Robert Doisneau e la Parigi che cambia

Un grande classico della fotografia del Novecento. La Parigi di Robert Doisneau sbarca a Roma, con una vasta antologica divisa per temi. Al Palazzo delle Esposizioni fino al 3 febbraio.

Robert Doisneau - Selezione per il Concert Mayal - 1952 - © atelier Robert Doisneau

Si può provare nostalgia per un periodo e per un luogo in cui non si è mai vissuti? Sembra strano, eppure questo è ciò che accade scorrendo con gli occhi le oltre duecento fotografie scattate da Robert Doisneau (Gentilly, 1912 – Montrouge, 1994), uno dei fotografi-icona del Ventesimo secolo, ma, prima ancora, uomo profondamente innamorato della Ville Lumière.
Gli scatti, realizzati tra il 1934 e il 1991, sono esposti in una grande rassegna antologica seguendo un criterio tematico – non cronologico – volto a raccontare l’immagine della Parigi autentica che Doisneau si è impegnato a documentare.
L’allestimento, con pareti divisorie che articolano lo spazio “a stella”, incoraggia il visitatore a dimenticare il percorso didattico che di solito viene suggerito come corretto per la fruizione della maggior parte delle mostre celebrative come questa – realizzata in occasione del centenario della nascita dell’autore – per dare vita a tragitti autonomi e completamente liberi.
Il tentativo è quello di riprodurre le “flaneries”, i vagabondaggi di Doisneau, che, emulo di Atget, percorreva instancabilmente le vie della città per “impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”.

Robert Doisneau – La ballata di Pierrette d’Orient – 1953 – © atelier Robert Doisneau

La scelta dei temi – ritratti, angoli iconici della città, interni familiari, backstage di moda, ballerine in déshabillé – è rappresentativa della varietà di interessi di Doisneau, che, avvicinatosi alla fotografia da giovanissimo, arrivò poi a collaborare stabilmente con l’agenzia Rapho e con la celebre rivista Vogue. Successivi sono i reportage (Stati Uniti, Canada, Russia) che gli valsero vari premi, tra cui il prestigioso Grand Prix National de la photographie nel 1983, consolidando la sua fama di più illustre rappresentante della fotografia “umanista” di Francia.
Doisneau ottiene così una documentazione estremamente rappresentativa della Parigi che cambia, dagli edifici agli abiti delle persone: “Il mondo che cercavo di mostrare era un mondo in cui mi sarei sentito bene. Le mie foto erano come una prova che quel mondo poteva esistere”. Emerge dalla selezione di fotografie esposte al Palaexpo la grande qualità di visione di Doisneau, la sua capacità di cogliere la bellezza e il significato, la vena narrativa nascosta in un particolare grazie alla profonda comprensione della ricchezza insita nell’atto del guardare, al punto di dire: “Ci sono dei giorni in cui si avverte il semplice fatto di vedere come una autentica felicità. Il ricordo di questi momenti è ciò che di più prezioso io possieda”.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 3 febbraio 2013
Robert Doisneau – Paris en Liberté
PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
Via Nazionale 194
06 39967500
[email protected]
www.palazzoesposizioni.it

 

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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.
  • Antonio

    Doisneau era un vero fotografo popolare, nel senso più nobile del termine.