Verso nuovi approdi. L’età dell’angoscia ai Musei Capitolini

Con “L’età dell’angoscia” la rassegna “I giorni di Roma” giunge al quarto appuntamento. La scelta curatoriale si focalizza su una stagione di snodo: oltre i fasti e gli splendori dei secoli d’oro dell’impero, verso la tardo-antichità. Un progetto di ampio respiro che si è avvalso della collaborazione di celebri musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, la Glypthotek di Monaco, il Louvre e due musei ateniesi: l’Archeologico Nazionale e quello dell’Acropoli. Diverse inoltre le opere concesse in prestito da musei nazionali e dai Vaticani.

Rilievo di Giove e Giunone Dolicheni, Iside, Serapide, Dioscuri, Sole e Luna, 250 d.C. ca. - Musei Capitolini, Roma - © Foto di Zeno Colantoni
Rilievo di Giove e Giunone Dolicheni, Iside, Serapide, Dioscuri, Sole e Luna, 250 d.C. ca. - Musei Capitolini, Roma - © Foto di Zeno Colantoni

IL CONTESTO STORICO-POLITICO
Il periodo su cui si concentra l’esposizione, dall’ascesa al trono di Commodo (180 d.C.) alla dissoluzione della tetrarchia (305 d.C.), costituisce una fase di profondi rivolgimenti politici, durante i quali si assiste a un progressivo ma epocale mutamento della sensibilità artistica: la transizione dal mondo classico all’arte tardo-antica propriamente detta.
Quello che emerge è un affresco interessante e variegato di un secolo spesso definito di “crisi” per via delle trasformazioni socio-politiche che lo contraddistinguono, ma in realtà carico di fermenti innovatori in vista degli sviluppi successivi.

IL RITRATTO DIVENTA INDIVIDUALE
L’articolazione in più sezioni consente di ripercorrere diversi aspetti della temperie culturale e figurativa presa in esame. Nella prima sala sono esposti oltre novanta ritratti degli imperatori in carica, delle loro mogli nonché di esponenti dell’aristocrazia. Superlativa la fattura del busto di Commodo, rinvenuto negli Horti Lamiani (all’Esquilino, vicino alla Stazione Termini), effigiato come un Ercole: con la clava nella mano destra, il capo avvolto nella pelle del leone e i pomi delle Esperidi nella mano sinistra, in ricordo delle relative fatiche. Degna di nota anche la capigliatura, di un effetto sinuoso e virtuosistico, ottenuta con l’impiego del trapano.

Busto di Commodo come Ercole, 192 d.C. - Musei Capitolini, Roma - © Foto di Zeno Colantoni
Busto di Commodo come Ercole, 192 d.C. – Musei Capitolini, Roma – © Foto di Zeno Colantoni

Nel corso del III secolo si assiste alla produzione di ritratti che puntano sempre di più sulla caratterizzazione individuale e sulla resa espressiva dei volti, come nel caso di Traiano Decio o di Probo. Gli occhi si fanno più grandi del normale, le pupille molto incavate, le capigliature maschili e le barbe più corte; anche le acconciature femminili assumono una forma caratteristica, rispondendo alla moda dell’epoca.

GUERRA, CITTÀ E RELIGIONE
La sezione successiva è dedicata all’esercito, importante protagonista del tempo; di grande pregio l’imponente statua in bronzo dell’imperatore Treboniano Gallo, uomo dalle spiccate doti militari come, del resto, molti imperatori del secolo.
L’area tematica La città di Roma raccoglie opere relative ad alcuni cambiamenti e interventi nell’assetto urbano, come la Forma Urbis Severiana (pianta della città su lastra marmorea) o la realizzazione della cinta difensiva delle mura aureliane.
Interessante l’ambiente dedicato alla religione: oltre al Cristianesimo, la Roma del tempo risente sensibilmente dell’influsso dei culti orientali (Attis, Mitra, Cibele), secondo un’affascinante dimensione sincretica.

Statuetta di Attis, II-III secolo d.C. - Rheinisches Landesmuseum Trier, Treviri
Statuetta di Attis, II-III secolo d.C. – Rheinisches Landesmuseum Trier, Treviri

VIVERE E MORIRE A ROMA
Si arriva quindi a un focus sull’aspetto abitativo e privato con una pregevole selezione delle decorazioni che ornavano le domus più sontuose.
Vivere (e morire) nell’impero e I costumi funerari costituiscono l’ideale suggello del percorso, testimoniando il manifestarsi di nuove tendenze nel gusto e nella scelta dei temi legati alla sfera ultraterrena.

Giulia Andioni

Roma // fino al 4 ottobre 2015
L’età dell’angoscia. Da Commodo a Diocleziano(180-305 d.C.)
a cura di Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce e Annalisa Lo Monaco
Catalogo Mondo Mostre
MUSEI CAPITOLINI
Piazza del Campidoglio 1
06 0608
[email protected]
www.museicapitolini.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41927/leta-dellangoscia-da-commodo-a-diocleziano-192-305-d-c/

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Giulia Andioni
Giulia Andioni (Roma, 1985) è storica dell’arte e guida turistica di Roma e provincia. Dopo la maturità classica, consegue la laurea triennale in Storia e conservazione del patrimonio artistico (con lode - tesi in Storia e tecnica del restauro) e quella specialistica in Storia dell’arte (con lode - tesi in Storia della critica d’arte) presso l’Università Roma Tre. Frequenta poi un master in tourism management e il Luiss Master of Art (III edizione) per approfondire le proprie conoscenze e contribuire alla realizzazione della mostra di fine corso “Osmosis”, frutto di un collettivo curiatoriale (Stazione Tiburtina, Roma). Dal 2013 scrive per Artribune e Artnoise (mostre e approfondimenti). Tra 2014 e 2015 ha svolto due stage: presso i Servizi educativi di Palaexpo (Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale) e nell’area della Promozione culturale della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, per la cui rivista online “Belle Arti 131” (n. 3/2014) ha redatto un saggio. Ha collaborato alle mostre “Azioni Antiche” e “Bengt Kristenson”.