L’amore in un Harmony. E una mostra alla Temple University

Temple University, Roma – fino al 6 marzo 2014. In mostra nella Capitale “la grande illusione”. Ovvero l’amore facile promosso in 123 romanzi rosa in lingua inglese trovati nella spazzatura e affidati ad altrettanti artisti. Per indagare il tema e offrire all’oggetto-libro una nuova vita.

Satoshi Hirose, House of Arlequin, 2013

Che cos’è l’amore? Una grande illusione, come titola ironicamente la mostra? Lo è nei 123 romanzetti rosa in lingua inglese, trovati da Manuela de Leonardis, la curatrice, accanto a un cassonetto per i rifiuti. Ma è anche altro, come svelano le opere ri-create da altrettanti artisti ai quali sono stati affidati i volumi, per esprimere in libertà le proprie riflessioni sul tema.
Affastellati in un caos ordinato, centinaia di lavori. Cartapesta, fotografia, ceramica, vetro, perle, plastica, fuoco, bronzo, nastro, ricamo, spezie, colori, parole. Da Bruno Ceccobelli a Laura Cionci, da Guido Guidi a Fernanda Veron, da Jack Sal a Claudia Quintieri, da Emilio Leofreddi a Chiara Dellerba, passando per Archana Hande, Satoshi Hirose, Minou Amirsoleimani e tantissimi altri, hanno offerto una nuova esistenza all’oggetto-libro ritrovato e destinato all’oblio.

Fiorenzo Zaffina, Pensavo fosse un cuore... invece era un buco, 2013
Fiorenzo Zaffina, Pensavo fosse un cuore… invece era un buco, 2013

Ecco allora, scavato nella carta, il buco di Zaffina, che si trasforma in cuore; il cofanetto/libro contenitore/labirinto di Ottavianelli; le luminarie natalizie su microesplosioni di Loredana Longo; la trama ricomposta con l‘uncinetto di MC Milano; la trasposizione temporale dell’immagine di copertina di Stefano Esposito. E ancora, tra casualità e memoria personale, il libro di Mauro Di Silvestre o di Luana Perilli, sovrapposizione di realtà doppie in un unico spazio. La pittura su rame di Claudio Di Carlo, mistificatrice e rivelatoria del segreto nel libro. Per finire: lo specchio magico di Patrizia Molinari, il pacco regalo di Grezzo Piacentimi, il ricamo alchemico di Giovanni Gaggia, l’acchiappasogni di Francesca Romana Pinzari, il dittico acquerellato di Silvia Stucky.
Se una risposta c’è alla ‘grande illusione’ dell’a-m-o-r-e”, conclude De Leonardis, “è la formula disinteressata che si chiama solidarietà”. E dobbiamo crederci, visto che le opere, messe a disposizione dagli artisti, hanno come obiettivo il fundraising a sostegno del progetto CAKE per Bait al Karama Women Centre, in Palestina.

Lori Adragna

Roma // fino al 6 marzo 2014
La grande illusione
a cura di Manuela De Leonardis
TEMPLE UNIVERSITY
Lungotevere Arnaldo da Brescia 15
06 3202808
[email protected]
www.contemporaryrome.com
www.artedellamemoria.wordpress.com

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Lori Adragna
Lori Adragna nata a Palermo, vive e lavora a Roma. Storico dell’arte con perfezionamento in simbologia (Arte e simboli nella psicologia junghiana). Critico e curatore indipendente, dal 1996 organizza mostre ed eventi culturali per spazi privati e pubblici tra cui: Museo Nazionale d’Arte orientale di Roma; Villa Piccolomini, Roma; Museo D'Annunzio, Pescara; Teatro Palladium, Università Roma Tre; Teatro Furio Camillo, Roma; Palazzo Sant’Elia, Palermo; Museo di Capodimonte, Napoli; Complesso monumentale di San Leucio, Caserta; Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, Roma. In veste di consulente editoriale e artistico ha collaborato inoltre per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (realizzando cataloghi e mostre nel Complesso monumentale di S. Michele a Ripa). I suoi testi sono pubblicati su enciclopedie, libri, cataloghi, in Italia e all’Estero. Scrive come free lance per numerose riviste specializzate nel settore artistico.
  • francesca gallo

    mi avrebbe fatto piacere visitare la mostra, ma – nonostante la chiusura sia il giovedì 6 marzo – questa settimana non è possibile, poichè l’università è chiusa… peccato! speriamo che i lavori esposti si possano rivedere a breve da qualche altra parte!