Lina Bo Bardi in Triennale. Una mostra che tenta un omaggio

Videoproiezioni, foto retroilluminate, i metallici Exu e la rieditata Bardi’s Bowl Chair. Per una piccola mostra dedicata all’architetto di origini romane, dove cerca di riproporre un omaggio a una figura che si presenta “ridotta” rispetto al grande ruolo affidatole dalla Storia.

Lina Bo Bardi - Together - veduta della mostra presso la Triennale di Milano, 2014

Al primo piano della Triennale, di fronte all’ingresso al del Triennale Design Museum, negli spazi circoscritti dell’impluvium, un allestimento circolare prova a rievocare, a raccogliere il pensiero urbanistico, la progettualità paesaggistica, l’intuizione populista e l’approccio alla forma di uno dei massimi rappresentanti dell’architettura modernista brasiliana: Lina Bo Bardi (Roma, 1914 – San Paolo, 1992).
Il percorso, a cura di Noemí Blager, dal titolo Lina Bo Bardi: Together, dopo aver fatto tappa alla British Council Gallery a Londra nel 2012, arriva a Milano, rispettando i canoni ristretti dell’omaggio e ponendosi all’insegna di un indelebile, fin troppo manifesta variegatura del contributo esterno alla storia dell’architetto. Negli spazi a pianta quadrata, infatti, viene offerta al visitatore una nuova interpretazione, una visione filtrata e fin troppo esplicitamente sponsorizzata dell’opera di Lina Bo Bardi, attraverso il lavoro dell’artista Madelon Vriesendorp, dei film di Tapio Snellman e delle fotografie di Ioana Marinescu (principalmente sulla Casa de Vidro).

Lina Bo Bardi - Together - veduta della mostra presso la Triennale di Milano, 2014
Lina Bo Bardi – Together – veduta della mostra presso la Triennale di Milano, 2014

L’allestimento è suddiviso in due parti, l’una inserita nell’altra. La prima contenuta e aderente ai muri perimetrali, quadrati, della sala al primo piano. Alle pareti, infatti, le fotografie di Ioana Marinescu e il film di Tapio Snellman ricreano l’atmosfera della residenza privata di Lina, mostrando gli oggetti che l’arredavano, dai giocattoli alle opere d’arte ai materiali di riciclo; insieme anche l’esposizione della Bardi’s Bowl Chair: poltroncina disegnata come una sorta di nido, di ciotola avvolgente dalla Bo Bardi nel 1951 e oggi prodotta per la prima volta da Arper in edizione limitata.
Nella seconda sezione, inscritta all’interno di una cortina circolare di feltro grigio, l’installazione di Madelon Vriesendorp celebra l’approccio progettuale e culturale di Lina Bo Bardi. L’artista olandese ha selezionato oggetti sacri e appartenenti alla ritualità del quotidiano dai mercati di Salvador de Bahia, sviluppando, in merito, un workshop alla Solar do Unhão con le persone del posto, per la maggior parte bambini, attori che hanno mostrato, in occasione della prima esposizione del progetto, alcune delle opere realizzate su ispirazione.

Lina Bo Bardi - Together - veduta della mostra presso la Triennale di Milano, 2014
Lina Bo Bardi – Together – veduta della mostra presso la Triennale di Milano, 2014

Questa esperienza ha dato vita alla manifattura di figure dal formato quasi 1:1, totem rappresentanti i popolari Exu, divinità afro-brasiliane, popolari nella folk art, che con la loro presenza simboleggiano movimento ed equilibrio, inserendosi come figure di riferimento tra il mondo materiale e quello spirituale.
In mostra, appesi a una sorta di reticolo invisibile, a soffitto, numerose mani in carta realizzate dalla Vriesendorp indicano alcune citazioni tratte dagli scritti della Bo Bardi. Dettagli che riecheggiano un’abitudine, una consuetudine lavorativa dell’architetto naturalizzata in Brasile: quando voleva portare l’attenzione su un dettaglio specifico, nei suoi schizzi, disegnava una mano con il dito indice puntato.

Ginevra Bria

Milano // fino al 5 ottobre 2014
Lina Bo Bardi – Together
a cura di Noemí Blager
TRIENNALE DI MILANO
Viale Alemagna 6
02 724341
www.triennale.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37217/lina-bo-bardi-together/