Questione di punti di vista

Galleria Monica De Cardenas, Milano – fino al 20 novembre 2013. Nella galleria meneghina, dittici e trittici di Barbara Probst circondano i quadri dalle linee rétro del giovane Benjamin Senior. Sul filo dei punti di vista, sembra di vedere due artisti che, guardando al passato, creano il futuro.

Barbara Probst - Exposure #91- N.Y.C., Prince & Mercer Streets, 06.22.11, 10.41 a.m

Akira Kurosawa, con Rashōmon, Schmidt con Alessandro o Della Verità o Escher con la sua Relatività sostenevano l’impossibilità di una verità uniforme, sempre ridotta in brandelli dall’esistenza di diversi punti di vista. Barbara Probst (Monaco, 1964), fotografando lo stesso istante da punti di vista divergenti, invece che cedere alle lusinghe del facile accademismo di questi grandi, vede anche la possibilità di andare oltre il relativismo ottuso che paralizza la nostra civiltà, alla ricerca di un’unità che, necessariamente, va afferrata da punti di vista diversi. Quello che Probst sembra sottolineare, insomma, non è tanto la pluralità dei punti di vista, ma l’unità dell’oggetto osservato, nonostante tutto.

Benjamin Senior - Pink Interior - 2013
Benjamin Senior – Pink Interior – 2013

Unità a cui tendono anche le linee eleganti dei quadri di Benjamin Senior (Londra, 1982), ammutoliti in un realismo magico che, vicino a Hopper e Carrà, urla sempre il silenzio inafferrabile di fronte alle vite altrui, cui guardiamo sempre dal buco della serratura.

Giulio Dalvit

Milano // fino al 20 novembre 2013
Barbara Probst
Project Room: Benjamin Senior
MONICA DE CARDENAS
Via Francesco Viganò 4
02 29010068
[email protected]
www.monicadecardenas.com

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Giulio Dalvit
Nato nel 1991 a Milano, ha studiato Lettere e si è laureato in Storia dell’arte moderna alla Statale di Milano. Ha collaborato anche con alcuni artisti alla realizzazione di mostre milanesi tra Palazzo Reale, il Museo del 900 e Palazzo Ducale a Genova. Ha scritto per Flash Art e, ora, Artribune. Sempre in sospeso tra l’antico e il contemporaneo, studia al Courtauld Institute a Londra, dove attualmente vive.
  • Angelov

    …”invece che cedere alle lusinghe del facile accademismo di quei grandi”…
    Kurosawa, Schmidt e Escher cancellati con un sol colpo di spugna

    • Giulio Dalvit

      Gentile Angelov,
      facile è l’accademismo, non certo l’arte di Kurosawa, Schmidt e Escher. Facile è continuare a dire le stesse cose che ormai quasi un secolo fa hanno detto grandi personalità come queste, con cui si apre proprio la recensione.
      Spero si sia chiarito il mio punto di vista.
      Cordialmente,
      G.D.