consapevolezza ci ciò che fa, onestamente non vorrei mai lavorare.
      (comunque fa sorridere questa immagine naif dell’artista primitivo, un po’ incosciente, un po’ troglodita, mosso dal demone in corpo, magari sporco di fango e con la scintilla del genio nelle pupille… Vecchiotta, ma divertente).

      • davide

        quindi se Helga Marsala incontrasse Jackson Pollock , lo butterebbe via..?!
        Io no!
        Il panorama artistico oggi è formato da una percentuale bassissima di artisti e da una marea di curatori, critici, giornalisti, e affini. E’ chiaro che questa Marea Nera decreti la fine dell’arte legata al “pezzo” , al valore dell’opera in quanto espressione anche di capacità tecnica e neghi il ruolo centrale della figura dell’ Artista.
        Trovo molto attuale il detto “chi sa, fa. chi non sa , insegna” !
        Credo che i teorici dell’arte debbano un pò farsi da parte perchè sono lo specchio di una società contemporanea allo sbando. E’ un pò come l’economia-Il mondo è alla rovina perchè ci hanno fatto credere che la sola e unica strada possibile era un’Economia virtuale ! oggi ci accorgiamo che siamo fuori “dalla ragione”! i prodotti agricoli genuini e locali si buttano, a Sorrento ci mangiamo i Limoni Argentini – nulla è più legato alla concretezza della realtà e la situazione è quella che si legge sui giornali!!!!
        Per l’arte contemporanea è uguale! Vi accanite a farci credere che la comunicazione e la promozione siano più Arte dell’arte stessa e che il piacere che il singolo prova davanti ad un’opera che gli piace fosse solo per un gusto estetico personale è roba da trogloditi!
        Ecco quindi Cattelan ! Grandioso pubblicitario non c’è che dire ma che l’arte non sa cosa sia anche se guadagna miliardi!
        Cattelan esiste solo per far funzionare un sistema di economia virtuale e di potere- un grosso meccanismo autoreferenziale, una casta che sta ammazzando l’ARTE che per VOI arte non è solo e semplicemente per giustificare l’esistenza del vostro lavoro .
        I Parolai dell’arte Contemporanea sono come i Politici italiani, attaccati alle poltrone e convinti di essere insostituibili , la sola e unica via percorribile per il bene dell’umanità!

        • helga marsala

          ahahahah! ma quindi Jacson Pollock corrisponderebbe secondo lei a quell’immagine d’artista invasato, tutto istinto e niente pensiero?? magari buttava il colore sulla tela a occhi chiusi, guidato dal demone! Ma lei ha idea di cosa significhi gestire un lavoro come quello, dal punto di vista del controllo, della concentrazione, della gestione dello spazio, del tempo, della forma? E pensa forse che dietro l’espressionismo astratto non ci sia un pensiero? ma di che stiamo parlando? Oggesù.

          • davide

            Oggesù , ma che fai rigiri la frittata?! azzo!!!! ho parlato di Pollock proprio perche m’hai fatto incazzare con la tua presunta ironia sugli artisti che “si sporcano le mani” e mo sono io che non ho idea di cosa ci sia dietro l’espressionismo astratto?!!!e comunque ti sfugge il fatto che un giudizio sull’arte lo può dare chiunque abbia un minimo di cultura e…non hai studiato solo tu! invece , cara mia …quello che proprio non puoi atteggiarti a fare è dire a un artista cosa significhi gestire qualcosa di cui tu non hai manco idea di come si faccia! il limite è questo ! parlami dell’impatto sociale, di comunicazione di quello che vuoi ma abbi la decenza di non insegnare cosa provi chi crea! E comunque io criticavo un sistema , tu rispondi in modo assolutamente evasivo e poco pertinente alla tematica.

        • helga marsala

          per il resto, riguardo alla sua esasperata acredine contro i critici (lei è un artista? magari con qualche risentimento personale?), ribadisco che così come ci sono i parolai dell’arte, ci sono gli artisti truffaldini che non valgono due soldi. entrambe le categorie fastidiose. non vedo il senso di questa invettiva a senso unico.

  • helga marsala

    caro savino,
    così come ci sono gli artisti autentici e gli artisti vuoti, lo stesso dicasi per i critici. parli di “chiacchierologia” della critica… io potrei dire lo stesso sugli artisti allora… quante idiozie vedo in giro! trovo che il sano e fecondo scambio tra un critico e un artista sia una cosa preziosissima. I progetti si pensano insieme, ci si confronta, ci si annusa, ci si contesta, ci si supporta, si scrive, si riflette. Io sono un critico e un curatore e nel rapporto con gli artisti (quelli bravi) ho trovato la possibilità di un reciproco e bellissimo arricchimento. Queste banalità per cui il critico è un chiacchierone inutile non si possono sentire più. Lo star system è marcio, ma non certo per colpa dei curatori… ci sono i curatori cialtroni al servizio del nulla mediatico, così come ci sono gli artistelli da 4 soldi che si vendono per niente.
    Queste generalizzazioni non servono a nessuno. E posso assicurarti che c’è gente che fa dello studio, della scrittura e del rapporto con gli artisti non solo un lavoro, serio e puntuale, ma una ragione di vita.

    • Cristiana Curti

      Ottimo, Helga. Di buon senso e senza un plissé.

      • helga marsala

        grazie cristiana…

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Cara Cristiana, in breve: tanto per cominciare, il mio commento (a scanso di ulteriori equivoci) non vuole fare assolutamente di tutti critici, curatori, artisti un unico e indistinto fascio.

      Ovviamente, come ben sai, l’arte, come del resto tutte le cose di questo nostro pazzo mondo, presenta tante sfaccetature: ci sono pittori della domenica, da cavalletto, da asinello, come pure critici casalinghi, salottieri; quelli con l’erre moscia, curatori prestigiatori e improvvisati.

      Tutte queste figure cercano un ruolo in questo Mondo e vagano incessantemente tra le nebbie come ectoplasmi alla ricerca del proprio IO PERDUTO.
      Purtroppo non hanno una minima cognizione di cosa sia oggi il sistema dell’arte, tanto meno la conoscenza della storia dell’arte: uno straccio di teoria sui complessi fenomeni legati ai linguaggi visivi.

      Ma il problema di fondo non è tanto questo. Il nocciolo del mio commento è che oggi c’è un pezzo consistente di critica d’arte (l’elite che conta) che si occupa di descrivere il lavoro degli artisti: (progetti opere d’arte, sentimenti, coscienza) come se fosse l’esatto contrario di ciò che veramente gli artisti vogliono esprimere.

      E’ significativo che questi critici-curatori siano oggi rivendicati e difesi proprio da questo repellente e decadente “star-sistem”, cioè proprio da coloro che controllano e incarnano l’attuale mercato globale dell’arte. Questa critica d’arte, apparentamente disinteressata, (guarda caso), è invece molto interessata agli affari legati ai libretti degli assegni.
      con stima
      savino

      • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

        Scusami Cristiana,
        questo mio commento è girato a Helga Marsala
        un caro saluto
        Savino

        • Cristiana Curti

          Figurati, Savino, fra l’altro concordo in pieno con la tua disanima del reciproco rapporto “esiziale” (mortifero) fra “scartini”. Pessimi scribacchini raramente si occupano personalmente di grandi artisti, in effetti. Basta osservare bene e si vedrà che le migliori “commesse” ai buoni critici sono proposte dai migliori artisti direttamente. Ed è quello che io auspico sempre. Anzi, lancio un appello un po’ roboante un po’ no: artisti, se siete convinti del vostro valore, scegliete di essere coadiuvati da persone di valore, siete i primi a poter cambiare lo stato delle cose. Non lasciatevi facilmente sedurre dal nome di (presunto) grido, sappiate opporvi a chi non vale. I musei o i galleristi non sono particolarmente interessati a questo o quello, soprattutto se porterete “in dote” curatori di qualità. Siete voi la chiave per aprire nuove porte. Non lasciatevi intimidire.

  • mariellina

    “To whom it may concern”

    Sono “passata” per caso la scorsa settimana sul video dedicato a Adrian Paci proposto da questa rivista Artribune che apprezzo per contenuti e proposte. Mi è piaciuto . non conoscevo l’artista e ho trovato molto interessante il suo intervento e la pertinenza delle sue idee ai lavori che presentava. Per questo motivo ho visto il video di questa settimana e non ho potuto trattenermi dall’esprimere il mio commento (vedi sopra), tra l’altro previsto e richiesto in coda all’articolo.Confermo l’insipienza e l’insostenibile ingenuità che trapelava, a mio avviso, dall’intervista. Forse è solo un problema comunicativo, non ho nulla di personale contro l’artista, ma basta rivedere il video per capire che forse gli interventi dovrebbero essere un po’ più accurati..soprattutto se si è già inseriti nel “sistema” (Biennali ecc ecc)..
    Leggendo i commenti successivi noto una certa acrimonia e attacchi diretti a screditare le opinioni degli altri…io rispetto le idee di chi ha scritto dopo di me, visto che il formato permetteva di rilasciare un commento sull’argomento o sull’articolo o video, e non pensavo di subire un “processo” da altri scriventi..eventualmente dall’intervistata….
    L’artista che si pone al pubblico e che espone le sue opere deve aspettarsi le critiche…si sa che succede.. Se qualcuno, forse culturalmente più evoluto della massa, ritiene che il pensiero che sostanzia le opere presentate, già di per sè modeste e banali, (carina l’allusione a Voyager e Mistero…piuttosto Google earth con lucette disseminate) non sia interessante, qual è il problema? perchè allora concedere interviste, farne articoli e richiedere le opinioni ai lettori?
    L’Arte non è solo per gli addetti ai lavori, critici o artisti ma per tutti coloro che volutamente o occasionalmente ne vengono in contatto e hanno il sacrosanto diritto di esternare, se richiesto, le sensazioni,…quelle si genuine e sincere…
    ..a proposito dell’opinione “vecchiotta” quella dell’artista visto come essere agito dal demone creativo.. (si, il genio, la visione Romantica ecc ecc) penso sia quello che in cuor suo uno spettatore vorrebbe almeno poter credere possibile quando osserva l’opera di un artista, per non dover cedere al sospetto che invece si tratti solo di un vuoto o di un inganno malcelato, bieco calcolo, di banalità rivestite con un po’ di cultura buttata qui e là, titoli di romanzi importanti, forse mai letti e suggeriti, che riecheggiano in una testa confusa che asseconda i critici, i galleristi, il mercato, la moda e che per la prossima mostra passerà le ore a torturare il plesso emorroidario, non il cervello nè l’istinto, per rimediare qualcosa, per continuare a sperare di poter stupire gente distratta o complessata e mantenere l’irrinunciabile,quale che sia, posizione ottenuta..
    Cordialità. m

    • Kilgore Trout

      L’intervento di “Mariellina” mi pare perfetto e definitivo. Recentemente qualcuno ha chiamato CULTUROLOGIA questa tendenza al pastiche culturale come modalità (prediletta da molti giovani artisti) per imbastire l’opera – una modalità che in genere non produce opere né tanto meno idee. Ma il pubblico medio-colto dell’arte, distratto e nevroticamente aggiornato, inghiotte volentieri queste cose a basso contenuto calorico. H. Marsala ha ragione a spazientirsi delle generalizzazioni a base di sterotipi, tipo la contrapposizione pensieroXazione; ma vorrà riconoscere che oggi (in Italia più che altrove) è diffuso tra gli addetti alla mediazione artistica un pregiudizio altrettanto banale (e dannoso) contro tutto ciò che si presenti senza delle istruzioni per l’uso… Per brevità: ricordiamoci che fare, in arte, significa produrre pensiero.

  • hm

    – .a proposito dell’opinione “vecchiotta” quella dell’artista visto come essere agito dal demone creativo.. (si, il genio, la visione Romantica ecc ecc) –

    alla fine è molto più vecchiotta l’immagine dell’artista che si fa soggiogare da una parete bianca minimal e in preda all’indifferenza dissemina qua e là quadretti pietre e oggettucoli non pervenuti . roba da pensionati che raccolgono le conchiglie in riva al mare .

    • Cristiana Curti

      Dipende da quale parete e soprattutto dipende da quale artista…
      Ma il problema è: non piacciono le tecniche (in sé, alcune e non altre, queste e non quelle) o non piacciono i critici che devono individuarle e tradurle al pubblico?
      E perché tanta acrimonia per una frase assolutamente condivisibile come:
      “io con un artista che non pensa ma agisce solo d’istinto, senza avere consapevolezza di ciò che fa, onestamente non vorrei mai lavorare.”
      Qualcuno forse si sente offeso?

      • davide

        scusa e…..ma è lapalissiano, pure io non vorrei mai lavorare con un curatore che non pensa ma agisce solo d’istinto … !

      • hm

        acrimonia? boh ma parlavi con me? non l’ho nemmeno commentata quella frase . in ogni caso pollock è il tipico artista che ha sempre agito esclusivamente d’istinto, gironzolava ubriaco marcio o in perenne astinenza attorno alle tele drippando e spruzzando gocce di colore random e si fermava solo quando il suo istinto (o demone aka potenza divina) gli diceva di farlo . fine . alla fine sempre meglio di merde di piccione tipo cia twombly che i suoi sgorbi da cesso pubblico li faceva solo in modo razionale e calcolato .

        • hm

          a parte il fatto che agire d’istinto non implica non avere consapevolezza di ciò che si fa, quindi non capisco nemmeno il senso di tutta la polemica . e sono d’accordo con isa b —> http://www.youtube.com/watch?v=QPyVuAsSt1M

        • Cristiana Curti

          L’acrimonia non era la tua, hm. Non so perché il mio commento è finito esattamente sotto il tuo. Doveva essere nel capoverso sotto. Sono un disastro con questi post.

  • simone

    ma l’avete vista l’ultima mostra curata da savino marseglia curatore indipendente?
    marseglia curatore indipendente ci puoi dire cosa hai curato ultimamente? io sarei molto curioso di sapere cosa fai oltre a scrivere qui

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Caro Simone, l’ultima mostra che ho curato è stata quella sul SARCOFAGO della costruzione chiamata “ARTE”. Un’evento realizzato per quattro artisti e pochi spettatori. Il SARCOFAGO è un’opera che ricalca la più kafkiana della tragedia contemporanea: (arte della crudeltà, della derisione, dell’assurdo e dell’inazione). Ho rinchiuso nel guscio del sarcofago quattro presunti artisti.

      Dopo 24 ore di soggiorno obbligato… ho chiesto che cosa hanno provato? Risposta: “l’arte non assolve alcuna funzione in un ambiente statico”! Simone se vuoi vivere quest’esperienza unica, c’è posto anche per te1
      ah.. vuoi sapere di cosa mi occupo oltre a scrivere? Mi occupo della gestione del dolore per uscire dall’anonimato.
      saluti

  • simone