Carol Rama, grafica guerrigliera

Il museo di Ascona espone l’opera grafica di Carol Rama. Un campionario dei temi e dei soggetti di un’artista anarchica, che immola la sua figura per lanciare un grido di libertà. Fino al 29 settembre.

Carol Rama - Oltre l'opera grafica - veduta della mostra presso il Museo Comunale, Ascona 2013

Un destino comune lega artiste come Carol Rama, Yayoi Kusama e Louise Bourgeois: sono state per lungo tempo sottovalutate e ridotte a fenomeno pittoresco, poi riscoperte in tarda età. Ma la considerazione di cui finalmente godono non rende loro del tutto giustizia. Il fatto che siano donne, anziane e tormentate le fa amare al pubblico con un malcelato pietismo, e le biografie vengono sovrapposte ai loro lavori, che vengono spesso considerati come la bizzarra espressione di disturbi mentali.
È perciò necessario separare l’opera dall’autore. Anche a questo scopo è utile la mostra di Carol Rama (Torino, 1918) al Museo Comunale di Ascona, che, concentrandosi sulla sua produzione grafica, fa un compendio dei suoi temi e della sua iconografia. Si tratta di un’opera grafica sui generis, per nulla minore (oltretutto, in molti casi siamo di fronte a pezzi unici, su cui l’artista interveniva manualmente dopo la stampa). E sono tutte opere recenti, dato che Carol Rama si è accostata alla grafica a partire dagli Anni Novanta, incoraggiata e assistita da Franco Masoero, dalla cui collezione provengono molte delle cento opere esposte.

Carol Rama - Oltre l'opera grafica - veduta della mostra presso il Museo Comunale, Ascona 2013
Carol Rama – Oltre l’opera grafica – veduta della mostra presso il Museo Comunale, Ascona 2013

Tra cicli importanti dell’artista, rarità e curiosità, sfilano tra l’altro la serie della Mucca pazza, le camere d’aria, i disegni e le sculture delle scarpe-fallo, e molto spesso la scelta del supporto (fogli di recupero con stampate frasi ormai senza senso) contribuisce all’interesse dell’opera.
Guardando i lavori in mostra, si capisce una volta di più come l’arte di Carol Rama sia l’espressione di una guerrigliera, che si scaglia con veemenza anarchica contro il mondo, i sistemi di potere e di controllo. E in ultima analisi contro se stessa: sminuendo, sottoponendo a deformazioni e torture i corpi raffigurati, che sono in fondo autoritratti, persegue un’affermazione di sé che è un’invocazione libertaria, e instaura un regime di beffarda libertà. Com’è evidente a chi voglia osservare queste opere senza rifugiarsi nella rimozione, si tratta di un’immolazione simbolica della figura dell’autrice che non ha niente di personalistico, ma che rappresenta alla perfezione il disagio di un’epoca.

Stefano Castelli

Ascona // fino al 29 settembre 2013
Carol Rama – Oltre l’opera grafica
a cura di Alexandra Wetzel
MUSEO COMUNALE D’ARTE
Via Borgo 34
+41 (0)91 7598140
[email protected]
www.museoascona.ch

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.