La corte dell’arte di Giuseppe Stampone

GAMeC, Bergamo – fino al 27 luglio 2014. Il museo bergamasco custodisce i volti di cento protagonisti dell’arte contemporanea realizzati con la penna bic. Cento ritratti blu, rinchiusi in altrettante cornici bianche ed esposti a gruppi di venti. È la mostra di Giuseppe Stampone, nella sala che ospita da sempre i progetti degli artisti emergenti più interessanti.

Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014, 100 disegni, penna Bic su carta, 40x55 cm cad., Courtesy l'artista e prometeogallery di Ida Pisani, Milano/Lucca - Foto: Giorgio Benni

L’impatto è deciso e richiama immediatamente le carrellate dei dipinti rinascimentali che si possono ancora osservare in alcune case-museo delle nobili famiglie italiane. Ciò che affascina in primis, al di là dei significati, è l’incredibile resa fotografica dei lavori realizzati da Giuseppe Stampone (Cluses, 1972; vive a Teramo e Roma). Mezzibusti perfetti nella loro esecuzione stilistica e ancor più affascinanti se si considera il medium con cui sono stati realizzati: una penna blu, marca Bic.
Quale sia la biro non è un elemento così scontato, non solo perché si tratta di un mezzo grafico che Stampone usa da molti anni e con il quale ha già sviluppato diversi progetti, soprattutto ritratti, ma perché la Bic, storica azienda del settore, si è impegnata talmente nel progetto da mettere a punto una particolare tonalità di blu che contiene una percentuale di olio nella composizione.
La sala diventa a questo punto un gioco di sguardi e rimandi, nella successiva scoperta del “chi” è ritratto. Sono protagonisti dell’arte contemporanea degli ultimi decenni, tutti ripresi da immagini trovate su Internet e pertanto scelte dall’artista, non dai protagonisti. La prima è lei, la regina delle performance, Marina Abramovic, ripresa con uno scorpione sul volto. E poi via via tutti gli altri, da Ai Weiwei a Matthew Barney, da Vanessa Beecroft a Maurizio Cattelan, da William Kentridge a Jannis Kounellis. Alcuni sono corredati da inconfondibili segni di riconoscimento: Damien Hirst per esempio indossa una maglia con un teschio, mentre Luigi Ontani è attorniato da un’aureola di stelle, elementi di un’iconografia anch’essa contemporanea. Per altri viene in aiuto la comoda guida messa a disposizione per il pubblico, perché in molti casi le opere realizzate sono più conosciute del viso di chi le ha create.

Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014, 100 disegni, penna Bic su carta, 40x55 cm cad., Courtesy l'artista e prometeogallery di Ida Pisani, Milano/Lucca - Foto: Giorgio Benni
Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014, 100 disegni, penna Bic su carta, 40×55 cm cad., Courtesy l’artista e prometeogallery di Ida Pisani, Milano/Lucca – Foto: Giorgio Benni

Dopo il “chi” sorge spontaneo il “perché”? È Stampone stesso, il pittore di questa corte mondiale dell’arte, che ne chiarisce le motivazioni, saldamente legate all’idea della corte rinascimentale. Tutti gli artisti presentati sono stati scelti per la loro capacità di raccontare, interpretare e mediare la trasformazione del mondo, partecipando a una sorta di “archiviazione del sapere”. Ora sono rinchiusi in una galleria enciclopedica per ragionare su cosa significhi essere artista. Oltre l’estetica, questi personaggi devono essere capaci di recuperare il proprio ruolo sociale e l’autore li “richiama all’ordine” per stimolarne una sorta di ritorno alle origini.
Nella sala accanto, Stampone mostra la sua personale motivazione all’arte con un video che lo riprende durante una lezione-incontro con i bambini di una scuola della città. Quasi a voler sottolineare che lui, Giuseppe Stampone, ritratto numero 90, ha trovato il suo ruolo.

Astrid Serughetti

 

Bergamo // fino al 27 luglio 2014
Giuseppe Stampone – Ritratti-Bic Data Blue
a cura di Giacinto Di Pietrantonio
GAMEC
Via San Tomaso 53
035 270272
www.gamec.it

 

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Astrid Serughetti
Astrid Serughetti sta costruendo in questi anni la sua personale carriera artistica, nel frattempo ha acquisito l’abilitazione da giornalista pubblicista e collabora con diverse riviste e quotidiani locali per le sezioni di arte e cultura. Si occupa anche di didattica dell’arte nelle scuole e in quest’ottica sta conseguendo la laurea in Culture Moderne e Comparate all’Università di Bergamo con una tesi in pedagogia dell’arte. Il suo lavoro si caratterizza per una ricerca estetica volta alla stimolazione sensoriale che l’opera sviluppa sullo spettatore. Vive a Bergamo.
  • Pino Boresta

    Personale di Pino Boresta “Artisti & Co.” MLAC dell’Università La Sapienza, Roma 2003 – A.Q.P.A.C. – Archivio Quadrografico dei Personaggi dell’Arte Contemporanea…..

  • Tosatti fa la proloco che riapre spazi abbandonati, stampone fa il laboratorio x bambini, la senatore apre una scuola… Ready Made, ready Made, ready Made…Ma c’è qualcuno che riesce a pensare ad un arte che invece di riprendere il reale sia in grado di crearlo?

    • xDxD
      • grazie del link (mi sono anche iscritto per ricevere novità via mail). Me lo leggerò con calma, sembra molto interessante (cose già sentite ma qui con + dettagli). ho visto i video ma mi chiedo se questi prodotti (es. maglione che si adegua ai tuoi sentimenti…) sono già esistenti o sono solo idee? grazie mille

        • xDxD

          ciao! scusa, ho visto solo ora la notifica della risposta.

          beh, in realtà, non c’è poi tanta differenza, no?

          È proprio quella l’idea della Design Fiction: i prototipi diegetici creano mondi, con cui necessariamente ci si deve confrontare (visto che sono lì, nel loro stato di iperrealtà di baudrillardiana memoria). Tutti: le persone, le aziende, i governi.

          Ci saranno persone che si esprimono, designer che progettano (o che tentano di farlo), aziende che producono (o che tentano di farlo), governi che fanno leggi (o che tentano di farne). Anche se fosse un fake, transmediale, fatto bene, in modo da creare mondi, pezzi di realtà aggiuntiva, spazi possibilistici.

          Non a caso: sostenuti dallo stato delle arti e delle tecnologie, dai “rituali curiosi” del nostro “strano presente” (quelle cose che avvengono, abilitate dalle tecnologie e dal continuo cambiare di usi e culture, ma per cui ancora non esistono chiare comprensioni condivise).

          È un progetto particolare: il progetto del New Normal, del Neo-Normale.

          In modo da spostare un po’ più in là la percezione del possibile, di creare nuovi codici/spazi nel mondo, su cui esprimersi, per costruirlo insieme, attraverso la trasformazione culturale.

          Se sono “veri” gli oggetti? Sono iperreali. Tando che, per esempio, su 6 progetti che sono sul libro del Near Future Design prodotto con gli studenti di ISIA, 3 sono attualmente in fase di realizzazione (forse ridotta rispetto alle stratosferiche aspettative, ma sicuramente ispirata) da parte di aziende nel mondo (anche più di una azienda impegnata nella realizzazione di prodotti/servizi praticamente uguali a quelli descritti nel libro). In soli 6 mesi.

  • Valentina marrone

    Semplicemente geniale .

  • Elio d’archivio

    Sono stato a Bergamo è un esperienza unica qualcosa di unico pazzesco di una forza pazzesca .

  • Sara 78

    Ma sono foto?
    Non capisco?

  • roberto

    ma mi dite che senso ha fare un ritratto da una immagine più o meno famosa di un artista? sembra quasi un esercizio accademico…non pensate?

  • Allegra

    Wow !!! Io lo adoro!!! È stupefacente

  • vvv

    lo specchio dell’arte……un ritratto, una fotografia del sistema dell’arte

  • Mr

    Sono stato qualche giorno fà alla Gamec, avevo sentito parlare di questo Stampone e devo dire che mi è piaciuto davvero tanto, profondo forte, veli di blu poi io adoro le Bic….. ti terrò d’occhio Stampone forse ti seguirò….MR

  • Zuccherinho

    Basta Salieri vogliamo i Mozart !!!!

  • antonio pilade

    @roberto: hai ragione sembrano i risultati di un corso di incisione all’accademia…quando ti fanno copiare michelangelo ecc…effettivamente non mi sembra contemporaneissimo…però devo ammettere che ha una mano sensibile che mi piace…

    • felipe

      Sono foto rielaborate con Photoshop salvate in jpg e poi stampate un giochetto facilissimo anche per un grafico inesperto come me.

  • Mariano

    Ma perché “ritratti”? Sono riproduzioni di immagini già note. Rifatte a penna non si capisce bene perché. Ma per favore.

  • Roberto Scala

    Colore blu , da del fascino in estrema azione line pulite ed espressione ferma anche fredda by Roberto Scala