I grotteschi gentiluomini di Peter Linde Busk a Roma

Monitor, Roma – fino al 21 marzo 2015. La seconda personale dell’artista danese Peter Linde Busk. Con una nuova serie di opere inedite che raccontano un’umanità sbiadita e dilaniata dal dolore.

Peter Linde Busk – Gentlemen - veduta della mostra presso Monitor, Roma 2015
Peter Linde Busk – Gentlemen - veduta della mostra presso Monitor, Roma 2015

Le statue in ceramica presenti di Peter Linde Busk (Copenhagen, 1973) potrebbero far pensare al visconte dimezzato, grottesco personaggio di Italo Calvino che di certo non ritorna indenne dalla guerra. Una dama e un messere smaltati di bianco brancolano con i loro corpi e le loro anime danneggiate, in equilibrio su improvvisati piedistalli (taglieri da macelleria) che recano, impresse, le tracce della violenza subita. I soggetti degli oli su lino e delle acqueforti non sono più rassicuranti: brandelli di individui si abbarbicano tenacemente alla loro donna in un groviglio di corpi distorti in pose patetiche, come accade nella reinterpretazione del Paradiso Perduto di Milton. I colori esangui attestano ancora un simulacro di umanità che via via sbiadisce, come se l’essenza dell’uomo fosse stata già risucchiata altrove. Lo struggimento delle posture dei personaggi di Busk stridono con la loro designazione di gentiluomini che l’artista ha voluto ironicamente attribuire loro.

Martina Lolli

Roma // fino al 21 marzo 2015
Peter Linde Busk – Gentlemen
MONITOR
Via Sforza Cesarini 43a-44
06 39378024
[email protected]
www.monitoronline.org 

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42350/peter-linde-busk-gentlemen/

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.