Mara Coccia si trasforma. E sceglie Staccioli per celebrare la chiusura

Ultimo appuntamento per l’associazione romana Mara Coccia. Anna Marra, decisa a trasformare l’attività in un archivio per l’arte contemporanea, chiude questa breve stagione espositiva con Mauro Staccioli. Fino al 3 novembre

Mauro Staccioli - Situazione Barriera - 1970-92

La mostra di Mauro Staccioli (Volterra, 1937; vive a Milano e Volterra), curata da Bruno Corà, s’ispira al volume recentemente pubblicato, dedicato agli “anni di cemento 1968-82” e che, sin dal titolo, propone di leggere l’opera dell’artista toscano come una metafora degli anni di piombo. Staccioli è figlio di un carpentiere, quando si scopre artista l’Italia è scossa prima dalle manifestazioni studentesche e poi dalle rivendicazioni dei brigatisti. Ferro e cemento saranno i suoi materiali, le mani e la forza i suoi strumenti.
Sono opere aggressive, aspre, solidi segni nello spazio sociale. Sono forme primarie, elementari, e l’artista utilizza la geometria non per il rigore formale, ma la preferisce in quanto linguaggio accessibile a tutti, quindi efficace.
Le sculture scelte per l’esposizione sono quindici, tutte realizzate a cavallo tra gli Anni Sessanta e Settanta. La galleria diventa una trincea invasa da mine arrugginite, ostacoli austeri con le punte aguzze. Cerchi, rettangoli, triangoli e trapezi. L’allestimento è meno potente di quanto il conoscitore non si aspetti, ma la tensione invasiva di ogni singola figura è la stessa che, in quegli anni così pieni di rabbia, rese il vocabolario di Staccioli tanto importante.
I suoi sono lavori violenti perché la violenza, scrive l’artista in catalogo, è una condizione della nostra realtà quotidiana.

Michela Tornielli di Crestvolant

Roma // fino al 3 novembre 2012
Mauro Staccioli – Gli anni di cemento 1968-1982
a cura di Bruno Corà
MARA COCCIA
Via del Vantaggio 46a
06 3224434
[email protected]
www.maracoccia.com

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Michela Tornielli di Crestvolant
Michela si laurea in storia dell’arte a Roma nel gennaio 2011 all’università Sapienza con una tesi sul movimento lettrista. Ora vive a Milano e frequenta il corso di laurea Magistrale in storia dell’arte contemporanea dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Comincia a scrivere per il “Corriere dell’arte” occupandosi di alcuni tra i più interessanti eventi della scena culturale milanese. Impara – dopo le prime prove – le importanti regole del linguaggio giornalistico: semplicità, esattezza e sincerità. Per il futuro sogna le grandi interviste ai protagonisti del panorama artistico internazionale.
  • Grandissima Mara, un pilastro della storia dell’arte contemporanea.. non poteva che chiudere questo ciclo con delle opere che testimoniano la sua competenza e la sua tenace determinazione. Ottima come sempre la sua scelta, di realizzare una mostra con le opere di un altro gigante come Mauro Staccioli, che ARTOUR-O a Firenze 2012 ha avuto l’onore di ospitare grazie ad Antonio Presti, e che ha lasciato a Fiumara d’Arte, e nella storia dell’arte il suo potente segno a imperitura memoria, con la ‘Cima della Cima’ .
    Tanti auguri allora a Mara Coccia!

  • Giovanna Bonasegale

    Grande Mara Coccia! Ammirevole per la caparbietà con cui persegue i suoi progetti e per l’entusiasmo che ancora la sostiene. Auguri, Mara per tutte le tue attività