Rhizoma, la pianta del deserto. L’Arabia Saudita in Biennale

Non proprio un padiglione, ma ufficialmente un evento collaterale della Biennale di Venezia. Ai Magazzini del Sale, sponsorizzati da Edge of Arabia, sono in mostra un pugno di interessanti artisti sauditi. Ben lontani dagli stereotipi.

Biennale di Venezia 2013 - Rhizoma - Huda Beydoun

Rhizoma. Generations in waiting – mostra prodotta da Edge of Arabia e curata da Sara Raza e Ashraf Fayadh, cita la famosa metafora di Deleuze e Guattari sulla pianta che estende le proprie radici in modo atipico. La mostra racconta la creatività giovanile che si sta sviluppando nell’Arabia Saudita (spesso proveniente dal graphic design o dai media digitali) raccogliendo esempi di diversi linguaggi: arti visive, video, fotografia e web-tv. Il tema di fondo è la comunicazione e, facendo saltare gli stereotipi di una gioventù ancorata a modelli tradizionali, le opere esposte mostrano un’esplosione di gioco e di fresca ironia nel trattare i problemi inerenti ai grandi cambiamenti culturali oggi in atto  nelle geoculture globali.
Huda Beydoun lavora su collage in cui monta sui severi abiti tradizionali elementi presi dai cartoon in ambienti che sottolineano la distanza fra il costume e il contesto tecnologico in cui tutti oggi  viviamo. Come anche Nouf Alhimiary, che analizza la posizione della donna in Arabia Saudita utilizzando l’esame dei canoni della moda attraverso l’ironia e l’analisi iconografica nel lavoro What she wore.

Biennale di Venezia 2013 - Rhizoma - Abdullah Al-Othman
Biennale di Venezia 2013 – Rhizoma – Abdullah Al-Othman

Abdullah Al-Othman, nel video La domanda, riprende 28 persone chiedendogli di Dio. Inquadrati in primissimo piano, le espressioni prendono il sopravvento sulle parole e leggiamo le risposte sui volti che variano dal quotidiano mondano all’atteggiamento di fede, creando così un’area di riflessione sul rapporto fra religione e cultura, società e individuo. Mentre l’artista dichiara: “Io sono un amico di Duchamp”. Lo street artist e performer Shaweesh esplora nelle sue foto il confronto fra le culture accostando a immagini ufficiali i Super Heroes come lo Yoda di Guerre Stellari  o Captain America, mentre Telfaz11 è un gruppo che esplora aspetti della vita quotidiana attraverso gli strumenti della parodia e della critica.

Biennale di Venezia 2013 - Rhizoma - Shaweesh
Biennale di Venezia 2013 – Rhizoma – Shaweesh

Heba Abed colleziona immagini di cammelli (che sono il significato del suo nome) come cercando un’identità nuova ma immersa nel passato, mentre nel lavoro Lost in Transliteration utilizza la tradizione calligrafica araba per tradurre testi presi dalla rete.
Gulf Futurism è la definizione data da alcuni critici a quest’area di giovani artisti e creativi di una generazione nutrita di linguaggi digitali e di web. Sarà interessante vederne lo sviluppo.

http://edgeofarabia.com/exhibitions/rhizoma-generation-in-waiting

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Lorenzo Taiuti
Lorenzo Taiuti ha insegnato corsi su Mass media e Arte e Media presso Academie e Università (Accademia di Belle Arti di Torino e Milano, e Facoltà di Architettura Roma). E’ esperto delle problematiche estetiche dei nuovi media. È autore di video, installazioni e website, collabora con musicisti sperimentali in produzioni audiovisive. Ha collaborato sui temi di arte e media con vari periodici, tra cui "Giornale dell’Arte", "Virus", "Alias"", "Terzocchio", "Linea d'Ombra", "Repubblica", “Juliet”, “Exibart”, “Artribune”, “Arte e Critica”, “Digimag”, “Noema”, “D’Ars”. Ha pubblicato i seguenti testi sulle tematiche dell’arte e i nuovi media: Arte e media. Avanguardia e comunicazione di massa (Costa & Nolan 1996), Corpi Sognanti. L’Arte nell’epoca delle tecnologie digitali (Feltrinelli 2001), Multimedia. L’Incrocio dei linguaggi comunicativi (Meltemi 2005), I linguaggi digitali (per la serie XXI secolo - Enciclopedia Treccani 2010).