Liz Taylor non è un’icona pop. Kathe Burkhart ad Anversa

Annie Gentils Gallery, Anversa – fino al 31 ottobre 2014. Le “Liz” di Kathe Burkhart non si addicono a primi piani da copertina. Nel passaggio dallo schermo alla tela, infatti, la star del passato lascia il posto all’impeto tutt’altro che mansueto dell’eterno femminile…

Insieme a Marilyn Monroe è uno dei prototipi per eccellenza della celebrità da rotocalco, e perciò Andy Warhol ha contribuito a farne un’icona pop. Ma questo è l’ultimo degli aspetti di Liz Taylor che interessa a Kathe Burkhart (Martinsburg, 1958), che la ritrae da oltre trent’anni, su tele e carte, con l’assemblaggio di materiali tipico del suo impasto pittorico spurio (misto a stoffe, plastica, collage) e nel suo stile grafico-figurativo anti-raffinato, puntualmente corredato di turpiloquio. La serie – un work in progress di cui sono esposti 25 pezzi di piccole e grandi dimensioni – è molto più in sintonia con le pagine di Camille Paglia che con le serigrafie warholiane (secondo l’autrice di Sexual Personae, Liz incarna alla perfezione il femminile dionisiaco cui è dedicato il noto saggio).
Oggi l’immaginario comune attribuisce all’attrice un mero ruolo di diva del passato. E il punto, di fronte alle tante Liz della Burkhart, consiste proprio nel non tenerne conto: ritratto dopo ritratto, l’emblema della femminilità costruita a misura dei canoni hollywoodiani diventa lo specchio di una personalità complessa, di certo non pacificata, ma anche carica di forza e impossibile da omologare. Come ha sempre detto la Burkhart a proposito del suo alter ego: “È Liz, sono io, siete voi”.

Sara Boggio

Anversa, Belgio // fino al 31 ottobre 2014
Kathe Burkhart The Dead Celebrity and the Living Doll
Annie Gentils
40, Peter Benoitstraat
+32 (0)3 2163028
[email protected]
www.anniegentilsgallery.com

 

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Sara Boggio
Dopo la laurea in Lettere Moderne ha lavorato come writer, redattrice e traduttrice per diverse case editrici, in Italia e in Australia, dopo quella in Pittura è stata tutor di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Torino, ha curato una rassegna sulla graphic novel insieme al Circolo dei Lettori e alla Scuola Holden, numerose mostre per la galleria In Arco, e una serie di incontri e workshop dedicati al rapporto tra autismo ed espressione grafica. Collabora con la start-up Maieutical Labs per una piattaforma di e-learning multimediale sulla storia dell'arte e, nell’ambito dell’Università di Torino, con il gruppo di ricerca Remedia, che indaga il linguaggio psicopatologico con gli strumenti della linguistica. Traduzioni e contributi critici, in ambito linguistico e per la critica d’arte, sono stati pubblicati da «Italian Poetry Review», Ponte Alle Grazie, «Rivista di Estetica», Rizzoli, Skira.