Una casa-galleria sui colli senesi

Un edificio che viene distrutto in una performance. Una rappresentazione teatrale firmata Erri De Luca. La curatela affidata a Gaia Pasi della Zak di Monteriggioni. Inizia l’avventura di MaMa, casa-galleria di Fred Marconi.

Fred Marconi

Non solo casa privata dell’artista Fred Marconi, ma anche galleria d’arte, spazio espositivo aperto e in divenire. Un luogo dove confrontarsi con idee e linguaggi sempre nuovi di curatori e artisti che abbiano voglia di cimentarsi in uno spazio intimo, privato e indipendente. In linea, dunque, con la tendenza degli artist run space. Un po’ per superare la crisi, un po’ per facilitare lo scambio d’idee.
È partito da queste premesse il progetto per MaMa casa – galleria che ha aperto le porte nei pressi della rinascimentale città di Montepulciano. L’idea della casa galleria è di Fred Marconi, quarantenne senese, e della moglie Lucia Massai. Il nome dello spazio espositivo è l’unione delle sillabi dei due cognomi, che sta a sintetizzare la comunione di intenti e degli affetti. Un percorso voluto a due, visto come luogo privato e pubblico allo stesso tempo.
La casa è stata aperta nella giornata del 23 marzo attraverso con una rappresentazione teatrale – Il Cantico dei Migranti, testo di Erri De Luca e regia di Claudio Borgoni – e una personale dello stesso Marconi curata da Gaia Pasi, per poi chiudersi e riaprire nel momento del Fine Lavori.
La giornata è iniziata con la performance catartica dell’artista attraverso una demolizione parziale dell’immobile. È servita per entrare nel vivo e nel pieno del progetto che vede la casa, con la sua ristrutturazione, come punto di partenza per la creazione di uno spazio espositivo libero, nel quale l’arte verrà rappresentata con eventi e iniziative realizzate a scadenze regolari. Solo andata, dal titolo del testo teatrale di De Luca, dunque, significa che in quel luogo parte un progetto attraverso il quale nulla avrà ritorno, niente sarà come prima. Un work in progress del luogo, degli artisti e delle idee.

MaMa casa-galleria - Sant'Albino di Montepulciano
MaMa casa-galleria – Sant’Albino di Montepulciano

Il progetto di ristrutturazione della casa-galleria sarà curato dagli architetti Alessandro Cambi e Francesco Bindi.
Marconi ha esposto tre distinti momenti del suo personale linguaggio metropolitano, pop e concettuale insieme. Un lavoro che, in generale, parte dalla lettura e dalla decodifica del tempo contemporaneo attraverso installazioni, performance e collage tesi a dimostrare come la parola sia il punto di partenza della sua visione del mondo. Parola destrutturata dal contesto nella quale è nata, scarnita del suo significato originario che diventa gioco, come nel caso delle parole usate per la realizzazione della prima serie di cinque opere esposte dal titolo  Four Letter Words (2012). Nascono come affissioni pubblicitarie in 3D e analizzano il rapporto tra parola e messaggio pubblicitario urbano mirando all’equilibrio tra simmetria, forma e colore. Anche in Walking in Chelsea (2009), serie di 30 scatti fotografici, è lo spazio contemporaneo urbano a essere analizzato. Si mette in evidenza l’atto del passeggiare come momento personale di connessione col mondo circostante e con i propri ricordi, ma anche come estremo atto di libertà. I ricordi sono, infine, il motore dell’installazione Happy Family, nella quale, attraverso semplici oggetti familiari inseriti in una lieve architettura di metallo aperta, viene analizzato simbolicamente la vita e il rapporto tra le persone vicine all’artista, viste come persone in viaggio che hanno compiuto un percorso di vita felice.

Fred Marconi, Walking in Chelsea, 2009
Fred Marconi, Walking in Chelsea, 2009

Gaia Pasi sottolinea come il lavoro di Marconi vada alla ricerca costante di un linguaggio metropolitano universale, il cui filo conduttore sono le parole, le azioni che l’uomo fa all’interno del mondo. Esso analizza, inoltre, il rapporto tra urbano e umanità inserito nel contesto sociale del vivere contemporaneo. Il suo lavoro denota un’attenzione alla globalità dei linguaggi, attraverso l’uso costante della parola e delle azioni.
Terminati i lavori di ristrutturazione, l’intervento artistico inaugurale all’interno di MaMa avrà la firma di un pittore di New York, Antony Zito. Gaia Pasi sarà il supervisore degli eventi, in modo da garantire una matrice ideologica unica, continua e di qualità della casa-galleria, che vede nei giovani artisti internazionali gli ospiti ideali di MaMa.

Alessandra Marzuoli

MAMA CASA/GALLERIA
Via degli Olivi 15 – Sant’Albino di Montepulciano
[email protected]
mamacasagalleria.tumblr.com

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Alessandra Marzuoli
Alessandra Marzuoli nasce in Toscana nel 1972. Si laurea nel 1997 in Lettere Moderne con una tesi in Storia dell'arte contemporanea sugli artisti del ferro battuto toscano neo-gotici e liberty, presso l'Università degli Studi di Siena. Nel 2000 consegue il Diploma di Specializzazione in Arte contemporanea con una tesi sulla pittrice futurista Marisa Mori (1900-1985). Nel 1998 cura l'Archivio del pittore futurista Osvaldo Peruzzi alla Fondazione Primo Conti di Fiesole. Cura, insieme a Enrico Crispolti, la retrospettiva su Osvaldo Peruzzi al Museo Fattori - Villa Mimbelli di Livorno. Si occupa nel 2000 dell'allestimento di alcune mostre sul Futurismo. Nel 2001 è giornalista pubblicista. Dal 2002 al 2006 collabora con Exibart.com e Art & Dossier. I suoi interessi di ricerca sono l'arte d'avanguardia italiana ed europea, indaga da sempre il rapporto tra linguaggi artistici d'avanguardia e la cultura artistica attuale. Ha scritto numerosi saggi sulla cultura artistica toscana tra XIX e XX secolo. Dal 2006 vive a Siena.
  • Grazie mille! A voi che ci avete dato spazio qui sul vostro sito, a chi c’era e a chi, dopo aver portato un po’ di pazienza durante i lavori di ristrutturazione, vorrà esserci ancora per vedere le cose che faremo!

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