Ripensare la democrazia

La mostra allestita negli spazi della Strozzina indaga lo stato attuale delle democrazie. Mettendo in discussione l’identità del cittadino sovrano e spingendo i visitatori verso una continua ridefinizione delle proprie categorie. Fino al 22 gennaio, a Firenze.

Roger Cremers - Reenactment - 2010

Declining Democracy è un gioco di parole che fa riferimento al declino della democrazia, ma anche alla possibile scelta di declinarla come modello per la costituzione degli ordinamenti sociali. Sin dal titolo, dunque, si vuole evidenziare la complessità della realtà sociale odierna e delle risposte che scaturiscono al suo interno.
Il sociologo Colin Crouch ha ideato il termine ‘post-democrazia’ per definire alcune delle democrazie attuali, rilevando che “non è una situazione di non-democrazia”, ma la descrizione di una fase “sulla parabola discendente della democrazia”. Le opere in mostra presentano riflessioni e analisi su diversi tipi di partecipazione che possono essere raccolti sotto il termine ‘democrazia’ e di cui Artur Zmijewski fornisce nella sua opera Democracies una variegata documentazione. Riflessioni che aprono interrogativi sostanziali intorno alla strutturazione della sfera politica e alle sue interconnessioni con la sfera economica e quella sociale.

Thomas Feuerstein - Parlament - 2009

Se le forme spontanee di associazionismo riconducono a un elevato ideale di democrazia, la crescente spettacolarizzazione della politica, le decisioni economiche prese a porte chiuse e le misure di tracking per la sicurezza collettiva sono solo alcuni dei fattori che sembrano creare uno scollamento sempre maggiore tra governi ed elettorati.
Nell’opera Where Do i Stand? What Do I Want?, Thomas Hirschhorn, fuori da ogni interesse psicologistico, effettua un movimento che parte dalla visione individuale per raggiungere verità universali. I visitatori sono continuamente invitati a passare dalla contemplazione estetica all’azione, sia tramite l’interazione con le opere – come con A smile against Berlusconi del collettivo italiano Buuuuuuuuu – che mediante la partecipazione a un referendum che provoca i fruitori mediante il quesito “La maggioranza ha sempre ragione?”. È possibile inoltre partecipare, previa candidatura, ai workshop di formazione politica condotti dall’artista Cesare Pietroiusti.

Francis Alys - When Faith moves Mountains - 2002

Declining Democracy si chiude con l’opera della designer Lucy Kimbell, Physical Bar Charts, installazione interattiva in grado di svelare l’impegno sociale dei visitatori permettendogli di esprimere pubblicamente le proprie opinioni una volta fuori dallo spazio espositivo. Un percorso teso fra arte e politica, un invito ad agire e interagire, poiché come ricorda Piroschka Dossi, il concetto cardine è quello di libertà: promessa fondamentale della civiltà occidentale e madre dell’arte, nella duplice accezione di oggettiva libertà di scelta e soggettiva capacità di compierla.

Laura Poluzzi

Firenze // fino al 22 gennaio 2012
Declining Democracy
a cura di
Piroschka Dossi, Christiane Feser, Gerald Nestler e Franziska Nori
Catalogo Silvana Editoriale

www.strozzina.org


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Laura Poluzzi
Nata a Firenze, classe ’85, dopo una tesi in Estetica Contemporanea si trasferisce a Parigi dove lavora per due gallerie di arte contemporanea. Parallelamente comincia a collaborare con riviste di arte e informazione culturale. Tornata a Firenze decide di seguire un doppio binario diplomandosi allo IED Firenze mentre porta avanti gli studi universitari in Filosofia, approfondendo tematiche relative ai mutamenti insiti nella società contemporanea. Tra i fondatori di FablabFi, si divide tra la città natale e Milano, dove frequenta, da settembre 2012, il Master in Interaction Design presso la Domus Academy. All'attività di Graphic Designer Freelance unisce quella di collaboratrice della rivista Artribune, per le rubriche di Design e Arte Contemporanea. Tra i principali interessi di ricerca, l'Interaction Design, il Visual Design e la Social Innovation.