Per Arthur Duff, scripta volant

Prima personale italiana dell’artista tedesco. Dopo aver “illuminato” le sale del Macro, Arthur Duff inonda i suggestivi spazi della galleria romana Oredaria con le sue sperimentazioni attorno al linguaggio. Fino al 28 aprile.

Arthur Duff - Syntax Parallax - veduta della mostra presso Oredaria, Roma 2012

Arthur Duff (Wiesbaden, 1973) gioca con la definizione stessa di ‘scrittura’, stravolgendone le gerarchie. Il significato non è più funzione solo delle parole ma è veicolato dal supporto, dal mezzo su cui sono rappresentate e dalla loro interazione con il contesto. In due installazioni al neon (medium che contraddistingue anche il suo intervento permanente al Macro) le parole, grazie a un gioco prospettico, si distorcono man mano che il visitatore entra nello spazio. Nella serie di arazzi, la Holzer si scontra con Boetti generando pannelli mimetici in grado di trasformare ogni parola in un grido di guerra.

Una esplosione luminosa domina la sala principale: è una battaglia fra parole scritte con il laser e un supporto impertinente di tubi al neon. Conclude la mostra Black Stars_M55: un immenso ammasso stellare è rappresentato dall’ipnotico rincorrersi di nodi su una corda nera. Cinquant’anni dopo R. H. Richens, la semantica è ancora una questione di nodi.

Carlo Maria Lolli Ghetti

Roma // fino al 28 aprile 2012
Arthur Duff – Syntax Parallax
OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE
Via Reggio Emilia 22-24
06 97601689
[email protected]
www.oredaria.it

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Carlo Maria Lolli Ghetti
Carlo Maria Lolli Ghetti (Roma, 1984) è un ingegnere piuttosto atipico specializzato nel management e nella gestione della logistica. Da sempre mosso da una morbosa passione nei confronti dell’arte decide nel 2011 di iscriversi ad un master in arte contemporanea nella speranza di poter sintetizzare passione e bagaglio tecnico in un’opportunità di carriera. Attualmente si destreggia nella sua doppia vita di consulente per un gruppo industriale specializzato in grande distribuzione e di studente presso la LUISS.
  • Emidio De Albentiis

    Solo una precisazione, forse piccola ma importante: l’artista, pur essendo nato in Germania, è americano (Duff è infatti nato a Wiesbaden, città tedesca in cui c’era e forse ancora c’è, una nota base NATO)