Lisson on air

La Lisson Gallery a Milano è finalmente di casa fra giardini (della famiglia Castellini) e antiche mura. Mentre il contemporaneo resta in disparte, anche se per poco. Si comincia con una mostra curata da Ryan Gander, fino al 5 novembre.

I know about creative block and I know not to call it by name - veduta della mostra presso la Lisson Gallery, Milano 2011

A Milano, nei pressi del Cenacolo Vinciano, la Lisson Gallery apre la sua prima sede internazionale, dopo 44 anni di vita londinese. All’interno di un’antica corte privata, la direttrice Annette Hofmann presenta la collettiva I know about creative block and I know not to call it by name curata da Ryan Gander.

Seppure siano generosamente esposti e ben distinguibili i lavori degli artisti selezionati (Allora & Calzadilla, Cory Arcangel, Art & Language, Gerard Byrne, Spencer Finch, Haroon Mirza, Jonathan Monk, Giulio Paolini e Lawrence Weiner), il contemporaneo resta solamente una comparsa. Proscenio e palcoscenico rubano la scena. Gli spazi interni della galleria, infatti, non sono ampi, seppure distribuiti su due piani. Ma l’occhio non può restare indifferente a roseti e gazebo di lino bianco.

Ginevra Bria

Milano // fino al 5 novembre 2011
I know about creative block and I know not to call it by name
a cura di Ryan Gander
www.lissongallery.com


CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.