Pampas sconfinata e sovresposta. Valsecchi guarda al Sudamerica

Una quarantina di scatti, stampati in formati che vanno dal gigantesco al colossale. Carlo Valsecchi ritrae la tenuta di San Luis e il Mart di Rovereto gli dedicata – finalmente! – una grande personale. Visibile fino a fine febbraio.

Carlo Valsecchi - San Luis - veduta della mostra presso il Mart, Rovereto 2011

44mila ettari quadrati: è l’estensione della tenuta nella quale Carlo Valsecchi (Brescia, 1965; vive a Milano) ha realizzato la serie San Luis. Strano destino quello del fotografo lombardo, che lo apparenta a tanti creativi nostrani. È infatti al limite dell’inspiegabile che sostanzialmente in Italia non esponga (ultime personali in patria datate 2006, da Guido Costa a Torino e alla Triennale di Milano). Plauso dunque al Mart – quello ancora diretto da Gabriella Belli, che cura in prima persona questa mostra – che ha saputo dedicate a Valsecchi una mostra ampia, in spazi adeguati, senza relegarla ad appendice di appuntamenti di maggior richiamo. E in quelle sale luminose e dal respiro libero stanno d’incanto gli orizzonti sconfinati del Sudamerica, specie se immortalati in plottaggi da 16 metri di lunghezza per uno e mezzo d’altezza. Nota di merito anche per il catalogo, che grazie al grande formato riesce a non sacrificare troppo l’esperienza dei formati giganti delle stampe.

Marco Enrico Giacomelli

Rovereto // fino al 26 febbraio 2012
Carlo Valsecchi – San Luis
a cura di Gabriella Belli
Catalogo Silvana Editoriale
MART
Corso Bettini 43
800 397760
info@mart.trento.it
www.mart.tn.it


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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • celine

    una mostra veramente grandiosa, in un ambiente, il Mart, fantastico, è stata una visita molto istruttiva e piacevole