Vedi alla voce paesaggio. A Trastevere

Museo di Roma in Trastevere, Roma – fino al 20 aprile 2014. Una selezione di oltre 130 fotografie del paesaggio italiano, per una panoramica davvero multiforme che comincia con un tuffo nel passato. Le varianti sul tema abbracciano l’ultimo sessantennio: dai suggestivi scorci in bianco e nero del secondo dopoguerra all’esplosione del colore e dell’informatizzazione negli scatti contemporanei. Prossime tappe della mostra? Zagabria e Lubiana per celebrare il Semestre di Presidenza Italiana dell’Unione Europea.

Giuseppe Moder, Battesimo in Abruzzo, 1956

Quello che colpisce nelle foto dei pittorialisti degli Anni Quaranta (Riccardo Peretti Griva e un giovane Enrico Pavonello) sono la patina sgranata e l’atmosfera morbida che ricorda certi acquerelli di gusto romantico. Importante, nella riscoperta della ponderata bellezza di una Venezia inedita, anche la poetica degli esponenti de La Gondola, noto circolo fotografico veneziano fondato, sul finire degli anni ’40, da Paolo Monti. Quest’ultimo, presente in mostra con due splendide vedute (ponte S. Trinità, Firenze e Ponte di pietra, Verona), traspone in fotografia l’intensa lezione del cinema neorealista di Roberto Rossellini. Non potevano mancare gli scatti strettamente legati al filone lirico-intimista marcatamente debitore all’estetica crociana; come nel caso di Giuseppe Cavalli (Ad Anticoli, anni ‘40) che si sofferma, con leggera espressività, su una quotidianità semplice e disadorna.

Massimo Siragusa, Napoli da Teatro d'Italia, 2006-2012
Massimo Siragusa, Napoli da Teatro d’Italia, 2006-2012

Agli anni Cinquanta e Sessanta risalgono inoltre le fotografie degli archivi del Touring Club Italiano realizzate dai cosiddetti paesaggisti, tra cui Ezio Quiresi e Bruno Stefani. Molto bella Le Cinque Terre (1964) di Ugo Mulas, ideata in stretto rapporto alla poesia Meriggiare pallido e assorto di Eugenio Montale, con un’attenzione al dettaglio introdotta dal fotografo americano Ansel Adams negli anni Trenta. Ci sono poi le isolate porzioni di paesaggio di Luigi Ghirri e le forme espressionistiche di Villa Palagonia di Ferdinando Scianna, tra loro coeve (anni Settanta). Negli anni Ottanta il mondo pubblicitario irrompe nella fotografia, come dimostrano Breastfeeding di Oliviero Toscani (1987) e la stampa digitale di Franco Turcati per le calzature Superga (1989). Con le geometriche colline marchigiane riprese dall’alto di Franco Fontana e con i paesaggi urbani di Gabriele Basilico e Mimmo Jodice, la rassegna arriva ai pieni anni Novanta.
Le fotografie dell’ultimo ventennio testimoniano diverse evoluzioni: alcuni continuano ad attingere alla natura (Francesco Radino, Marcello Di Donato, Maria Mulas, Laura Di Bidino, Valerio Desideri): sentieri di montagna, nuvole, prati in fiore, specchi d’acqua. In alternativa (Massimo Siragusa, Fulvio Roiter, Davide Bramante), si trae ispirazione dalla realtà cittadina. Ci sono poi artisti come Fabio Bolinelli che cercano una sintesi tra i modelli del passato e la contemporaneità, come in Grande sfida (che ricorda le visionarie antichità monumentali di Böcklin) e Palladio tra spazio e tempo (2013).

Cesare Colombo, Parco del Ticino, 1983
Cesare Colombo, Parco del Ticino, 1983

Le possibilità offerte dalle stampe digitali vengono esplorate con interesse, arrivando anche a rielaborazioni personali e vagamente immaginifiche.

Giulia Andioni

Roma // fino al 20 aprile 2014
Il paesaggio italiano. Fotografie 1950-2010
a cura di Walter Liva
MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Piazza di Sant’Egidio 1b
06 0608
www.museodiromaintrastevere.it

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Giulia Andioni
Giulia Andioni (Roma, 1985) è storica dell’arte e guida turistica di Roma e provincia. Dopo la maturità classica, consegue la laurea triennale in Storia e conservazione del patrimonio artistico (con lode - tesi in Storia e tecnica del restauro) e quella specialistica in Storia dell’arte (con lode - tesi in Storia della critica d’arte) presso l’Università Roma Tre. Frequenta poi un master in tourism management e il Luiss Master of Art (III edizione) per approfondire le proprie conoscenze e contribuire alla realizzazione della mostra di fine corso “Osmosis”, frutto di un collettivo curiatoriale (Stazione Tiburtina, Roma). Dal 2013 scrive per Artribune e Artnoise (mostre e approfondimenti). Tra 2014 e 2015 ha svolto due stage: presso i Servizi educativi di Palaexpo (Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale) e nell’area della Promozione culturale della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, per la cui rivista online “Belle Arti 131” (n. 3/2014) ha redatto un saggio. Ha collaborato alle mostre “Azioni Antiche” e “Bengt Kristenson”.