Irwin e Turrell. Strategie d’osservazione

Villa Panza, Varese – fino al 2 novembre 2014. Nei saloni e nelle scuderie, Robert Irwin e James Turrell tornano a essere unici. Ripercorrendo la loro storia con Giuseppe Panza, i due maestri della percezione pura presentano venti lavori: installazioni totali, sculture, dipinti, video e documenti.

Robert Irwin e James Turrell - Aisthesis. All’origine delle sensazioni - veduta della mostra presso Villa e Collezione Panza, Varese 2013 - photo Atto, courtesy Isisuf

Villa Panza si trasforma impercettibilmente. Nessun cambiamento ad arredi, suppellettili, facciate, saloni, decori, stanze e neppure alla consistenza della Collezione, che per lei è nata.
L’allestimento di Aisthesis. All’origine delle sensazioni, infatti, riporta nella dimora storica due soggetti familiari, due tramiti assoluti della ricerca estetica di Giuseppe Panza di Biumo: Robert Irwin (Long Beach, 1928; vive a San Diego) e James Turrell (Los Angeles, 1943; vive a New York e Flagstaff). E la temperatura della luce, a Villa Panza, modifica la percezione di ogni interstizio, di ogni intervallo tra un lavoro e l’altro.
Il percorso, curato da Michael Govan, realizzato in collaborazione con il Los Angeles County Museum of Art (LACMA), il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il Getty Research Institute di Los Angeles e l’Archivio Panza di Mendrisio, intende documentare la ricerca e la poetica dei due artisti americani, caratterizzata dalla sintetizzazione, dalla rifrazione della luce, trasformata in materia architettonica e percettiva. I progetti di Irwin e Turrell, grazie a un’intesa profonda con il Conte, sono entrati strutturalmente nella collezione della Villa sin dai primi Anni Settanta. Ma oggi, all’interno di Aisthesis, è possibile osservare un ampliamento dei loro percorsi formali così come una progressione della conoscenza estetica sui diversi fenomeni fisici indagati dai due artisti, entrambi cresciuti nella luce del sole della California.

La mostra, estremamente curata fin dal suo inizio, nel dispensare contenuti storiografici inerenti agli approcci di Irwin e Turrel, si riserva di diventare – via via che l’allestimento dei venti lavori selezionati si dipana tra salotti e sale con vista sul parco – rarefatta, sottocutanea. La luce come sentimento dello spazio, in Wallen (White) (1976) di Turrell, rifrange, a qualche decina di metri di distanza, nella colonna prismatica di Irwin, Untitled (Column), del 2011, passando attraverso un bianchissimo, inavvicinabile Untitled (Dot Painting, One of a Serie of 10 each unique) (1963-65).
Da non perdere, infine, al termine di Aisthesis, a piano terra, nella scuderia grande, l’ultimo Ganzfeld di Turrel, ambiente percettivo totale in cui la sofisticazione della luce, in uno spazio apparentemente vuoto, impedisce agli occhi di aderire a qualsiasi confine. Accanto, Robert Irwin allestisce invece una nuova installazione dal titolo Varese scrim 2013, dove lo spazio grigio sezionato dalla luce naturale e da un velario disegna geometrie di limiti e possibilità.

Ginevra Bria

Varese // fino al 2 novembre 2014
Robert Irwin e James Turrell – Aisthesis. All’origine delle sensazioni
a cura di Michael Govan
VILLA E COLLEZIONE PANZA
Piazza Litta 1
0332 239669
[email protected]

www.fondoambiente.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.