La riscoperta di Florence Henri. Alle Terme di Diocleziano

Terme di Diocleziano, Roma – fino al 31 agosto 2015. Centoquaranta immagini stampate da negativi originali. Per celebrare l’opera di un’artista, Florence Henri, interprete di una delle rivoluzioni culturali più importanti del Novecento.

Florence Henri, Portrait Composition, 1936 ca. - © Galleria Martini & Ronchetti
Florence Henri, Portrait Composition, 1936 ca. - © Galleria Martini & Ronchetti

FLORENCE HENRI: UNA VITA AL CENTRO
Le Grandi Aule delle Terme di Diocleziano ospitano un’esposizione dedicata a Florence Henri (New York, 1893 – Laboissière-en-Thelle, 1982), pittrice e fotografa riscoperta dalla critica a partire dagli Anni Settanta (ve ne avevamo parlato a maggio in occasione della mostra allo Jeu de Paume di Parigi).
L’artista raggiunge l’Europa abbastanza presto, dove vive i suoi primi anni tra la Slesia e Londra. Qui comincia a studiare musica ma, rimasta orfana, nel 1907 si trasferisce presso una zia a Roma, citta in cui ritorna più volte nell’arco della sua vita. Negli anni successivi raggiunge Berlino e Parigi, che le danno la possibilità di frequentare il Bauhaus e l’Académie Moderne fondata da Fernand Léger, concentrando i suoi studi sulla fotografia e la pittura.
In queste città, così come nelle tante altre visitate, incontra numerosi artisti, tra i quali Klee, Kandinsky, Mondrian, Arp e Moholy-Nagy. Queste personalità contribuiscono alla formazione della Henri, che si ritrova al centro delle più importanti esperienze artistiche della prima metà del XX secolo. Sintomatica è la sua prima partecipazione a una mostra nella Parigi della metà degli Anni Venti, un’esposizione con le tendenze artistiche più importanti del momento intitolata L’Art d’aujourd’hui: dal Cubismo al Futurismo, dal Costruttivismo al Surrealismo. L’eclettismo e il dinamismo innato portano l’artista a occuparsi anche di grafica e di pubblicità; le sue foto vengono pubblicate su numerose riviste e dal 1929, con il venire meno della rendita ereditata dal padre, comincia a tenere corsi di fotografia.

Florence Henri, Autoportrait, 1928 - © Galleria Martini & Ronchetti
Florence Henri, Autoportrait, 1928 – © Galleria Martini & Ronchetti

SPECCHI E FOTOMONTAGGI
Le diverse sezioni della mostra, dove troviamo anche qualche dipinto, hanno il merito di mettere a fuoco la complessa personalità artistica della Henri fotografa. Il tema del “doppio” dei suoi primi lavori è ben rappresentato dalle fotografie in cui l’artista usa lo specchio per dare all’immagine una nuova vita nella percezione dell’osservatore. Oltre ai numerosi autoritratti riflessi, realizza anche numerose Compositions, dove a “specchiarsi” sono alcuni oggetti di uso comune, prevalentemente di forma sferica o circolare, così come elementi della natura o l’architettura urbana, inquadrata spesso da una finestra. Già in queste opere è presente quella ricerca spaziale tipica dell’artista, quel debito compositivo verso le avanguardie storiche dei primi anni del Novecento, accomunate da un particolare senso della forma e della creazione dell’immagine.
Seguono altre opere che invece, grazie alla tecnica del fotomontaggio, scompongono e ricompongono una realtà con evidenti suggestioni metafisiche. È il caso delle fotografie che l’artista realizza a Roma durante alcuni dei suoi soggiorni nei primi Anni Trenta. In queste immagini la Città Eterna è vista attraverso il modo di sentire proprio della Henri, che preferisce lasciare scoperto l’artificio del fotomontaggio, caricando il risultato di una dimensione percettiva spaesante e misteriosa.

Florence Henri, Portrait Composition, 1936 ca. - © Galleria Martini & Ronchetti
Florence Henri, Portrait Composition, 1936 ca. – © Galleria Martini & Ronchetti

IL CORPO E IL VOLTO
Il suo interesse per lo spazio, le forme e la loro armonizzazione è ben visibile nei numerosi scatti dedicati al corpo umano. Una ricerca sempre presente nella sua poetica: si pensi ad esempio ai bellissimi e sensuali nudi di donna in mostra.
In vita l’artista fu molto famosa per i suoi ritratti. A Roma troviamo alcuni dei più interessanti, molti dei quali dedicati agli artisti che ha frequentato e conosciuto durante i  suoi pellegrinaggi attraverso l’Europa. In queste opere la dimensione psicologica del soggetto ritratto sembra spesso un potenziale di espressione di secondo piano, in quanto la Henri, nella costruzione dell’immagine, insiste palesemente sulla forma e sull’armonia degli elementi che la compongono. Ma a guardare più attentamente, senza il filtro intellettuale imposto dall’artista, anche i personaggi dei ritratti di cui non conosciamo il nome trasmettono un forte senso d’identità.

Calogero Pirrera

Roma // fino al 31 agosto 2015
Florence Henri
a cura di Giovanni Battista Martini
Catalogo Electa
TERME DI DIOCLEZIANO
Via Enrico de Nicola 79
06 39967700
ss-col@beniculturali.it
http://archeoroma.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-romano-terme-diocleziano

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44624/florence-henri/

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Calogero Pirrera
Calogero Pirrera (1979) è uno storico dell’arte specializzato in arte moderna e contemporanea, videoarte, didattica museale e progettazione culturale. Vive attualmente a Roma. Ha collaborato con la cattedra di Istituzioni di Storia dell’Arte della Facoltà di Architettura di Valle Giulia, con alcune gallerie come Il Ponte Contemporanea e LipanjePuntin, oltre che con Festarte – Festival Internazionale di VideoArte, che lo vede impegnato nella mappatura globale dei festival di videoarte con la rubrica “International Contest”. Ha all’attivo alcune pubblicazioni che indagano l’arte antica come quella contemporanea. Tra le mostre curate si ricorda "Il Duomo di Milano dalla Lombardia all’Europa", ospitata presso il Duomo meneghino nel 2005 e il relativo catalogo. Ha scritto e scrive per EosArte, TribeArt e Artribune.