Sommovimenti creativi al Premio Suzzara

Galleria del Premio, Suzzara – fino al 5 gennaio 2014. Il premio ha quasi mezzo secolo, la location è un paese della Bassa padana sulle rive del Po, gli artisti sono 18 e i curatori tre, con una netta prevalenza di under 40. In mostra a Suzzara una meditazione sull’effimero e sull’arte in movimento.

Premio Suzzara - Ruffini mostra, al puledro vinto, il suo quadro, 1952

Un vitello per un quadro non abbassa il quadro: innalza il vitello“. Quasi una dichiarazione di intenti: è così che uno dei fondatori del Premio Suzzara,  Dino Villani, giustificava e dava un senso alle ricompense “contadine” assegnate di anno in anno agli artisti  vincitori del concorso. Oggi la celebre frase è protagonista di uno dei progetti, quello di Ozmo, che ha realizzato un murale per la facciata della galleria dove è ospitata la mostra.
Il tema di quest’anno non poteva non riallacciarsi con l’evento che ha sconvolto e radicalmente mutato la vita degli abitanti di quella parte di pianura: il terremoto della primavera del 2012. Le sezioni della mostra sono due: Progettare il momento. Dell’effimero e del suo contrario e Rigenerazione. La prima ospita quattro installazioni di artisti di esperienza internazionale – Mario Airò, Elisabetta Di Maggio, Eva Marisaldi e Liliana Moro – in parte collocate negli spazi consueti della galleria, in parte in zone “riscoperte” dell’edificio, come la biblioteca e gli ex uffici comunali. E a rendere i concetti di precarietà e transitorietà basti citare il lavoro della Di Maggio, che ha intagliato il reticolo della mappa di Suzzara su sottili fogli di carta e su morbide saponette color panna, entrambi materiali effimeri e delicati.

Premio Suzzara - Liliana Moro, Fiore (fontanina), 2013. Argilla, fiore in platica a getto d'acqua, tubo di gomma verde, acqua. Courtesy l'artista
Premio Suzzara – Liliana Moro, Fiore (fontanina), 2013. Argilla, fiore in platica a getto d’acqua, tubo di gomma verde, acqua. Courtesy l’artista

I tredici progetti (uno firmato a quattro mani) della seconda sezione sono centrati sull’idea di rilettura del territorio, di ripresa e di rigenerazione, appunto, e sono pensati per quattro diversi luoghi: la stessa Galleria del Premio Suzzara, il Museo Etnografico Polironiano, l’Ecomuseo delle bonifiche di Moglia e il Parco dell’Oltrepo Mantovano.
Lo spazio istituzionale accoglie quindi gli artisti invitati oltre che le antiche opere salvate dalle chiese terremotate in un allestimento in tubi innocenti che, invece di sostenere le pareti della galleria come le centinaia di strutture a puntello di case e chiese semidistrutte, offrono appoggio a dipinti sopravvissuti. In un dialogo con le opere contemporanee, perché entrambe sottolineano “la fragilità della nostra storia, ma quella della stessa opera d’arte, e dell’illusione di eternità che storicamente nutre”.
Dal racconto ambientato nella Bassa che Stefania Galegati Shines intende scrivere con pittura bianca lungo chilometri di pista ciclabile, a un viaggio con megafono su una barca lungo il Po immaginato da Ettore Favini e Antonio Rovaldi, senza dimenticare tutti gli altri progetti, la riflessione ruota con sensibilità ed entusiasta creatività attorno a un territorio ferito che si sta rigenerando.

Marta Santacatterina

Suzzara // fino al 5 gennaio 2014
48. Premio Suzzara – La Terra si Muove con il Senso
a cura di Paola Boccaletti, Elisabetta Modena, Marco Scotti
GALLERIA DEL PREMIO SUZZARA
Via Don Bosco 2a

0376 535593
galleriapremio@comune.suzzara.mn.it
www.premiosuzzara.it

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.