Alla scoperta di Marcel

Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma – fino al 9 febbraio 2014. Un viaggio attraverso le opere più famose e gli oggetti della quotidianità. Tra celebrazione dell’artista e scoperta dell’uomo. Marcel Duchamp, l’uomo che rivoluzionò il concetto di arte e definì quello di modernità.

Marcel Duchamp, Scacchiera Tascabile

Che cos’è l’arte? Questo l’interrogativo, di semplice formulazione e di complessa risoluzione, che Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 1887 – Neuilly-sur-Seine, 1968) sottopone all’osservatore attraverso le sue opere. Tradizionalmente e in maniera conservativa – e conservatrice – l’arte può essere identificata con l’espressione e la realizzazione di un bello estetico che tende a rappresentare un sublime iconico. Invece l’arte di Duchamp stravolge questa routine culturale e scava più a fondo: richiedendo uno sforzo interpretativo che si allontana dall’immediato e rassicurante senso offerto dal percetto artistico consuetudinario per inoltrarsi verso una riflessione non necessariamente critica, ma innegabilmente rivoluzionaria. L’idea che l’arte possa assumere le forme più inconsuete e annidarsi persino nel quotidiano, in ciò che si ritiene scontato, banale e dozzinale: ovvero nello specchio della stessa società di massa, è il principio alla base della sua ricerca.
La mostra Re-made in Italy , in corso presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, offre una panoramica esauriente sull’eclettismo irrequieto, ribelle ed eccentrico di Duchamp. Una retrospettiva che consente di approfondire meglio l’artista e l’uomo. La mostra si apre con una sezione dedicata ai ritratti per poi continuare  nella seconda sala in cui è possibile ammirare una selezione proveniente dalla donazione Schwarz: circa 80 opere, acquisite alla Galleria Nazionale per merito di Arturo Schwarz, dal 1995 al 1998. Si aggiunge, inoltre, la produzione pittorica che copre l’intera vita di Duchamp: dal 1902, con il paesaggio di Belen Ville, a Rose c’est la vie, del 1968 e ripetuto scaramanticamente tre volte.

Marcel Duchamp, Fontana
Marcel Duchamp, Fontana

Presenti anche, alcuni scatti del collega e amico Man Ray realizzati dallo stesso Duchamp; oltre ad alcuni schizzi, bozzetti e studi riguardanti opere celebri quali Il Grande Vetro, rimasto ufficialmente  incompiuto nel 1923, Lo Scola Bottiglie, Il Mantice di  cioccolato e Ruota di Bicicletta. Frammenti attraverso i quali emerge un’attività intellettuale camaleontica alla quale non è mai stato possibile applicare i limiti delle etichette che di volta in volta si cercava di imporre all’arte di Duchamp. Non era un futurista né un dadaista, o tantomeno un cubista: semplicemente si lasciava ispirare da quanto aveva intorno a sé e, attraverso lo strumento fondamentale della scelta, frammenti del vissuto contemporaneo divenivano forme d’arte. Da Scacchiera Tascabile, oggetto elegante e pregiato che testimonia una passione profonda per il gioco, sino alla cronaca di una metamorfosi di un urinatoio in Fontana. A completare la mostra, altre importanti ready-made dai quali traspare molta della sottile ironia che Duchamp infondeva nelle proprie opere: da Fresh Window  sino a In anticipo per il braccio rotto è possibile ritrovare il suo piglio divertito, ludico e sperimentale. Quello che lo ha fatto diventare come il rivoluzionario dell’arte per antonomasia.

Luigi Paolicelli

Roma // fino al 9 febbraio 2014
Duchamp. Re-made in Italy
GNAM
Viale Delle Belle Arti 131
06 322981
[email protected]
www.gnam.beniculturali.it

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Luigi Paolicelli
Luigi Paolicelli, nato a Altamura nel 1982 e cresciuto a Matera, dimostra sin dalla tenera età una forte passione per la lettura: attività che predilige nel tempo libero. Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Basilicata, a Potenza, dove consegue nel 2006 la laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi in Antropologia filosofica intitolata: “Amore schermato: è ancora possibile connettersi ai sentimenti?”. Nel 2007 si trasferisce a Roma per completare gli studi, laureandosi con il massimo dei voti in editoria e giornalismo presso l'Università di Roma la Sapienza nel gennaio 2010. Conseguito il titolo di pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti di Basilicata, collabora attivamente con diverse riviste e testate web in qualità di recensore di libri e mostre. Il suo percorso parte dal mensile “Leggere:Tutti” e continua coerentemente con periodici legati al mondo della cultura quali “PrimaPersona” e “Alta Nox”. Su Squer.it scrive abitualmente di arte e occasionalmente di politica e attualità con piglio riflessivo. Solo di recente approda su Artribune su cui continua a recensire mostre sul territorio della Capitale.