Feragutti Visconti, schiavo della libertà

Fino al 16 giugno, alla Villa dei Cedri di Bellinzona, la pittura fuori dai canoni di Adolfo Feragutti Visconti. Che attraversa Ottocento e Novecento sotto il segno della sperimentazione. Con il notevole picco del periodo sudamericano.

Adolfo Feragutti Visconti, Uva per il vino santo, 1887

Nella generale riscoperta dell’Ottocento, le figure più interessanti sono quelle degli artisti che deviano dal canone, presagendo la rivoluzione delle avanguardie. Oppure i novecenteschi che, guardando ancora al secolo precedente, creano peculiari mescolanze tra rivoluzione e conservazione, come nel caso di Angiolo D’Andrea, recentemente in mostra a Milano.
Adolfo Feragutti Visconti (Pura, 1850 – Milano, 1924) è una figura di questo genere, ma il suo caso è ancora diverso. Dipinge sia nell’Ottocento che nel Novecento, sparigliando le carte in entrambi i periodi. A inizio carriera, seppur ancora impegnato nella pittura di storia, nelle nature morte e nei ritratti su commissione, cerca e trova un’intensità diversa e giunge a sperimentazioni formali sempre leggermente devianti rispetto all’aria del tempo. Intuisce precocemente l’inversione del rapporto di forze tra disegno e colore, a favore di quest’ultimo. Scivola verso accenni di astrazione, rendendo il soggetto un puro pretesto, con approccio proto-modernista. E altera in modo imprevisto, talvolta fecondamente incongruo, i rapporti tra luce e ombra, innestando un rapporto fisico tra opera e spettatore.

Adolfo Feragutti Visconti, Le maghe persiane, dalle Mille e una notte, 1904
Adolfo Feragutti Visconti, Le maghe persiane, dalle Mille e una notte, 1904

La mostra alla Villa dei Cedri di Bellinzona (ottanta quadri in mostra sui trecento catalogati dell’autore), esito dei recenti studi che hanno anche riportato alla luce trenta opere, rende perfettamente conto dell’originalità di Feragutti Visconti, ticinese di nascita e italiano d’adozione. E rende soprattutto conto dello scarto che si produce nella sua opera allo scoccare del Novecento, quando il pittore viaggia in Argentina e in Patagonia. Qui la sua pittura diventa, più che originale, incatalogabile, vagamente simbolista ma in modo molto più oscuro, sognante e terrena, carnale ed eterea. Il ciclo delle Maghe persiane, ispirato alle Mille e una notte, avvolge nell’oscurità e ammalia con le volute delineate dal pastello. I volti degli indigeni sono intensissimi e scultorei, la Maternità del 1908-10 sospende la necessità di chiedersi se si tratti di una visione religiosa, animistica o blasfema. E lo straordinario Testa di toro del 1907 presenta un modernissimo gioco di rapporti tra primo piano e sfondo.
Rientrato dai viaggi, torna a nature morte e ritratti, diluendo la fase della sperimentazione in dosi più piccole: le ultime prove sono magnificenti ma meno innovative.
Al terzo piano della villa, una selezione di opere della Collezione di Eugenio Balzan, oggetto della precedente mostra, permettono un confronto tra la poetica di Feragutti Visconti e le altre ricerche dell’epoca.

Stefano Castelli

Bellinzona // fino al 16 giugno 2013
Adolfo Feragutti Visconti – La libertà della pittura
a cura di Giovanna Ginex e Anna Lisa Galizia
VILLA DEI CEDRI
Piazza san Biagio 9
+41 (0)91 8218520
[email protected]
www.villacedri.ch

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.
  • Maleci Guglielmo

    Sono in possesso di un dipinto di Feragutti Visconti 140×90 con vista su lago e donna pesierosa
    Siete interessati ad averne una foto?