Photoshop analogico: Christopher Michlig alla Galleria Pero

Galleria Giuseppe Pero, Milano – fino al 25 luglio 2014. Per criticare la comunicazione contemporanea, niente di meglio del collage. Usando immagini di oggetti tecnologicamente obsoleti, ma ragionando come con i “livelli” del noto software grafico.

Christopher Michlig, Processed World, 2014

Il lavoro di Christopher Michlig (Gridwood, 1976) in mostra in via Lambertenghi consiste in un sistematico “processamento” di immagini. L’artista agisce, armato di colla e taglierino, sui “livelli” di serigrafie di architetture postmoderne e oggetti tecnologicamente obsoleti, dai telefoni a gettoni ai mangiacassette, mixando le figure a sfondi dai differenti pattern grafici, in bianco e nero o fluorescenti come manifesti pubblicitari californiani. E le immagini in sequenza costruiscono catene d’informazioni nelle quali il messaggio viene gradualmente distorto, attraversate da sottili interferenze, che alla fine della serie si rivelano sostanziali e riportano contenuti completamente diversi. Metafora della comunicazione contemporanea: con la trasmissione di notizie continuamente disponibili e compulsivamente condivise senza essere verificate, le sinapsi della comunicazione producono alterazioni di senso.

Giulia Bombelli

Milano // fino al 25 luglio 2014
Christopher Michlig – Processed World
GIUSEPPE PERO
Via Porro Lambertenghi 3
02 66823916
[email protected]
www.giuseppepero.com


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Giulia Bombelli
Giulia Bombelli (1985, Milano) collabora alla didattica museale del Fondo per l’Ambiente Italiano e della Fondazione Bagatti Valsecchi di Milano. E’ laureata in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Milano e specializzata in museologia dell’arte contemporanea, arte ambientale e laboratori sulla percezione. Lavora come redattore di Artribune e Orizzonte Universitario. Vive e lavora a Milano.
  • Formalmente simile all’Hamilton riportato nell’articolo odierno di AT sul famoso artista inglese. Con lievi differenze: quello più allegro, questo più triste. Quello meno tecnologico questo di + (ma photoshop è una scoperta recente). Un modo di lavorare direi piuttosto superato.
    Lo stesso vale per il collegamento teorico fatto con le modalità comunicative attuali: immagini he scorrono veloci passando da una tematica all’altra senza avere il tempo di approfondire.
    Una mia proposta (artistica) sulla questione: quando guardate il telegiornale dopo che avete sentito una notizia che vi interessa, spegnete la Tv e concentratevi su quella notizia immaginando che riguardi voi stessi. Un modo per evitare la superficialità che permea il modo di lavorare di questo artista. Il titolo di questo mio lavoro sarebbe NEW(S).