Invernomuto, fra Vernasca e la Giamaica

Marsèlleria, Milano – fino al 29 novembre 2014. Il duo Invernomuto svela tutto il suo debito con le atmosfere di David Lynch. E lo fa in maniera matura, con una mostra che non è derivativa ma profondamente contemporanea.

Invernomuto, RUATORIA - installation view, 2014, Marsèlleria - Courtesy gli artisti e Marsèlleria, Milano - photo Giulio Boem

David Lynch ce lo ha mostrato in molti film: basta del fumo finto, dei flash di luce intermittenti per far sì che un interno, una scena apparentemente reale, spalanchi le porte a immaginari surreali e baratri allucinati. Lo ha compreso bene il duo Invernomuto, (Simone Bertuzzi, 1983 e Simone Trabucchi, 1982), che da più di dieci anni lavora coerentemente alla costruzione di un unico, lungo racconto che, partendo da elementi reali come luoghi, nomi e geografie documentate, ogni volta viene puntualmente fatto deflagrare utilizzando piccoli artifici, apparentemente semplici. Suoni, luci, oggetti non immediatamente riconoscibili e scampoli di video si amalgamano come nel Blob di Irvin Yeaworth, che nel suo flusso dirompente snida controstorie che danno vita a un nuovo organismo. Vernasca, la Giamaica, l’Etiopia, Il mito di Hailé Selassié e i monumenti coloniali fascisti fino alle decorazioni vernacolari da giardino e Lee Scratch Perry. Questa nuova personale “ri-edita” brani dei recenti lavori del “film” Invernomuto, che euristicamente trova un nuovo inizio con l’inedito Wondo Genet (2014), una sorta di microdocumentario. Sempre che si postuli che quello rappresentato sia il reale o sia destinato a diventarlo. È per questo che quella di Invernomuto è una mostra estremamente contemporanea. Perché libera ipotesi, possibilità, universi.

Riccardo Conti

Milano // fino al 29 novembre 2014
Invernomuto
MARSELLERIA
Via Paullo 12a
02 76394920
[email protected]
www.marselleria.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/39052/invernomuto/

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Riccardo Conti
Riccardo Conti (Como, 1979) è critico d’arte e free lance editor per numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali occupandosi principalmente di cultura visiva e sperimentazione audio e video. Ha curato diverse mostre per gallerie e spazi privati ed è autore di alcuni format televisivi riguardanti arti visive e cultura contemporanea. Ha insegnato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, e tenuto seminari presso altre università ed istituzioni quali NABA, IULM, e KHIO di Oslo, attualmente insegna presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano ed è docente di Visual Culture e Video Culture presso IED moda Lab. Dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.