Gravità in tridimensione. Trisha Baga da Peep-Hole

Peep-Hole, Milano – fino al 23 novembre. Nel lavoro di Trisha Baga anche i soggetti diventano oggetti. In una narrazione frammentata e complessa dal vago sentore d’inventario della quotidianità.

Trisha Baga - Gravity - veduta della mostra presso Peep-Hole, Milano 2013

Con le sue videoinstallazioni polisemiche, Trisha Baga (Venice, Florida, 1985) coinvolge vista e udito per mezzo di accumuli di oggetti e stratificazioni multimediali. Metafore della cultura metropolitana, pop e omosessuale newyorchese, dalla quale l’artista preleva elementi quotidiani, ricontestualizzandoli in montaggi combinati secondo il principio della citazione. Un’opera unica composta da frammenti che si richiamano come in un flusso di coscienza o in un sinfonico insieme di input che il paesaggio urbano produce. Le proiezioni, già di per sé articolate per la presenza di filtri pittorici, si complicano in sovrapposizioni di piani, ombre e immagini, e all’installazione è aggiunto lo strumento degli occhiali 3D che moltiplicano l’“accumulo di rappresentazione”. La gravità intesa come forza che attrae ogni elemento abbattendo gerarchie e mitizzazioni è ben esemplificata da un Picasso metrosexual imbambolato di fronte alla sua fiction televisiva preferita.

Barbara Morosini
Milano // fino al 23 novembre 2013
Trisha Baga – Gravity
PEEP-HOLE
Via Stilicone 10
345 0774884
[email protected]
www.peep-hole.org

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Barbara Morosini
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali e in Teoria, tecniche e gestione delle arti e dello spettacolo, s’interessa di arte in tutte le sue manifestazioni, senza limiti di tempo e di spazio. Particolarmente interessata alla museologia e alla tematica del display, cerca d’interpretare le opere anche per mezzo del loro necessario rapporto con lo spazio espositivo. Scrivere è per lei un modo di fare ordine e riferire con fedeltà quanto il discorso espositivo intende comunicare.