Estonia. Da Roma a Milano, fra mostre e padiglione nazionale

Complesso del Vittoriano, Roma – fino al 12 febbraio 2015. Una mostra che funge da testa di ponte. Perché “I colori del Nord: l’arte estone tra il 1910 e il 1945 dalla collezione di Enn Kunila” è il nobile pretesto per far conoscere un Paese ancora sottovalutato.

Ado Vabbe, Sulle Sponde del Lago, 1945
Ado Vabbe, Sulle Sponde del Lago, 1945

Un evento come I colori del Nord permette di conoscere un Paese europeo piccolo e incantevole: 1 milione 300mila abitanti, uscito dal grigio periodo sovietico nel 1991, entrato poi a far parte della Nato e dell’Unione Europea nel 2004, e che dal 2011 ha adottato l’euro come valuta nazionale.
La collezione del mecenate Enn Kunila arriva al Vittoriano di Roma per la prima volta, portando all’attenzione del pubblico italiano quarantacinque opere realizzate tra il 1910 e il 1945, il “periodo d’oro” della pittura e dell’arte estone. Il critico Arnaldo Colasanti ha ben sintetizzato lo spirito della mostra e la realtà rappresentata: “Studiando questa mostra abbiamo capito che la pittura estone non aveva soltanto un atteggiamento di grande fedeltà rispetto alle grandi capitali europee alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento, ma soprattutto aveva la necessità di saper vivere il proprio tempo, di diventarne sua contemporanea”.
Una nazione antica, parte fondante della cultura baltica, legata alla Scandinavia e al mondo tedesco, ponte verso l’oriente russo, ai primi del Novecento ambiente romantico e modernista attivo verso la ricerca di una maggiore autonomia e indipendenza dall’impero zarista: questa è l’Estonia che si riflette nella raccolta di Kunila e ci presenta un’idea dei processi di sviluppo socio-culturale e delle tendenze artistiche di questa piccola ma dinamica realtà dell’Europa settentrionale.

Enn Kunila
Enn Kunila

Con il progetto espositivo di Tõnis Saadoja, l’esposizione articola l’evoluzione del modernismo estone attraverso opere di diciannove artisti primo-novecenteschi, tra cui Konrad Mägi, Nikolai Triik, Hans Laikmaa. Eero Epner, curatore della mostra, sottolinea come “tutti i dipinti della collezione di Kunila siano orientati al colore. In termini di stile fanno soprattutto riferimento al post impressionismo, anche se una certa parte di essi è riferibile al realismo e all’astrattismo. Il paesaggio, e parlando in maniera più ampia, la natura, appare come la loro principale fonte di ispirazione. La ritrattistica della prima metà del XX secolo costituisce un gruppo separato”. Dal questo percorso si distingue quello delle opere realizzate durante gli anni della Seconda guerra mondiale, che appaiono come dipinti modernisti “pittoreschi”, evidenziate nel colore e nell’oggetto rappresentato (vita e natura idilliaca di tutti i giorni).
Le opere, dunque, trasmettono i sentimenti riflessi nelle stagioni e nei paesaggi: forme e contenuti di luci e ombre che determinano varie tonalità della malinconia, considerata l’atteggiamento caratterizzante l’animo estone. Fil rouge sotteso alla collezione è il legame instauratosi tra gli artisti estoni e l’Italia nel corso di un secolo, tra il 1840 e il 1940, avente come punti di arrivo l’isola di Capri e la capitale, Roma. Chi, come Ants Laikmaa, aveva previsto di fermarsi a Capri solo per un giorno e invece fu “costretto” dalla bellezza dell’isola a fermarsi per un anno e mezzo; altri, come Konrad Mägi, trascorsero agli inizi del 1920 vari mesi in Italia e iniziando una nuova fase creativa arricchendo la pittura estone di immagini veneziane, paesaggi romani, edifici capresi. Gli artisti estoni, innamorati dell’Italia, ne rappresentavano le bellezze antiche utilizzando tecniche artistiche moderne.

Konrad Mägi, Ritratto di donna, 1922-24
Konrad Mägi, Ritratto di donna, 1922-24

Come evidenziato dall’attiva presenza di Andres Kask all’apertura della mostra, nello spirito di questi artisti l’Estonia ha voluto marcare l’autopresentazione del proprio Paese e della cultura estone, che avrà il momento più importante della diffusione al pubblico italiano e internazionale con il Padiglione dell’Estonia ora in costruzione a Expo Milano 2015. La maquette di Gallery of Estonia accoglie il visitatore all’entrata della mostra: come ben detto da Kask, “il padiglione estone rispecchierà la propensione degli estoni verso la difesa e la tutela della natura e infatti sarà costruito in legno al 50% riciclabile. Esporrà tematiche relative al cibo, alle tradizioni antiche e alla modernità, come per esempio il rapido sviluppo nella settore dalla Infotecnologia”.

Andrea Carteny

Roma // fino al 12 febbraio 2015
I colori del Nord. L’arte estone tra il 1910 e il 1945 dalla collezione di Enn Kunila
a cura di Eero Epner
COMPLESSO DEL VITTORIANO
Via San Pietro in Carcere
06 6780664
[email protected]
www.italiaestonia.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42113/i-colori-del-nord/

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Andrea Carteny
Professore di Storia dell’Eurasia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma, è ricercatore universitario di Storia dell'Europa Orientale, abilitato come Professore associato in Storia Moderna. Ha insegnato Storia e Cultura delle minoranze nazionali in Europa presso la Facoltà di Scienze Politiche dello stesso ateneo e ha ricoperto il ruolo di Responsabile di Unità locale di ricerca presso l’Università di Teramo – dedicata alla cultura del “modernismo” e della “Belle époque” nell’Europa orientale e mediterranea – per il Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (Prin) “Imperi e Nazioni”. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia d’Europa ed è Segretario del Comitato di Roma per la Storia del Risorgimento Italiano. È ricercatore e visiting professor in atenei stranieri (Ungheria, Romania, Montenegro).