Fuori dal mondo: Parreno invade il Palais de Tokyo

Nella personale “Anywhere, Anywhere out of the World”, Philippe Parreno reinventa gli spazi del Palais de Tokyo di Parigi. Proponendo, fino al 12 gennaio, un percorso esemplare del potere suggestivo dell'arte, al ritmo di “Petrouchka” di Stravinsky.

Quella della mostra-mastodonte di Philippe Parreno (Oran, 1964; vive a Parigi) è una narrativa che rimugina sulla presenza-assenza e sulla non coincidenza tra segni e significati. Una serie di simboli: immagini, suoni e parole che rimandano al di là di se stessi, spettri che invadono i 22mila mq dell’edificio per la prima volta interamente dedicato a un solo artista. Una mostra che è molto di più dell’insieme delle sue parti; un percorso proteiforme e immersivo che conferma la capacità dell’artista di creare forti suggestioni sinottiche tramite opere nuove e vecchie rivisitate ad hoc.
Dal soffitto di una stanza buia pendono installazioni di luci intermittenti, neon e lampadine degne delle insegne dei casinò di Fremont Street, Las Vegas. Si accendono e si spengono in un’alternanza studiata per accrescere il senso di isteria verso il quale la mostra sembra voler iniziare il visitatore sin dall’entrata, dove anche la biglietteria diventa installazione con una parete di luce abbagliante che riduce personale e passanti a sagome controluce.

Philippe Parreno - Anywhere, Anywhere out of the World - veduta della mostra presso il Palais de Tokyo, Parigi 2013

Philippe Parreno – Anywhere, Anywhere out of the World – veduta della mostra presso il Palais de Tokyo, Parigi 2013

Il ronzio che accompagna il botta e risposta delle di luci si mescola alla musica di pianoforte. Da una stanza all’altra, lungo i corridoi e sulle le scale, si ripete e diffrange il ritmo di un’adattamento di Petrouchka di Stravinsky, suonata da diversi pianoforti autosuonanti disseminati lungo il percorso. La melodia scandisce il ritmo della mostra, confondendosi con i suoni di video, installazioni, dell’elettricità. Petruchka è la storia di una marionetta che prende vita, altro spettro nel palinsesto parreniano in cui ogni dettaglio fa eco più o meno esplicito a narrative precedenti, come la ricostruzione di una mostra dei disegni di Cage e Cunningham a New York nel 2002.
Ci sono anche momenti di serena contemplazione, come l’installazione del film di Parreno e Douglas Gordon Zidane, a 21st Century Portrait (2006). A ognuno dei 17 schermi sospesi a mezz’aria corrisponde una delle telecamere che ripresero il calciatore durante la partita Real Madrid – Villareal del 25 aprile 2005. Nel labirinto di schermi vediamo da 17 angoli diversi Zidane che si asciuga la fronte sudata, Zidane che sputa, Zidane che aspetta nervoso un calcio di punizione. La ridondanza del dettaglio crea un ritratto inedito e ipnotico del calciatore sullo sfondo, questa volta, della colonna sonora di Mogwai.
Nelle viscere dell’edificio troviamo il centro di controllo: una stanza di macchinari, motori dell’apparato in cui il Palais è stato trasformato. È chiaro che la mostra è stata concepita come un organismo in cui gli elementi interagiscono tra loro e con l’ambientazione, contribuendo a confondere le aspettative e manipolare la percezione del visitatore che avanza fra terrore e curiosità di vedere cosa ancora li aspetta.

Philippe Parreno - Anywhere, Anywhere out of the World - veduta della mostra presso il Palais de Tokyo, Parigi 2013

Philippe Parreno – Anywhere, Anywhere out of the World – veduta della mostra presso il Palais de Tokyo, Parigi 2013

Il titolo Anywhere, anywhere out of the world richiama una poesia in cui Baudelaire conclude che l’unico posto in cui trovare sollievo dal tedio terreno è appunto ovunque, ovunque purché sia fuori dal mondo. È lì che Parreno vuole portarci; il Palais rivisitato diventa una dimensione a parte che lasciamo sapendo che non lo dimenticheremo facilmente. Con questa mostra il Palais rivendica, dopo un periodo di incertezza, il suo potenziale di istituzione tra le più irriverenti sulla scena artistica internazionale.

Teresa O’Connell

Parigi // fino al 12 gennaio 2014
Philippe Parreno –
Anywhere, Anywhere out of the World
PALAIS DE TOKYO
13 avenue du Président Wilson
+ 33 (0)1 81973588
[email protected]
www.palaisdetokyo.com

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Teresa O'Connell

Teresa O'Connell

Teresa O'Connell, nata a Londra nel 1987, è cresciuta a Cosenza e ora vive tra l'Italia, Londra e Parigi, dove lavora come insegnante e traduttrice. Quando può scrive di letteratura, arte, cultura, per riviste o sul suo blog.

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